Presidente DE ROBERTO Giovanni

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Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 17 marzo 2015, n. 11170. Il curatore fallimentare non è legittimato a proporre impugnazione contro il provvedimento di sequestro adottato ai sensi dell’art. 19 del D.lgs. 231/2001. La verifica delle ragioni dei terzi al fine di accertarne la buona fede spetta al giudice penale e non al giudice fallimentare.

Suprema Corte di Cassazione S.U.P. sentenza 17 marzo 2015, n. 11170 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE PENALI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 13 gennaio 2015, n. 1184. La richiesta o sollecitazione esterna, alla quale faccia seguito un rifiuto indebito, non deve necessariamente essere formulata come ordine o domanda o altro esplicito interpello, potendo esprimersi negli stessi fatti oggettivi sottoposti all’attenzione dei pubblico ufficiale competente ad intervenire ratione offici ed altresi’ che il contegno di rifiuto si verifica non solo a fronte di una richiesta (che nel caso di specie vi e’ stata ed e’ stata altresi’ seguita da un sollecito), ma anche quando sussista una urgenza sostanziale impositiva dei compimento dell’atto, urgenza palese nel caso in esame in rapporto alla esigenza di tutela della correttezza dell’attivita’ urbanistica ed edilizia territoriale

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 13 gennaio 2015, n. 1184 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza del 22 gennaio 2015, n. 3177. In relazione alla specificità del fatto materiale di coltivazione – non può aversi riguardo allo stadio (iniziale, in corso, avanzato, esaurito) del processo produttivo accertato (ciò che equivarrebbe a dare ingresso ad un improprio criterio di punibilità differenziata), poiché l’offensività della condotta si radica nella sola idoneità della coltivazione a produrre la sostanza per il consumo. Con l’ovvio effetto che “non rileva la quantità di principio attivo ricavabile nell’immediatezza dell’accertamento, ma la conformità delle piante al tipo botanico previsto e la loro attitudine (anche per modalità e cura di coltivazione) a giungere a maturazione e a produrre la sostanza stupefacente utilizzabile per il consumo”

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 22 gennaio 2015, n. 3177 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza resa il 10.5.211, all'esito di giudizio abbreviato, il Tribunale di Ancona, sezione [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 13 gennaio 2015, n. 1186. Il mancato o inesatto adempimento da parte del difensore di fiducia dei doveri funzionali (ivi inclusa la proposizione di eventuali impugnazioni) a qualsiasi causa ascrivibile non è idoneo ad integrare ipotesi di caso fortuito e di forza maggiore (che si manifestano come eventi impeditivi non altrimenti superabili) legittimanti la restituzione in termini ex art. 175 c.p.p. Tale inadempimento si traduce, infatti, in una falsa rappresentazione della realtà, vincibile mediante la normale diligenza ed attenzione, non potendosi escludere -sia pure in via presuntiva- l’esistenza di un onere dell’assistito di vigilare sull’esatta o corretta osservanza dell’incarico conferito, nelle ipotesi in cui il controllo sull’adempimento del mandato difensivo non sia impedito al comune cittadino da un quadro normativo di riferimento caratterizzato da particolare complessità.

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 13 gennaio 2015, n. 1186 Fatto e diritto 1. Con decreto penale del 31.1.2007 il g.i.p. del Tribunale di Taranto condannava M.R., difeso [...]

Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 12 dicembre 2014, n. 51824. L’offerta o la promessa di denaro o di altra utilita’ al consulente tecnico del pubblico ministero finalizzata a influire sul contenuto della consulenza integra il delitto di intralcio alla giustizia di cui all’articolo 377 cod. pen. in relazione alle ipotesi di cui agli articoli 371-bis o 372 cod. pen.

Suprema Corte di Cassazione S.U.P. sentenza 12 dicembre 2014, n. 51824 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE PENALI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 5 dicembre 2014, n. 51080. L’associazione di consumatori che tuteli il diritto alla salute può considerarsi persona offesa dal reato di abuso in atti d’ufficio, stante la natura di reato plurioffensivo, quando ha per fine o effetto di arrecare ad altri un danno ingiusto

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 5 dicembre 2014, n. 51080 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 11 dicembre 2014, n. 51660. Al fine di disporre il sequestro conservativo, è necessario e sufficiente che vi sia il fondato motivo di ritenere che manchino le garanzie del credito; vale a dire che il patrimonio del debitore sia attualmente insufficiente per l’adempimento delle obbligazioni di cui all’art. 316, commi 1 e 2, cod. proc pen.

Suprema Corte di Cassazione S.U.P. sentenza 11 dicembre 2014, n. 51660 Ritenuto in fatto 1. Con ordinanza del 31 maggio 2014, il Tribunale di Genova, adito in sede di riesame, [...]

Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 20 novembre 2014, n. 47999. La parte civile non è legittimata a ricorrere per cassazione contro il provvedimento che abbia annullato o revocato, in sede di riesame, ai sensi dell’art. 318 cod. proc. pen., l’ordinanza di sequestro conservativo disposto a favore della stessa parte civile

Suprema Corte di Cassazione S.U.P. sentenza 20 novembre 2014, n. 47999 Ritenuto in fatto 1. Con ordinanza depositata il 18 dicembre 2013 il Tribunale di Messina, adito in sede di [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 30 ottobre 2014, n. 45090. La nozione di profitto confiscabile del reato s’identifica con il vantaggio economico di diretta e immediata derivazione causale dall’illecito presupposto e il profitto e’ individuabile soltanto in un effettivo arricchimento patrimoniale acquisito e non nella semplice esistenza di un credito, per cosi’ dire, virtuale , in quanto non riscosso. Oggetto della confisca possono essere, oltre che il denaro e altri beni e utilita’, anche i titoli di credito, sia con riferimento alla materiale identita’ cartolare che ai diritti in essi incorporati o che da essi derivano

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 30 ottobre 2014, n. 45090   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli [...]