opposizione a precetto

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La presenza di irregolarità formali nel precetto può ritenersi sanata per il raggiungimento dello scopo a seguito della proposizione dell’opposizione agli atti esecutivi in tutti i casi in cui l’opposizione stessa si limiti a lamentare l’esistenza della irregolarità formale in sè

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, Ordinanza 18 luglio 2018, n. 19105. La massima estrapolata: La presenza di irregolarità formali nel precetto può ritenersi sanata per il raggiungimento dello scopo [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 28 luglio 2015, n. 15849. La notifica effettuata ex art. 140 cod. proc. civ.

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 28 luglio 2015, n. 15849 Svolgimento del processo M.A. con atto del 20 luglio 2010 propose opposizione dinanzi al giudice di Pace di [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 13 maggio 2015, n. 9807. Allorché il debitore abbia pagato per intero la somma indicata nel titolo esecutivo, comprensiva delle spese processuali ivi liquidate, il creditore non può, successivamente a tale pagamento, intimare precetto, sulla base dello stesso titolo, per il pagamento delle spese processuali sostenute dopo l’emissione di quest’ultimo e necessarie per la sua notificazione, dovendo, per tali spese, esperire l’azione di cognizione ordinaria; ed invero, una volta che l’obbligazione derivante dal titolo sia stata adempiuta, il titolo medesimo perde la propria efficacia esecutiva, con conseguente impossibilità giuridica della notifica del precetto

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 13 maggio 2015, n. 9807 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 17 febbraio 2015, n. 3133. In tema di esecuzione forzata nei confronti di pubbliche amministrazioni, l’art. 14 del d.l. n. 669/1996 pone un intervallo tra la notifica del titolo esecutivo e quella del precetto, prima del quale l’esecuzione forzata non può essere intrapresa. Ne consegue che la relativa opposizione si traduce in una contestazione del diritto di procedere all’esecuzione forzata e integra un’opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO  SENTENZA 17 febbraio 2015, n. 3133 RITENUTO IN FATTO In data 15.01.03 D.P.G. notificava alla A.S.L. di (OMISSIS) atto di precetto pedissequo a decreto [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 2 dicembre 2014, n. 25433. Costituisce invero ius receptum che l’opposizione al precetto, ex art. 617 c.p.c., sana la nullità del precetto stesso, derivante dalla mancata indicazione della data di notificazione del titolo esecutivo in virtù del principio di ordine generale, sancito dall’art. 156 c.p.c., secondo il quale la nullità non può essere pronunciata se l’atto ha raggiunto lo scopo cui era destinato. Se è vero che l’esatta indicazione nel precetto del titolo esecutivo è richiesta a pena di nullità dal secondo comma dell’art. 480 cod. proc. civ., in quanto requisito formale indispensabile perché il precetto possa raggiungere lo scopo suo proprio, che è quello di assegnare al debitore un termine per adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo e di preannunciare, per il caso di mancato adempimento, l’esercizio dell’azione esecutiva, è pur vero che non può pronunciarsi la nullità del precetto, qualora l’esigenza di individuazione del titolo risulti comunque soddisfatta attraversi gli altri elementi contenuti nel precetto medesimo. Nella specie, il Tribunale ha ritenuto essersi verificato, attraverso una valutazione di stretto merito, ancorata ad un elemento sintomatico decisivo, quale il comportamento della debitrice, la quale – per avere pagato prontamente l’importo in precetto – ha dimostrato implicitamente, ma inequivocamente di aver ben compreso cosa le si richiedeva di pagare

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 2 dicembre 2014, n. 25433 Svolgimento del processo Con sentenza in data 17.08.2011 il Tribunale di Palermo - decidendo sull'opposizione proposta da S.E. [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 27 ottobre 2014, n. 22788. Il mediatore immobiliare non può utilizzare come titolo esecutivo nei confronti della parte l’assegno datogli da quest’ultimo a garanzia della provvigione, ribadendo che il titolo di credito abbia valore legale. A maggior ragione se il titolo di credito sia sprovvisto dell’indicazione della data

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 27 ottobre 2014, n. 22788 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 3 Composta [...]