incapacita’ di intendere e di volere

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Ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, rilevano solo i «disturbi della personalità» che siano di consistenza, intensità e gravità tali da incidere concretamente sulla capacità di intendere o di volere

Corte di Cassazione, Sezione sesta penale, Sentenza 6 luglio 2018, n. 30733. La massima estrapolata: Ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, rilevano solo i «disturbi [...]

La violazione dell’articolo 609 quinquies c.p., comma 1, e’ caratterizzato dalla necessita’ che la condotta da esso descritta – consistente nel compimento di atti sessuali, dovendo essere ricompresi in tale nozione non solamente le condotte di congiunzione carnale fra soggetti diversi ma anche le condotte onanistiche nonche’ gli atti di mero esibizionismo degli organi genitali, ove connessi a manifestazioni della vita sessuale, in presenza di persona avente eta’ inferiore ad anni 14

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 26 marzo 2018, n. 13996. La violazione dell'articolo 609 quinquies c.p., comma 1, e' caratterizzato dalla necessita' che la condotta da esso descritta [...]

Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 28 giugno 2016, n. 26779

Ai fine dell’esclusione dell’imputabilità, i disturbi della personalità possono indurre infermità di mente, pur quando non siano inquadrabili nelle categorie delle malattie mentali in senso stretto, purché si tratti di [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 19 gennaio 2016, n. 1923. In caso di contestazione del delitto di circonvenzione di incapaci, una volta che l’accusa abbia provato l’abuso, da parte dell’agente, dello stato di infermità o deficienza psichica e l’induzione al compimento di atti dannosi diventa del tutto irrilevante il comportamento tenuto dal circuito quando era compos sui, proprio perché, stante la sua condizione patologica, diventa impossibile stabilire se – ove fosse stato compos sui – avrebbe tenuto o continuato a tenere quel determinato comportamento, con la conseguenza che quegli stessi atti che prima dello stato di incapacità erano normali e incensurabili diventano anomali e punibili penalmente se compiuti in uno stato di incapacità

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 19 gennaio 2016, n. 1923 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 6 agosto 2015, n. 34466. La malattia di mente rilevante per l’esclusione o per la riduzione dell’imputabilità è solo quella medico-legale, dipendente da uno serio stato patologico, che comporti una degenerazione della sfera intellettiva o volitiva dell’agente. I disturbi della personalità, o ogni altro disturbo mentale, sono in grado di influire sulla capacità di intendere e volere solo quando intervengono con un nesso eziologico nella condotta criminosa, per effetto dei quali il reato viene ritenuto causalmente determinato proprio dal disturbo mentale; si deve trattare cioè di turbe mentali di tale consistenza e gravità da determinare una situazione psichica che impedisca al soggetto di gestire le proprie azioni e faccia sì che non ne percepisca il disvalore; oppure di impulsi all’azione, pur riconosciuta come riprovevole, che siano tali da vanificare la capacità di apprezzarne le conseguenze. Nel caso in esame, di fronte all’omicidio di tre persone, un mero disturbo dell’adattamento non è stato assunto come sintomo di una mancante o ridotta capacità di intendere e volere.

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 6 agosto 2015, n. 34466 Rilevato in fatto 1. Con sentenza in data 5 marzo 2013 il G.U.P. del Tribunale di Cagliari, a [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 9 aprile 2015, n. 14548. Sussiste il dolo eventuale nella condotta di chi, pur affetto da vizio parziale di mente, programmi e attui un incendio a locali occupati da persone, cagionando ad esse la morte in quanto l’evento letale è probabile, date le circostanze, costituendo una conseguenza collaterale, un prezzo eventuale della condotta voluta e tenuta dall’agente che, tuttavia, realizza l’azione nonostante l’evento ulteriore sia percepibile come diretta conseguenza della propria azione

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 9 aprile 2015, n. 14548 Ritenuto in fatto 1. L'11/04/2011, la Corte di appello di Genova riformava la sentenza emessa dal Gup del [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 22 ottobre 2014, n. 22331. Qualsiasi struttura sanitaria, nel momento stesso in cui accetta il ricovero d’un paziente, stipula un contratto dal quale discendono naturalmente, ai sensi dell’articolo 1374 c.c., due obblighi: il primo e’ quello di apprestare al paziente le cure richieste dalla sua condizione; il secondo e’ quello di assicurare la protezione delle persone di menomata o mancante autotutela, per le quali detta protezione costituisce la parte essenziale della cura. Ove un paziente ricoverato per disturbi mentali tenti il suicidio, riportando lesioni personali, la struttura sanitaria che l’aveva in cura risponde di tali lesioni, a prescindere dal carattere volontario od obbligatorio del trattamento sanitario praticato in concreto, non potendo quest’ultimo condizionare l’obbligo di sorveglianza da parte del medico e del personale sanitario

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 22 ottobre 2014, n. 22331 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 30 giugno 2014, n. 14794. Gli eredi non possono annullare il matrimonio contratto dal de cuius in stato di assoluta incapacita’ di intendere e di volere se l’azione non è stata gia’ esercitata dallo stesso prima della morte

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 30 giugno 2014, n. 14794 Svolgimento del processo La Corte di appello di Roma, con sentenza 30 novembre 2011, ha rigettato il gravame [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 3 luglio 2014, n. 28907. Nelle ipotesi in cui parte offesa del delitto di cui all’art. 643 c.p., sia una persona affetta da una grave forma di deficienza psichica (anche a causa dell’età avanzata) che la privi gravemente della capacità di discernimento e di autodeterminazione, e il soggetto attivo non abbia nei suoi confronti alcun particolare legame di natura parentale, affettivo o amicale, l’induzione può essere desunta in via presuntiva potendo consistere anche in un qualsiasi comportamento o attività da parte dell’agente (come ad es. una semplice richiesta) alla quale la vittima, per le sue minorate condizioni, non sia capace di opporsi e la porti, quindi, a compiere, su indicazione dell’agente, atti che, privi di alcuna causale, in condizioni normali non avrebbe compiuto e che siano a sé pregiudizievoli e a lui favorevoli

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza  3 luglio 2014, n. 28907 Fatto 1. Con sentenza del 04/10/2012, la Corte di Appello di Roma confermava la sentenza con la quale, [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 9 aprile 2014, n. 15831. Il disturbo di personalità “borderline”, non connotato da intensita’ e gravita’ tale da potere incidere sulla capacita’ di intendere e di volere in modo da porsi in nesso eziologico con il commesso reato, condizione che e’ invece necessaria, secondo i principi affermati dalla sentenza delle Sezioni unite 25/1/05, perchè a siffatte anomalie si possa attribuire rilievo ai sensi degli articoli 88 e 89 cod. pen.

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 9 aprile 2014, n. 15831 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 14 ottobre 2013, n. 23277. In tema annullamento di una vendita tra una anziana signora (sucessivamente deceduta) ed i convenuti, per l’incapacità a contrarre della vecchia signora, la quale colpita da infarto cerebrale, solo due giorni dopo, era stata accompagnata da un notaio per la stipula dell’atto.

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza  14 ottobre 2013, n. 23277 Svolgimento del processo Con citazione del 21.1.1993 D.P.F. conveniva davanti al tribunale di Lucera I.C. e M.M. per [...]

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