Espropriazione presso terzi

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In tema di espropriazione forzata di crediti presso terzi si deve escludere che, qualora sopraggiunga nel corso del suo svolgimento ed in una situazione nella quale il processo esecutivo sia pendente sebbene sospeso in ragione della sua pendenza, l’articolo 51 della legge fallimentare possa giustificare la sua improcedibilita’

Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 19 aprile 2018, n. 9624. In tema di espropriazione forzata di crediti presso terzi, tanto prima che successivamente alla riforma del giudizio di [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 8 febbraio 2016, n. 2490. In tema di espropriazione presso terzi, il rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi è l’unico esperibile contro l’ordinanza di assegnazione del credito ex art. 553 cod. proc. civ., non solo quando si contestino vizi formali suoi, o degli atti che l’hanno preceduta, ma pure quando si intenda confutare l’interpretazione che il giudice dell’esecuzione ha dato alla dichiarazione del terzo, anche quanto alla entità ed alla esigibilità del credito, nonché quando si contesti la misura del credito assegnato, assumendosi che l’ordinanza sia stata emessa per un importo inferiore al dovuto. E’ stato disatteso l’assunto del resistente secondo cui l’opposizione proposta contro l’ordinanza di assegnazione dovesse essere qualificata come opposizione all’esecuzione. Si è trattato invece, nel caso di specie, di opposizione agli atti esecutivi, così qualificabile alla stregua del principio di cui sopra.

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 8 febbraio 2016, n. 2490 Svolgimento del processo l. - Con la sentenza impugnata il Tribunale di Milano ha accolto parzialmente l'opposizione proposta [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 19 gennaio 2016, n. 774. In una procedura di espropriazione mobiliare, l’intervento tardivo del creditore privilegiato ma sprovvisto di titolo esecutivo, in un momento dunque successivo all’udienza che regola la vendita, non ne sbarra definitivamente la strada. Tuttavia, siccome il debitore non può più disconoscerne le ragioni, mancando l’apposita sede per la verifica, il creditore è obbligato a quegli ulteriori oneri previsti nel caso di disconoscimento espresso: cioè l’istanza di accantonamento e soprattutto l’avvio immediato dell’azione per munirsi del titolo

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 19 gennaio 2016, n. 774 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]