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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 22 gennaio 2015, n. 1151. La rilevanza della pec, ai fini della notifica, è stata introdotta dalla 1. n. 18312011, successivamente sia alla proposizione dell’appello, che alla notifica della sentenza della Corte territoriale. Valeva comunque, il disposto dell’ari. 82 del r.d. n. 37 del 1934, secondo cui gli avvocati, che esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori dalla circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati, devono, all’atto della costituzione el giudizio stesso, eleggere domicilio nel luogo ove ha sede l’autorità giudiziaria presso la quale il giudizio è in corso; in mancanza la notifica si effettuerà presso la cancelleria del giudice adito

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 22 gennaio 2015, n. 1151 Fatto e diritto In un procedimento di divorzio tra D. O. e B. F. C.A., la Corte d'appello [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 16 gennaio 2015, n. 709. L’art. 366 cod. proc. civ., comma 2 (nel testo introdotto dalla L. n. 183/2011, applicabile ratione temporis trattandosi di ricorso notificato il 24 Luglio 2014) stabilisce che “se il ricorrente non ha eletto domicilio in Roma ovvero non ha indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine, le notificazioni gli sono fatte presso la cancelleria della Corte di Cassazione”. Da quest’ultima disposizione si evince che la possibilità della notificazione di atti presso la cancelleria della Corte di Cassazione è subordinata alla duplice condizione della mancata elezione di domicilio in Roma da parte del ricorrente e della mancata indicazione, sempre da parte del ricorrente, dell’indirizzo di posta elettronica certificata, mentre ove questo secondo requisito sussista (come nel caso di specie), si deve ritenere che invece il destinatario della notificazione del ricorso che intenda a sua volta notificare il controricorso non possa avvalersi della notificazione presso la cancelleria della Corte, essendo egli tenuto ad eseguire la notificazione in forma telematica.

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 16 gennaio 2015, n. 709 Fatto e diritto Il relatore nominato per l'esame del ricorso ha depositato la relazione ai sensi dell'art. 380 [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza n. 13071 del 27 maggio 2013. Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza n. 13071 del 27 maggio 2013

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza n. 13071 del 27 maggio 2013 Ordinanza Ritenuto in fatto che, prestandosi il ricorso ad essere trattato con il procedimento di cui agli [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza n. 2642 del 5 febbraio 2013. In tema di notifiche presso la residenza o il domicilio eletto; se l’elezione di domicilio è inserita in un contratto in tal caso la notificazione presso il domicilio è obbligatoria

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza n. 2642  del 5 febbraio 2013 Svolgimento del processo Con citazione ritualmente notificata U.S. proponeva opposizione tardiva al decreto ingiuntivo emesso l'11.12.97 dal [...]

Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 20 giugno 2012, n. 10143. L’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine sopperisce alla mancata elezione di domicilio per gli avvocati che esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Sentenza 20 giugno 2012, n. 10143   Svolgimento del processo 1. Con ricorso depositato il 15 luglio 2008 la società Hapimag Italia s.r.l. [...]