differenze retributive

/Tag: differenze retributive

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 4 gennaio 2018, n. 92. Ciascun gruppo parlamentare non puo’ ritenersi prosecuzione o continuazione di un gruppo parlamentare della precedente legislatura

Ciascun gruppo parlamentare non puo' ritenersi prosecuzione o continuazione di un gruppo parlamentare della precedente legislatura e, in linea piu' generale, si era trascurato di considerare che si e' in [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 2 ottobre 2017, n. 22997. La norma che prevede reinquadramento e accesso alla dirigenza a seguito del passaggio ad altra PA

La norma che prevede reinquadramento e accesso alla dirigenza a seguito del passaggio ad altra PA, non si applica a segretari comunali o provinciali trasferiti per effetto di procedure di [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 25 settembre 2017, n. 22289. Ai fini della individuazione della c.d. natura giuridica del rapporto della subordinazione

Ai fini della individuazione della c.d. natura giuridica del rapporto, il primario parametro distintivo della subordinazione deve essere necessariamente accertato o escluso mediante il ricorso ad elementi sussidiari che il [...]

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 4 settembre 2017, n. 20755. Nell’ipotesi di reiterazione di contratti a termine in relazione ai posti individuati per le supplenze su “organico di fatto” e per le supplenze temporanee

Nell'ipotesi di reiterazione di contratti a termine in relazione ai posti individuati per le supplenze su “organico di fatto” e per le supplenze temporanee non è in sé configurabile alcun [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 23 marzo 2016, n. 5768. Il dipendente di banca addetto a funzioni ispettive dopo un periodo di tempo quantificabile in sei mesi diventa a tutti gli effetti funzionario. Il passaggio di qualifica è poi tanto più legittimo quando è il risultato di una valutazione meritocratica da parte della banca

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 23 marzo 2016, n. 5768 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 11 dicembre 2015, n. 25044. In tema di licenziamento disciplinare, costituisce giusta causa di recesso del lavoratore l’indebito riempimento di taniche di benzina per uso personale con spesa posta a carico dell’azienda

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 11 dicembre 2015, n. 25044 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 2 novembre 2015, n. 22379. In caso di demansionamento con condanna del datore di lavoro al pagamento delle differenze retributive conseguenti al riconoscimento del superiore inquadramento, il connesso versamento contributivo è interamente dovuto dal datore di lavoro, anche per quanto attiene alla quota di contributi a carico del lavoratore, ai sensi dell’art. 23 della Legge n. 218 del 1952, posto che il ritardo nel versamento dei contributi è addebitabile alla responsabilità del datore di lavoro, a meno che quest’ultimo non dimostri che tale ritardo non sia ad esso in alcun modo imputabile

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 2 novembre 2015, n. 22379 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE L Composta [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 15 ottobre 2015, n. 20843. In tema disciplina del personale dipendente da società e consorzi concessionari di autostrade o trafori, la previsione della disciplina collettiva che compensa con maggiorazioni retributive il lavoro notturno e il lavoro notturno festivo non può ritenersi circoscritta al solo personale turnista impiegato a tempo pieno, ma si estende, ricorrendone le condizioni fattuali, anche a quello impiegato a tempo parziale

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 15 ottobre 2015, n. 20843 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 24 giugno 2015, n. 13117. In tema di impugnativa di licenziamento in grado di appello, l’eccezione cosiddetta dell’aliunde perceptum cioè la deduzione della rioccupazione del lavoratore licenziato al fine di limitare il danno da risarcire a seguito di licenziamento illegittimo non costituisce eccezione in senso stretto, ma ha carattere di eccezione in senso lato, con la conseguenza che i fatti suscettibili di formare oggetto di tale eccezione sono rilevabili d’ufficio dal giudice d’appello, sempre che quei fatti risultino ritualmente acquisiti al processo per essere stati tempestivamente allegati e dimostrati dalla parte che intenda avvalersene, salvo che la conoscenza di essi non sia stata raggiunta solo in un momento successivo, così solamente essendo ammissibile la loro prova in sede di gravame

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 24 giugno 2015, n. 13117 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 21 gennaio 2015, n. 930. Il principio secondo il quale in tema di liquidazione delle spese giudiziali e nel caso di soccombenza reciproca, non prevedendo nessuna norma un criterio di valutazione della prevalenza della soccombenza che si basi sul numero di domande accolte o respinte, per ciascuna di esse, dovendo essere valutato l’oggetto della lite nel suo complesso

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 21 gennaio 2015, n. 930   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE L [...]

Carica Altri Articoli