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La detenzione di bombolette spray urticante a base di oleoresin capsicum è riconducibile alla fattispecie di reato di cui all’art. 695, c.p.

Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 27 aprile 2018, n. 18481. La detenzione di bombolette spray urticante a base di oleoresin capsicum è riconducibile alla fattispecie di reato di [...]

Pubblicato da |2018-05-22T12:47:53+00:0022 maggio 2018|Cassazione penale 2018, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Diritto|Commenti disabilitati su La detenzione di bombolette spray urticante a base di oleoresin capsicum è riconducibile alla fattispecie di reato di cui all’art. 695, c.p.

Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 18 settembre 2017, n. 42566. Il divieto di utilizzazione a fini di valutazione del quadro indiziario delle notizie acquisite dalla polizia giudiziaria presso informatori

Il divieto di utilizzazione a fini di valutazione del quadro indiziario delle notizie acquisite dalla polizia giudiziaria presso informatori (articolo 267, comma 1-bis in relazione all'articolo 203 c.p.p., comma 1-bis) [...]

Corte di Cassazione, sezioni unite penali, sentenza 12 settembre 2017, n. 41588. I delitti di detenzione e porto illegali in luogo pubblico o aperto al pubblico di arma comune da sparo

I delitti di detenzione e porto illegali in luogo pubblico o aperto al pubblico di arma comune da sparo ex L. 2 ottobre 1967, n. 895, artt. 2, 4 e [...]

Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 23 maggio 2017, n. 2404

La revoca o il diniego dell’autorizzazione possono essere adottate sulla base di un giudizio ampiamente discrezionale circa la prevedibilità dell’abuso dell’autorizzazione stessa, potendo assumere rilevanza anche fatti isolati, ma significativi, [...]

Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 20 marzo 2017, n. 13570

In tema di custodia, con la doverosa diligenza, nell'interesse della sicurezza pubblica, all'interno della propria abitazione, della pistola, il relativo caricatore e delle cartucce in considerazione delle modalita' di custodia accertate [...]

Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 19 febbraio 2016, n. 690. Il titolo abilitativo al porto d’armi non costituisce una mera autorizzazione di polizia che rimuove il limite ad una situazione giuridica soggettiva che già fa parte della sfera del privato, ma assume contenuto permissivo, costituendo l’assenso alla disponibilità dell’arma regime derogatorio alla regola ordinaria di generale divieto

Consiglio di Stato sezione III sentenza 19 febbraio 2016, n. 690 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Terza ha pronunciato la [...]

Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 22 gennaio 2016, n. 213. Il diniego espresso di autotutela è un atto meramente confermativo dell’originario provvedimento, che non compie una nuova valutazione degli interessi in gioco, e che pertanto non può essere un mezzo per una sostanziale rimessione in termini quanto alla contestazione dell’originario provvedimento, dovendosi quindi escludere l’impugnabilità degli atti meramente confermativi attraverso i quali l’Amministrazione si limiti a richiamare, come in questo caso, una determinazione in precedenza adottata, senza effettuare una nuova istruttoria ed una nuova valutazione degli elementi di fatto e di diritto, già considerati, ovvero di altri e nuovi provvedimenti medio tempore acquisiti

Consiglio di Stato sezione III sentenza 22 gennaio 2016, n. 213 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Terza ha pronunciato la [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 2 dicembre 2015, n. 47712. La buona fede (che esclude nei reati contravvenzionali l’elemento soggettivo) ben può essere determinata da un fattore positivo esterno che abbia indotto il soggetto in errore incolpevole, specie lì dove tale “fattore esterno” sia ricollegabile ad un comportamento della autorità amministrativa (competente alla tutela dell’interesse protetto) idoneo a determinare uno scusabile convincimento di liceità della condotta posta in essere. Nel caso in esame (in relazione al reato di cui all’art. 697 co. 1 cod.pen. – detenzione di 26 cartucce cal. 38 in assenza di previa denunzia all’autorità), secondo la S.C., non poteva essere opposta – al fine di ritenere consumato il reato – la qualifica soggettiva dell’agente, a fronte di una chiara indicazione proveniente dall’ufficio che ebbe a ricevere la denunzia dell’arma (con prassi ribadita nella comunicazione in atti). Detta indicazione, peraltro, pur se da ritenersi erronea (posto che l’obbligo di denunzia va ritenuto insussistente solo lì dove le cartucce per arma comune da sparo non superino la ordinaria capienza del caricatore dell’arma) non era immediatamente percepibile come tale, e ciò in virtù del fatto che la norma di cui all’art. 26 della legge n.110 del 1975 tende, effettivamente, a determinare una qualche incertezza nell’interprete sulla estensione oggettiva della esenzione dall’obbligo di denunzia delle munizioni in presenza di regolare denunzia dell’arma

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 2 dicembre 2015, n. 47712 In fatto e in diritto 1. Con sentenza emessa in data 21 maggio 2013 il GUP del Tribunale [...]

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