curatore fallimentare

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Nel caso in cui il curatore si intervenuto nell’esecuzione promossa dal creditore fondiario, il tribunale deve verificare se l’attività svolta in concreto si sia tradotta in un risultato realmente utile per la massa dei creditori, valutando ad esempio se il curatore abbia riscosso le rendite dei beni ipotecati o in parte il prezzo.

Corte di Cassazione, sezione prima civile, Ordinanza 6 giugno 2018, n. 14631. La massima estrapolata: Nel caso in cui il curatore si intervenuto nell'esecuzione promossa dal creditore fondiario, il tribunale [...]

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 2 marzo 2018, n. 9466. In ordine alle conseguenze della apertura di una procedura concorsuale sugli obblighi tributari

Il reato di omesso versamento di ritenute certificate, previsto dal Decreto Legislativo n. 74 del 2000, articolo 10-bis "si consuma con il mancato versamento per un ammontare superiore ad euro [...]

Corte di Cassazione, sezione prima civile, Sentenza 25 settembre 2017, n. 22274. Il subentro del curatore nel contratto di somministrazione di energia elettrica

Il subentro del curatore nel contratto (di somministrazione di energia elettrica) non impedisce di per sé di operare una distinzione fra i crediti del somministrante aventi natura concorsuale (perché sorti [...]

Corte di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 23 gennaio 2017, n. 1641

Il curatore fallimentare è legittimato ad esercitare in sede civile e penale qualsiasi azione di responsabilità contro gli amministratori della società fallita anche per fatti di bancarotta preferenziale commessi mediante [...]

Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 19 agosto 2016, n. 17197

Il curatore fallimentare, in forza dell’art. 146 L.F., quando promuove azione nei confronti degli amministratori della fallita, cumula in sé sia l’azione sociale ex art. 2932 c.c. che l’azione dei [...]

Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 31 agosto 2016, n.17441

La riforma del 2003 ha modificato i termini della disciplina applicabile in tema di resposnabilità degli amministratori della S.p.a.. Per un verso gli amministratori operativi rispondono non già quali mandatari, [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 4 aprile 2016, n. 6430. In tema di liquidazione del compenso al curatore cessato dalla carica prima della conclusione della procedura fallimentare, ai sensi dell’art. 39 l.fall. (nel testo anteriore al d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, vigente ratione temporis), il provvedimento adottabile in quella fase dal Tribunale può avere per oggetto solo acconti, ma non il compenso definitivo, poiché il contributo di ciascun curatore ai risultati della procedura può valutarsi solo con le operazioni di chiusura della stessa, allorché diviene possibile una disamina unitaria dei fatti rilevanti ai fini della liquidazione. Ne consegue l’improponibilità, rilevabile anche d’ufficio, della domanda di liquidazione del compenso formulata dal cessato curatore prima del termine della procedura

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 4 aprile 2016, n. 6430 Fatto e diritto È stata depositata in Cancelleria la seguente relazione, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 4 dicembre 2015, n. 24715. L’azione di responsabilità sociale, esperita dal curatore nei confronti dei sindaci e degli amministratori a norma dell’art. 146 L.F., racchiude in sé, le azioni ex artt. 2393 e 2394 c.c. ed è diretta alla reintegrazione del patrimonio della fallita. Essa è posta in essere nel momento in cui il patrimonio sociale non risulti sufficiente a soddisfare i creditori della società fallita e si manifesti, dunque, il decremento patrimoniale, sotto forma di danno emergente e lucro cessante, costituente il pregiudizio che la società non avrebbe subito in mancanza del comportamento illegittimo degli amministratori e dei sindaci. Pur avendo contenuto inscindibile, il curatore è libero di scegliere quale delle due azioni esperire ma diverso sarà il regime della decorrenza del termine di prescrizione, l’onere probatorio ed i criteri di determinazione dei danni risarcibili

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 4 dicembre 2015, n. 24715 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 25 novembre 2015, n. 24044. La sospensione feriale dei termini processuali prevista dall’art. 1 L. n.742/1969, non si applica alle opposizioni relative alla distribuzione della somma ricavata in sede di esecuzione forzata, proposte ai sensi dell’art. 512 c.p.c., avuto riguardo alla sostanziale identità, strutturale e funzionale, dell’incidente cognitivo in sede distributiva con l’opposizione all’esecuzione di cui all’art. 615 c.p.c. ed alla comune esigenza di non ritardare il soddisfacimento dei creditori, nonché all’inoperatività della sospensione in tema di reclamo avverso i decreti di riparto in materia fallimentare, ed alla coerenza indicata con il canone costituzionale della ragionevole durata del processo. La sospensione dei termini feriali è inapplicabile ai decreti emessi dal Tribunale fallimentare in sede di reclamo proposto ex art. 26 L.F.

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 25 novembre 2015, n. 24044 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]

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