Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 6 giugno 2014, n. 12833 Svolgimento del processo Con sentenza del 26/3/2008 la Corte d’Appello di Torino, respinti quelli in via incidentale spiegati dalla società Ace European Group Ltd e dalla Coopera Uisp s.c.a.r.l., in parziale accoglimento dei gravami interposti dai sigg. P.F. e L.B.C. – in proprio...
Categoria: Sezioni Diritto
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 4 aprile 2014, n. 8006. Relativamente alla condanna del datore di lavoro per licenziamento illegittimo, disposta, ex art. 18 della L. n. 300 del 1970, nella misura delle retribuzioni spettanti nel "triennio post recesso", tale periodo segna di norma un limite oltre il quale l'eziologia della inoccupazione non è automaticamente riferibile più al licenziamento, ove non si oppongano condizioni di mercato specifiche o qualità soggettive del dipendente e pertanto essa è da considerarsi congrua
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Sentenza 4 aprile 2014, n. 8006 Svolgimento del processo La Corte di Appello di Roma con sentenze rispettivamente non definitiva e definitiva, riformando in parte la sentenza del Tribunale di Roma, nel dichiarare l’illegittimità del licenziamento intimato al dott. P.V. dall’Ospedale pediatrico Bambin Gesù, di cui era dipendente quale...
Corte di Cassazione, sezione III, ordinanza 3 aprile 2014, n. 15181. In tema di gestione delle scommesse gli articoli 43 CE e 49 del Trattato CE devono interpretarsi nel senso di ostare: 1) a che lo Stato membro, che intendesse porre rimedio a precedente violazione dei principi del Trattato, "proteggesse le posizioni commerciali acquisite agli operatori esistenti prevedendo in particolare determinate distanze minime tra gli esercizi dei nuovi concessionari e quelli di tali operatori esistenti"; 2) a che venissero applicate sanzioni a persone che operano senza concessione o autorizzazione che fossero legate a un operatore che era stato escluso da una gara in violazione del diritto dell'Unione qualora la nuova gara e le nuove assegnazioni non avessero effettivamente rimediato all'illegittima esclusione di detto operatore dalla precedente gara; dovevano inoltre interpretarsi nel senso di richiedere, unitamente ai principi di pari trattamento, di trasparenza e di certezza del diritto, che le norme comportanti decadenza di concessioni dovessero essere formulate in modo chiaro, preciso e univoco, spettando al giudice del rinvio verificare cio'. tutto ciò subordinato alla legittimita' di un sistema volto a subordinare l'esercizio di un'attivita' economica (in essa compresa quindi quella di raccolta delle scommesse) all'ottenimento di una concessione e a prevedere varie ipotesi di decadenza della concessione sulla base di motivi imperativi di interesse generale, quali gli obiettivi di tutela dei consumatori, di prevenzione delle frodi e dell'incitamento dei cittadini ad una spesa eccessiva legata al gioco, nonche' di prevenzione di turbative dell'ordine sociale in generale
Suprema Corte di Cassazione sezione III ordinanza 3 aprile 2014, n. 15181 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MANNINO Saverio F. – Presidente Dott. MULLIRI Guicla – Consigliere Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere Dott. ANDREAZZA Gastone – rel. Consigliere Dott. ANDRONIO Alessandro...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 28 maggio 2014, n. 11905. Il mancato pagamento del fornitore da parte di una azienda sanitaria entro la scadenza dei 90 giorni, anche se contrattualmente prevista, non produce interessi fino alla formale costituzione in mora, prevalendo la disciplina speciale prevista per gli enti pubblici
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 28 maggio 2014, n. 11905 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SALVAGO Salvatore – Presidente Dott. DI AMATO Sergio – Consigliere Dott. DOGLIOTTI Massimo – Consigliere Dott. BENINI Stefano – rel. Consigliere Dott. MERCOLINO...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza del 3 giugno 2014, n. 12385. In caso di deposito bancario intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere, sino alla estinzione del rapporto, operazioni, attive e passive, anche disgiuntamente, il contitolare ha diritto di chiedere, anche dopo la morte dell'altro, l'adempimento dell'intero saldo del libretto di deposito a risparmio e l'adempimento così conseguito libera la banca verso gli eredi dell'altro contitolare
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza del 3 giugno 2014, n. 12385 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SALVAGO Salvatore – Presidente – Dott. BENINI Stefano – Consigliere – Dott. DIDONE Antonio – rel. Consigliere – Dott. DE CHIARA Carlo...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 2 aprile 2014, n. 15162. La sospensione dei termini di durata massima della custodia cautelare durante la pendenza dei termini per la stesura della motivazione opera anche in relazione all'eventuale periodo di proroga, purchè il giudice procedente emetta un'ulteriore ordinanza
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 2 aprile 2014, n. 15162 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DE ROBERTO Giovanni – Presidente Dott. CONTI Giovanni – Consigliere Dott. ROTUNDO Vincenzo – Consigliere Dott. PETRUZZELLIS Anna – rel. Consigliere Dott. DE...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza n. 22978 del 10 giugno 2014. La consapevolezza che la persona coinvolta nell'incidente ha bisogno di soccorso può sussistere anche sotto il profilo del dolo eventuale, che si configura normalmente in relazione all'elemento volitivo, ma che può attenere anche all'elemento intellettivo, quando l'agente consapevolmente rifiuti di accertare la sussistenza degli elementi in presenza dei quali il suo comportamento costituisce reato, accettandone l'esistenza. Integra il reato, naturalmente, il comportamento di chi effettui sul luogo del sinistro una sosta momentanea, senza consentire la propria identificazione
La sentenza integrale Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza n. 22978 del 10 giugno 2014
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 12 maggio 2014, n. 10253. L'azione risarcitoria per la mancata attuazione di una direttiva europea va promossa nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Questa regola generale non può ritenersi derogata dalla previsione del decreto legislativo di recepimento della direttiva stessa che rimanda ad un decreto ministeriale per l'individuazione di alcuni criteri specifici di attuazione
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 12 maggio 2014, n. 10253 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PETTI Giovanni B. – Presidente Dott. SPIRITO Angelo – rel. Consigliere Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere Dott. STALLA Giacomo Maria –...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza del 3 giugno 2014, n. 22899. La cessione di materiali e prodotti dell'industria lapidea non risulta inclusa tra quelle per le quali, nell'ambito delle tabelle del D.P.R. n. 633 del 1972, sono previste aliquote Iva diverse da quella ordinaria: il richiamato n. 80 della parte 2^ della tabella A del D.P.R. n. 633 del 1972, non risulta, infatti, vigente.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza del 3 giugno 2014, n. 22899 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MANNINO Saverio F. – Presidente – Dott. SAVINO Mariapia Gaeta – Consigliere – Dott. DI NICOLA Vito – Consigliere – Dott....
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 6 giugno 2014, n. 2878. In ordine alle controversie concernenti la chiusura o la riduzione dell'orario di apertura degli uffici postali, sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo, ora sulla base di una lettura ampia ed in chiave oggettiva della nozione di servizio pubblico, ora facendo leva, per analogia, sull'art. 1 del D.Lgs. n. 198 del 2009, nel senso che l'attribuzione della giurisdizione (anche) su determinati profili inerenti la stessa erogazione del servizio (ad esempio la violazione di standard qualitativi o degli obblighi contenuti nelle carte di servizi) e che investono diritti soggettivi degli utenti (cd. class action pubblica) non potrebbe, a maggior ragione, non attrarre nella giurisdizione amministrativa anche gli atti prodromici aventi natura organizzativa posti in essere dal concessionario del servizio
Consiglio di Stato sezione III sentenza 6 giugno 2014, n. 2878 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 790 del 2014, proposto da: Po. S.p.a., rappresentata e difesa dagli avv.ti Ma.Fi. e Ga.Pe., con domicilio...