Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 22 settembre 2014, n. 19942 Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 23 dicembre 2013, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ.: «A.M., con ricorso ex art. 22 della legge n. 689 del 1981 dinanzi al Giudice di pace di Ostia,...
Categoria: Sezioni Diritto
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 9 settembre 2014, n. 18965. Scatta il risarcimento del danno per il dipendente demansionato. E la quantificazione può essere correttamente operata in via equitativa dal giudice di merito parametrandola sui giorni di effettiva compressione della professionalità
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 9 settembre 2014, n. 18965 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROSELLI Federico – Presidente Dott. AMOROSO Giovanni – Consigliere Dott. NOBILE Vittorio – rel. Consigliere Dott. BALESTRIERI Federico – Consigliere Dott. GHINOY Paola...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 22 settembre 2014, n.19943. In materia di giuramento decisorio, qualora la parte chiamata a prestare il giuramento decisorio apporti alla formula aggiunte o variazioni, il giuramento deve considerarsi prestato soltanto se queste costituiscono semplici chiarimenti della formula stessa, tali da non alterarne il contenuto sostanziale in relazione al fine cui tende
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI ORDINANZA 22 settembre 2014, n.19943 Fatto e diritto Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 11 gennaio 2014, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ.: “Con atto di citazione notificato il 27 agosto 2008, l’Avv. A.E. convenne in giudizio innanzi al Tribunale...
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 22 settembre 2014, n. 4735. L'esercizio del potere di autotutela amministrativa presuppone l'accertamento dell'illegittimità dell'atto originariamente adottato al fine di ripristinare la situazione di legalità violata, oltre alla valutazione della rispondenza della rimozione dell'atto illegittimamente a suo tempo emesso all'interesse pubblico concreto ed attuale. Tali condiciones iuris sono state prese in considerazione dal legislatore allorché, con la previsione di cui all'art.21 nonies, introdotta alla legge n.241 del 1990 è stato formalmente contemplato l'istituto dell'annullamento d'ufficio
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 22 settembre 2014, n. 4735 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUARTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1014 del 2008, proposto da: Ni.Fl., De.Cl., rappresentati e difesi dall’avv. Gi.Ma., con domicilio eletto presso Gi.Ne....
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 16 settembre 2014, n. 4702. La condanna, anche non definitiva, dello straniero per un qualsivoglia reato in materia di stupefacenti, non importa se più o meno grave, comporta automaticamente il divieto ope legis del rilascio del permesso di soggiorno, secondo il combinato disposto degli artt. 4, comma 3, e 5, comma 5, del D.Lgs. n. 286 del 1998. In ipotesi siffatte, pertanto, il diniego di rinnovo assume la natura di atto vincolato, il quale nemmeno può essere soggetto ad un nuovo positivo vaglio giudiziale in assenza di sopravvenuti fatti nuovi, ovvero di mutamenti legislativi o derivanti dalla giurisprudenza costituzionale, idonei ad influire sul carattere automaticamente ostativo della condanna riportata dallo straniero e, dunque, suscettibili di richiedere anche un riesame del provvedimento, certamente legittimo, a suo tempo adottato
Consiglio di Stato sezione III sentenza 16 settembre 2014, n. 4702 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3329 del 2013, proposto da: Mo.Kh., rappresentato e difeso dall’avv. D.Gi., con domicilio eletto presso D.Gi....
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 11 settembre 2014, n. 37473. L'ordine di demolizione delle opere abusive e' sottratto alla regola del giudicato, sicche' ne e' sempre possibile la revoca (in presenza di atti amministrativi incompatibili con la sua esecuzione) ovvero la sospensione (quando sia ragionevolmente prospettabile che, nell'arco di tempi brevissimi, la P.A. adottera' un provvedimento incompatibile con la demolizione). Ne consegue che non e' sufficiente a neutralizzarlo la possibilita' che in tempi lontani e non prevedibili potranno essere emanati atti amministrativi favorevoli al condannato, in quanto non e' possibile rinviare a tempo indeterminato la tutela degli interessi urbanistici che l'ordine di demolizione mira a reintegrare
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 11 settembre 2014, n. 37473 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SQUASSONI Claudia – Presidente Dott. FRANCO Amedeo – Consigliere Dott. MARINI Luigi – Consigliere Dott. DI NICOLA Vito – rel. Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 11 settembre 2014, n. 37506. Costituisce ingiuria rivolgere alla propria ex moglie termini che si rivelano chiaramente offensivi secondo l'apprezzamento della generalità dei consociati, ossia in base al comune sentire della maggior parte delle persone. (Nel caso di specie, l'imputato in più occasioni aveva apostrofato la ex moglie paragonandola alla "nave scuola" che insegna ai non iniziati il manuale "pratico" dell'amore).
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 11 settembre 2014, n. 37506 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. LOMBARDI Alfredo M – Presidente Dott. OLDI Paolo – Consigliere Dott. DE BERARDINIS S. – rel. Consigliere Dott. BRUNO Paolo A. –...
Corte di Cassazione, sezione feriale, sentenza 1 settembre 2014, n. 36510. In tema di infortuni sul lavoro, il coordinatore per la progettazione, ai sensi del Decreto Legislativo n. 494 del 1996, articolo 4 ha essenzialmente il compito di redigere il piano di sicurezza e coordinamento (PSC), che contiene l'individuazione, l'analisi e la valutazione dei rischi, e le conseguenti procedure, apprestamenti ed attrezzature per tutta la durata dei lavori; diversamente, il coordinatore per l'esecuzione dei lavori, ai sensi dell'articolo 5 cit. Decreto Legislativo, ha i compiti: (a) di verificare, con opportune azioni di coordinamento e di controllo, l'applicazione delle disposizioni del piano di sicurezza; (b) di verificare l'idoneita' del piano operativo di sicurezza (POS), piano complementare di dettaglio del PSC, che deve essere redatto da ciascuna impresa presente nel cantiere; (c) di adeguare il piano di sicurezza in relazione all'evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, di vigilare sul rispetto del piano stesso e sospendere, in caso di pericolo grave ed imminente, le singole lavorazioni. Trattasi di figure le cui posizioni di garanzia non si sovrappongono a quelle degli altri soggetti responsabili nel campo della sicurezza sul lavoro, ma ad esse si affiancano per realizzare, attraverso la valorizzazione di una figura unitaria con compiti di coordinamento e controllo, la massima garanzia dell'incolumita' dei lavoratori
Suprema Corte di Cassazione sezione feriale sentenza 1 settembre 2014, n. 36510 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE FERIALE PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BIANCHI Luisa – Presidente Dott. MULLIRI Guicla – Consigliere Dott. CAPOZZI A. – rel. Consigliere Dott. Carrelli Palombi Roberto – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 12 settembre 2014, n. 37654. Perché si realizzi il dolo di calunnia, occorre che colui che falsamente accusa un'altra persona di un reato abbia la certezza dell'innocenza dell'incolpato, in quanto l'erronea convinzione della colpevolezza della persona accusata esclude l'elemento soggettivo, da ritenere integrato solo nel caso in cui sussista una esatta corrispondenza tra il momento rappresentativo (ossia, la sicura conoscenza della non colpevolezza dell'accusato) ed il momento volitivo
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI SENTENZA 12 settembre 2014, n. 37654 Ritenuto in fatto Con sentenza del 26 giugno 2013 la Corte d’appello di Messina ha confermato la sentenza emessa il 30 maggio 2007 dal Tribunale di Messina, che dichiarava F.S.A. , B.S. , S.F. , V.F. e T.P. (nelle rispettive qualità di...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 19 settembre 2014, n. 19731. Per la S.C. applicando i principi di garanzia ed in tema di adempimento o esatto adempimento ad una completa ed adeguata informazione medica, la erronea applicazione della corte d'appello in tema di principi del consenso informato è stato duplice in quanto: da un lato ha presupposto che il consenso informato non avrebbe dovuto investire anche i rischi dell'intervento sanitario qualora essi non siano letali, pur avendo un alto livello di probabilità statistica (-tvp al 50 PER CENTO) e d'altro lato ha ritenuto non dovuta la informazione in presenza di una percentuale statistica di mortalità dell’uno per cento, perché fenomeno prossimo al fortuito, mentre la valutazione del rischio sarebbe appertenuto al titolare del diritto esposto, e cioè al paziente e costituisce una operazione di bilanciamento che non può essere annullata in favore della parte che interviene sia pure con intenti salvifici. Sussiste dunque la prova evidente dell'inadempimento in relazione alla mancata e completa informazione sul rischio inerente all'interevento.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 19 settembre 2014, n. 19731 Svolgimento del processo 1. Con citazione del 2 ottobre 1998 L.G. , erede di C. , deceduto il (omissis) a 62 anni sul letto operatorio, già anestetizzato e incubato, per improvvisa e mortale ipotensione, convenne dinanzi al tribunale di MILANO, il chirurgo dr...