Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 8 aprile 2016, n. 14243 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CORTESE Arturo – Presidente Dott. NOVIK Adet Toni – Consigliere Dott. TARDIO Angela – Consigliere Dott. SANDRINI Enrico Giuseppe – Consigliere Dott....
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Ne’ e’ fondato il rilievo secondo il quale il dolo d’impeto e’ incompatibile con il dolo alternativo, posto che l’agire sulla spinta emotiva del momento non esclude la lucidita’ mentale e le facolta’ cognitive che consentono di prevedere e rappresentarsi l’evento come conseguenza della propria azione. Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 7 aprile 2016, n. 13970.
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 7 aprile 2016, n. 13970 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VECCHIO Massimo – Presidente Dott. LA POSTA Lucia – rel. Consigliere Dott. MANCUSO Luigi Fabrizio – Consigliere Dott. ESPOSITO Aldo – Consigliere...
Nella prassi applicativa la fattispecie di atti persecutori ha sempre più difficoltà a trovare una sua rigorosa fisionomia, in quanto al suo interno vengono fatti rientrare fatti che presentano un disvalore molto diverso, complice non solo la difficoltà di dare interpretazione univoca ad eventi empiricamente sfuggenti, ma soprattutto la sproporzione di scala che sussiste tra la condotta di molestie, di per sé scarsamente offensiva, e gli eventi di portata “considerevole”, con la conseguenza che nella gran parte dei casi il soggetto è punito più per l’eventuale idoneità della condotta a cagionare certi eventi che per l’effettiva produzione degli stessi. Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 7 aprile 2016, n. 13940.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 7 aprile 2016, n. 13940 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. RAMACCI Luca – Presidente Dott. SOCCI Angelo Matteo – Consigliere Dott. ACETO Aldo – rel. Consigliere Dott. LIBERATI Giovanni – Consigliere Dott....
La mancanza di concessione rilasciata dall’A.A.M.S. comporta l’impossibilità per l’operatore italiano o straniero di ottenere la licenza di pubblica sicurezza di cui all’art. 88 T.U.L.P.S. ed ha, quale conseguenza, l’esercizio abusivo del gioco di scommesse, derivando da ciò che il soggetto, che riceve le scommesse e versa le vincite, pone in essere un’attività commerciale in forma organizzata soggetta ad imposizione fiscale. Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 6 aprile 2016, n. 13706
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 6 aprile 2016, n. 13706 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. GALLO Domenico – Presidente Dott. TADDEI Margheri – Consigliere Dott. AGOSTINACCHIO Luigi – Consigliere Dott. FILIPPINI S. – rel. Consigliere Dott. CARRELLI...
In caso di danno biologico, per i danni conseguenti ad infortuni sul lavoro e a malattie professionali verificatisi o denunciati a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale di cui al comma 3, l’INAIL nell’ambito del sistema d’indennizzo e sostegno sociale, in luogo della prestazione di cui all’art. 66, comma 1, n. 2), del Testo Unico, eroga l’indennizzo previsto e regolato dalle apposite disposizioni. In particolare, secondo l’art.13, 2 comma lett. a) del d.lgs. n. 38 le menomazioni conseguenti alle lesioni dell’integrità psicofisica di cui al comma 1 sono valutate in base a specifica “tabella delle menomazioni”, comprensiva degli aspetti dinamico-relazionali. L’indennizzo delle menomazioni di grado pari o superiore al 6 per cento ed inferiore al 16 per cento è erogato in capitale, dal 16 per cento è erogato in rendita, nella misura indicata nell’apposita “tabella indennizzo danno biologico”. In definitiva, la liquidazione degli indennizzi operata dall’Inail non si effettua secondo i criteri ordinari, ma in base ai parametri, alle tabelle e alle regole proprie stabilite dal sistema assicurativo e per conseguire i fini suoi propri in conformità all’art. 38 Cost. Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 26 aprile 2016, n. 8243.
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 26 aprile 2016, n. 8243 Svolgimento del processo Con la sentenza n. 1472/2011, pubblicata il 19.1.2012, la Corte d’Appello di Torino respingeva l’appello contro la sentenza di primo grado del Tribunale di Torino con cui era stata respinta la domanda di C.S. volta ad ottenere il riconoscimento di...
Il licenziamento intimato al lavoratore non vedente in assenza di alcun accertamento sanitario a norma dell’art. 5 S.L. e sulla base della contestazione che il datore di lavoro ha appreso in ritardo, rispetto all’accertamento, il riconoscimento dello status di invalido civile, da cui discenderebbero, alternativamente le conseguenze dell’occultamento di tale condizioni da parte del dipendente o la sua inidoneità alla mansione, è nullo e non illegittimo, posto che la condizione di cecità del lavoratore costituisce ragione esclusiva del recesso e non mero presupposto di fatto della non proficuità della prestazione lavorativa. Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 26 aprile 2016, n. 8248.
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 26 aprile 2016, n. 8248 Fatto La Corte d’appello di L’Aquila, in parziale riforma della sentenza di primo grado (che aveva accertato la nullità del licenziamento intimato il 20 agosto 2007 dall’Unione del Commercio del Turismo e dei Servizi della provincia di Teramo nei confronti del proprio dipendente...
La deducibilità quale errore revocatorio ai sensi del n. 4) dell’art. 395 cod. proc. civ. dell’omesso esame di domande, motivi, censure o eccezioni è configurabile solo se l’errore percettivo che ha determinato la mancata pronuncia risulti in via immediata dall’esame del testo della pronuncia e della sua motivazione, senza la necessità di argomentazioni induttive, e purché in ogni caso un implicito rigetto del motivo non sia comunque configurabile dalla lettura complessiva del ragionamento posto a base della decisione censurata con il rimedio revocatorio. In questa linea, nel citato precedente si è inoltre sottolineato che nel giudizio in materia di procedure di affidamento di contratti pubblici il dovere di sinteticità sancito in via generale dall’art. 3 cod. proc. amm. ha una particolare pregnanza. Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 14 aprile 2016, n. 1498.
Consiglio di Stato sezione V sentenza 14 aprile 2016, n. 1498 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Quinta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 9595 del 2015, proposto dal Consorzio stabile Eu., in proprio e quale capogruppo mandataria del costituendo raggruppamento...
L’emanazione di un provvedimento (o l’adozione di un comportamento) esplicito in risposta all’istanza dell’interessato od in ossequio all’obbligo di legge (nella fattispecie, l’invocata stipula del contratto di appalto), rende il ricorso inammissibile per carenza originaria dell’interesse ad agire od improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, a seconda se il provvedimento (od il comportamento conforme all’interesse del privato) intervenga prima della proposizione del ricorso o nelle more del giudizio conseguentemente instaurato. Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 14 aprile 2016, n. 1502.
Consiglio di Stato sezione V sentenza 14 aprile 2016, n. 1502 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Quinta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 4508 del 2015, proposto da: Be. s.r.l. unipersonale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa...
La verifica circa la possibile anomalia di un’offerta ha natura unitaria e globale e non ha per oggetto la ricerca di specifiche e singole inesattezze dell’offerta economica, mirando piuttosto ad accertare se in concreto l’offerta sia attendibile e affidabile in relazione alla corretta esecuzione dell’appalto, in modo da garantire e tutelare l’interesse pubblico concretamente perseguito dalla P.A. attraverso la procedura di gara per l’effettiva scelta del miglior contraente possibile. Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 14 aprile 2016, n. 1505.
Consiglio di Stato sezione V sentenza 14 aprile 2016, n. 1505 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Quinta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 7836 del 2015, proposto da: Se. Se. s.r.l., in persona del legale rappresentante, rappresentato e difeso dall’avvocato...
In tema di contratto di avvalimento l’esigenza di una puntuale indicazione del suo oggetto, trova ragione nella necessità sottesa alla pubbliche gare della chiarezza di tutti gli elementi dell’offerta sin dal momento della sua formulazione, onde evitare agevoli aggiramenti dei requisiti di ingresso. Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 14 aprile 2016, n. 1506.
Consiglio di Stato sezione V sentenza 14 aprile 2016, n. 1506 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Quinta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 5419 del 2015, proposto da: Li. Società Cooperativa Sociale, in persona del legale rappresentante in carica, rappresentata...