Il reato di devastazione (art. 419, c.p.)
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Il reato di devastazione (art. 419, c.p.)

Corte di Cassazione, sezione prima penale, Sentenza 1 ottobre 2018, n. 43264. La massima estrapolata: Il reato di devastazione (art. 419, c.p.), è configurabile quando l’atto posto in essere, consistente in un danneggiamento grave e diffuso, che colpisce la popolazione locale in modo indiscriminato, pone indubbiamente in concreto pericolo l’ordine pubblico, stante il fatto che...

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È impedito all’assemblea di porre pesi o vincoli a carico di tutti i condomini qualificando un bene come comune

Corte di Cassazione, sezione seconda civile, Ordinanza 1 ottobre 2018, n. 23752. La massima estrapolata: È impedito all’assemblea di porre pesi o vincoli a carico di tutti i condomini qualificando un bene come comune. Simile dichiarazione, anche se resa dall’amministratore, non può mai qualificarsi come confessione stragiudiziale, non essendo questa riferibile con certezza a tutti...

Nell’ipotesi di opere edilizie da eseguirsi su strutture o basamenti preesistenti o preparati dal committente o da terzi, l’appaltatore viola il dovere di diligenza stabilito dall’art. 1176 c.c.
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Nell’ipotesi di opere edilizie da eseguirsi su strutture o basamenti preesistenti o preparati dal committente o da terzi, l’appaltatore viola il dovere di diligenza stabilito dall’art. 1176 c.c.

Corte di Cassazione, sezione terza civile, Ordinanza 27 settembre 2018, n. 23174. La massima estrapolata: Nell’ipotesi di opere edilizie da eseguirsi su strutture o basamenti preesistenti o preparati dal committente o da terzi, l’appaltatore viola il dovere di diligenza stabilito dall’art. 1176 c.c. se non verifica, nei limiti delle comuni regole dell’arte, l’idoneità delle anzidette...

In caso di acquisto da altra società italiana in regime di non imponibilità Iva di merce destinata poi all’esportazione, il soggetto italiano acquirente non sempre può godere del regime di non imponibilità ai fini Iva per la successiva cessione
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In caso di acquisto da altra società italiana in regime di non imponibilità Iva di merce destinata poi all’esportazione, il soggetto italiano acquirente non sempre può godere del regime di non imponibilità ai fini Iva per la successiva cessione

Corte di Cassazione, sezione tributaria, Sentenza 28 settembre 2018, n. 23492. La massima estrapolata: In caso di acquisto da altra società italiana in regime di non imponibilità Iva di merce destinata poi all’esportazione, il soggetto italiano acquirente non sempre può godere del regime di non imponibilità ai fini Iva per la successiva cessione, qualora proceda...

Il datore di lavoro non ha l’obbligo di affiggere in bacheca l’equiparazione della omessa comunicazione della malattia all’assenza ingiustificata prevista dal Ccnl di categoria
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Il datore di lavoro non ha l’obbligo di affiggere in bacheca l’equiparazione della omessa comunicazione della malattia all’assenza ingiustificata prevista dal Ccnl di categoria

Corte di Cassazione, sezione lavoro, Ordinanza 27 settembre 2018, n. 23345. La massima estrapolata: Il datore di lavoro non ha l’obbligo di affiggere in bacheca l’equiparazione della omessa comunicazione della malattia all’assenza ingiustificata prevista dal Ccnl di categoria. Ordinanza 27 settembre 2018, n. 23345 Data udienza 20 aprile 2018 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO...

In tema di rimborsi IVA, l’inosservanza delle formalità previste dal d.l. n. 258 del 2006, conv. in l. n. 278 del 2006, emanato a seguito della sentenza della Corte di Giustizia dell’UE 14 settembre 2006, nella causa C-228/2005
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In tema di rimborsi IVA, l’inosservanza delle formalità previste dal d.l. n. 258 del 2006, conv. in l. n. 278 del 2006, emanato a seguito della sentenza della Corte di Giustizia dell’UE 14 settembre 2006, nella causa C-228/2005

Corte di Cassazione, sezione tributaria, Ordinanza 28 settembre 2018, n. 23514. La massima estrapolata: In tema di rimborsi IVA, l’inosservanza delle formalità previste dal d.l. n. 258 del 2006, conv. in l. n. 278 del 2006, emanato a seguito della sentenza della Corte di Giustizia dell’UE 14 settembre 2006, nella causa C-228/2005, non può comportare...

In tema di sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, il valore dei beni da sottoporre a vincolo deve essere adeguato e proporzionato al prezzo o al profitto del reato
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In tema di sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, il valore dei beni da sottoporre a vincolo deve essere adeguato e proporzionato al prezzo o al profitto del reato

Corte di Cassazione, sezione terza penale, Sentenza 24 settembre 2018, n. 41051. La massima estrapolata: In tema di sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, il valore dei beni da sottoporre a vincolo deve essere adeguato e proporzionato al prezzo o al profitto del reato e il giudice, nel compiere tale verifica, deve fare riferimento...

In ordine al procurato allarme ex art. 658 cp
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In ordine al procurato allarme ex art. 658 cp

Corte di Cassazione, sezione prima penale, Sentenza 3 ottobre 2018, n. 43815. Sentenza 3 ottobre 2018, n. 43815. Data udienza 4 ottobre 2017. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MAZZEI Antonella P. – Presidente Dott. SARACENO Rosa Anna – rel....

L’alterazione del badge da parte del dipendente comunale non è una condotta che può integrare il reato di falso in atto pubblico, in quanto il “cartellino” non è un atto pubblico.
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L’alterazione del badge da parte del dipendente comunale non è una condotta che può integrare il reato di falso in atto pubblico, in quanto il “cartellino” non è un atto pubblico.

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, Sentenza 25 settembre 2018, n. 41426. La massima estrapolata: L’alterazione del badge da parte del dipendente comunale non è una condotta che può integrare il reato di falso in atto pubblico, in quanto il “cartellino” non è un atto pubblico. Sentenza 25 settembre 2018, n. 41426 Data udienza 18...

L’alterazione della graduatoria provvisoria per l’assunzione di dipendenti in una società in house del comune non può considerarsi falsità materiale in atto pubblico
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L’alterazione della graduatoria provvisoria per l’assunzione di dipendenti in una società in house del comune non può considerarsi falsità materiale in atto pubblico

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, Sentenza 25 settembre 2018, n. 41421. La massima estrapolata: L’alterazione della graduatoria provvisoria per l’assunzione di dipendenti in una società in house del comune non può considerarsi falsità materiale in atto pubblico. Pertanto, in caso di illecita alterazione delle posizioni dei candidati, non può configurarsi il reato di falsità...