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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 24180 del 25 ottobre 2013. Condanna al risarcimento del danno da usura psico-fisica per il Comune per aver costretto un proprio dipendente a lavorare per sette giorni consecutivi una settimana ogni cinque

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza n. 24180 del 25 ottobre 2013 Ragioni della decisione 1. Il Comune di Torino chiede l’annullamento della sentenza della Corte d’appello di Torino, pubblicata il 17 maggio 2010, che ha respinto l’appello contro la decisione del Tribunale che aveva accolto la domanda di G.N. 2. Il N., dipendente...

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 23 ottobre 2013 n. 24033. La Usl può interrompere la somministrazione gratuita della cura (terapia Dikul) a cui è stata condannata con provvedimento del tribunale – “per tutto il tempo necessario dal punto di vista riabilitativo” – una volta accertato che il proseguimento delle cure non avrebbe apportato ulteriori miglioramenti al quadro fisico

Il testo integrale   Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 23 ottobre 2013 n. 24033[1] In base al principio di efficacia enunciato dalla normativa in materia (D.Lgs. n. 502 deI 1992- art. 1, come modificato dal D.Lgs. n. 229-art.) i benefici conseguibili con la prestazione richiesta devono essere posti a confronto con l’incidenza terapeutica sulle...

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 23 ottobre 2013 n. 24037. Quando il giustificato motivo oggettivo si identifica nella generica esigenza di riduzione di personale omogeneo e fungibile, non sono utilizzabili né il normale criterio della posizione lavorativa da sopprimere in quanto non più necessaria, né il criterio della impossibilità di repechage, in quanto tutte le posizioni lavorative sono equivalenti e tutti i lavoratori sono potenzialmente licenziabili

Il testo integrale [1]   Quando il giustificato motivo oggettivo si identifica nella generica esigenza di riduzione di personale omogeneo e fungibile, non sono utilizzabili né il normale criterio della posizione lavorativa da sopprimere in quanto non più necessaria, né il criterio della impossibilità di repechage, in quanto tutte le posizioni lavorative sono equivalenti e tutti...

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza del 17 ottobre 2013, n. 23611. Il lavoratore ha diritto a ricevere tutte le somme che avrebbe percepito se fosse rimasto in servizio nel caso in cui il collocamento a riposo viene annullato

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza del 17 ottobre 2013, n. 23611 Fatto Z.A. – dipendente dell’Ospedale (omissis) – su sua domanda veniva collocata in quiescenza, a decorrere dal 1.1.94, con delibera n. 895 del 7.4.1993 della (…) USL. Il 3.12.2000 l’INPDAP disponeva la sospensione del trattamento provvisorio di pensione concesso alla Z. dal...

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 16 ottobre 2013, n. 23528. Legittima la sanzione disciplinare di sei giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione nei confronti di un portalettere che si è rifiutato di sostituire un collega assente

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 16 ottobre 2013, n. 23528 Svolgimento del processo La Corte d’Appello di Brescia, con sentenza depositata il 26 agosto 2008, in riforma della decisione di primo grado, ha dichiarato legittima la sanzione disciplinare di sei giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione adottata in data 13 ottobre...

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 2 ottobre 2013, n. 22538. Il licenziamento del dipendente assentatosi per malattia provocata dal mobbing del datore di lavoro è illegittimo, anche se il lavoratore ha superato il periodo di comporto.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Sentenza 5 giugno – 2 ottobre 2013, n. 22538 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. STILE Paolo – Presidente – Dott. NAPOLETANO Giuseppe – Consigliere – Dott. FILABOZZI Antonio – Consigliere – Dott. BALESTRIERI Federico...

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 15 ottobre 2013 n. 23365. Illegittimo il licenziamento del prestatore in malattia trovato a lavorare (per tre giorni non interi) presso l’agenzia immobiliare di un congiunto se l’attività non pregiudica la guarigione

Il testo integrale   Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 15 ottobre 2013 n. 23365[1]   [1] Testo scaricabile e consultabile dal portale giuridico del Sole24Ore – Guida al Diritto http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/civile/civile/sentenzeDelGiorno/2013/10/no-al-licenziamento-del-malato-occasionalmente-impiegato-altrove.html  Archivio sentenze ordinanze  sentenze-ordinanze/cassazione-civile-2011/    sentenze-ordinanze/cassazione-civile-2012/   sentenze-ordinanze/cassazione-civile-2013/        Studio legale D’Isa @AvvRenatoDIsa      renatodisa.com