Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 21 settembre 2015, n. 38267 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MILO Nicola – Presidente Dott. FIDELBO G. – rel. Consigliere Dott. DI STEFANO Pierlui – Consigliere Dott. CAPOZZI Angelo – Consigliere Dott....
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 21 settembre 2015, n. 38346. l’obbligo di redazione del POS previsto dall’art. 96 T.U. 81/2008 sussiste anche in capo al titolare dell’impresa familiare, che, laddove abbia la responsabilità dell’organizzazione della stessa (o di una sua unità produttiva) in quanto ne eserciti i poteri decisionali e di spesa, assume la qualifica di datore di lavoro
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 21 settembre 2015, n. 38346 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROMIS Vincenzo – Presidente Dott. MARINELLI Felicetta – Consigliere Dott. ZOSO Liana M. T. – Consigliere Dott. DOVERE Salvatore – rel. Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 14 ottobre 2015, n. 41284 . Sussiste l’aggravante di cui all’art. 585/2 n. 2 c.p. anche nel caso in cui le lesioni siano procurate con l’uso di uno strumento atto ad offendere, quale una stampella di deambulazione
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE V SENTENZA 14 ottobre 2015, n. 41284 Ritenuto in fatto Con sentenza emessa in data 26.3.2014 il Giudice Unico dei Tribunale di Bergamo dichiarava non doversi procedere nei confronti A.A. in ordine al reato di lesioni ascrittole- esclusa l’aggravante di art. 585 c.p.- essendo il medesimo estinto per remissione di...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 21 settembre 2015, n. 38292. La soglia dei € 3.999,96 nell’indebita percezione di erogazioni deve essere oggetto del dolo perché è elemento costitutivo di fattispecie. La soglia prevista dall’art. 316-ter, 2° co., c.p., in materia di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, non è una condizione obiettiva di punibilità, ma un elemento costitutivo di fattispecie che richiede di essere oggetto di rappresentazione e volizione da parte del percipiente. Ove questi non abbia la rappresentazione e la volizione di percepire una somma superiore a € 3.999,96 non è, quindi, integrato il dolo richiesto dalla norma incriminatrice e il fatto non costituisce reato
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 21 settembre 2015, n. 38292 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PAOLONI Giacomo – Presidente Dott. CARCANO Domenico – rel. Consigliere Dott. FIDELBO Giorgio – Consigliere Dott. CAPOZZI Angelo – Consigliere Dott. BASSI...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 17 settembre 2015, n. 37678. Per configurare il reato previsto dall’art. 648 ter cod. pen. non è necessario che la condotta di reimpiego abbia una concreta idoneità dissimulatoria, essendo la fattispecie orientata in via principale a tutelare il fisiologico sviluppo del mercato che deve essere preservata dall’inquinamento che deriva dalla immissione di capitali illeciti
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 17 settembre 2015, n. 37678 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ESPOSITO Antonio – Presidente Dott. RAGO Geppino – Consigliere Dott. VERGA Giovanna – Consigliere Dott. PELLEGRINO Andrea – Consigliere Dott. RECCHIONE Sandra...
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 6 ottobre 2015, n. 4653. Nei contratti di avvalimento di cui all’art. 49 del Codice dei contratti pubblici le parti possono precisare, nei loro “rapporti interni”, i rispettivi impegni
Consiglio di Stato sezione V sentenza 6 ottobre 2015, n. 4653 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 2045 del 2015, proposto dalla s.p.a. CI., in persona del legale rappresentante pro tempore, in proprio e...
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 6 ottobre 2015, n. 4654. È illegittimo l’annullamento d’ufficio della gara d’appalto se la motivazione dell’annullamento era di evitare un contenzioso. La sentenza ha precisato che questa motivazione non aveva tenuto conto delle posizioni delle altre imprese che avevano chiesto di partecipare alla gara, e non ha tenuto conto neppure del fatto che l’annullamento di tutta la procedura avrebbe, “quello si” (puntualizza la motivazione della sentenza) “potuto far nascere un contenzioso”
Consiglio di Stato sezione V sentenza 6 ottobre 2015, n. 4654 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 2732 del 2015, proposto dalla s.r.l. SI., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 16 settembre 2015, n. 37598. La responsabilità del datore di lavoro è esclusa quando il comportamento del lavoratore è stato anomalo e l’anomalia si ha quando il lavoratore ha svolto mansioni diverse da quelle che gli erano state assegnate
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 16 settembre 2015, n. 37598 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ZECCA Gaetanino – Presidente Dott. BIANCHI Luisa – Consigliere Dott. MARINELLI Felicetta – Consigliere Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere Dott. DOVERE Salvatore...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 16 settembre 2015, n. 37566. Nel caso in cui il pubblico ufficiale, chiamato ad esprimere un giudizio, sia libero anche nella scelta dei criteri di valutazione, la sua attivita’ deve ritenersi assolutamente discrezionale e, pertanto, il documento che contiene il giudizio non puo’ considerarsi destinato a provare la verita’ di alcun fatto. Diversamente, se l’atto da compiere fa riferimento anche implicito a previsioni normative che dettano criteri di valutazione o a parametri tecnicamente indiscussi si e’ in presenza di un esercizio di discrezionalita’ tecnica, che vincola la valutazione ad una verifica di conformita’ della situazione fattuale a parametri predeterminati, sicche’ l’atto potra’ risultare falso se detto giudizio di conformita’ non sara’ rispondente ai parametri cui esso e’ implicitamente vincolato ovvero venga fondato su premesse contenenti false attestazioni
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 16 settembre 2015, n. 37566 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MARASCA Gennaro – Presidente Dott. MICCOLI Grazia – Consigliere Dott. SETTEMBRE Antonio – Consigliere Dott. PISTORELLI Luca – rel. Consigliere Dott. LIGNOLA...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 16 settembre 2015, n. 37357. Va annullata la condanna al pagamento delle spese alla parte civile se il reato è prescritto
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 16 settembre 2015, n. 37357 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SQUASSONI Claudia – Presidente Dott. DI NICOLA Vito – Consigliere Dott. GAZZARA Santi – Consigliere Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere Dott. ACETO...