Consiglio di Stato sezione III sentenza 13 ottobre 2015, n. 4699 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 763 del 2015, proposto da: G. S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso...
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Corte Costituzionale, sentenza n. 205 depositata il 22 ottobre 2015. Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 72 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella versione antecedente alle novità introdotte dall’art. 20 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80 (Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell’articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183), nella parte in cui, per il caso di adozione nazionale, prevede che l’indennità di maternità spetti alla madre libera professionista solo se il bambino non abbia superato i sei anni di età
Sentenza 205/2015 Giudizio Presidente CRISCUOLO – Redattore SCIARRA Udienza Pubblica del 06/10/2015 Decisione del 07/10/2015 Deposito del 22/10/2015 Pubblicazione in G. U. Norme impugnate: Art. 72 del decreto legislativo 26/03/2001, n. 151. Massime: Atti decisi: ord. 183/2014 SENTENZA N. 205 ANNO 2015 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori:...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 20 ottobre 2015, n. 21281. Per il notificante la prova della tempestività della notificazione è fornita in maniera sufficiente dal timbro dell’ufficiale giudiziario apposto sull’atto, recante l’indicazione della data e del numero cronologico, anche se privo di sottoscrizione.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 20 ottobre 2015, n. 21281 Svolgimento del processo e motivi della decisione I. – Il Consigliere relatore, designato ai sensi dell’ars. 377 c.p.c., ha depositato in cancelleria la seguente relazione ex arti. 380-bis e 375 c.p.c.: “1. – Con sentenza n. 658/13 la Corte d’appello...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 25 settembre 2015, n. 19119. In tema di contenzioso tributario, in caso di pendenza separata di procedimenti relativi all’accertamento del maggior reddito contestato ad una società di capitali e di quello di partecipazione conseguentemente contestato al singolo socio, quest’ultimo giudizio deve essere sospeso, ai sensi del combinato disposto del Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, articolo 1 e articolo 295 c.p.c., in attesa del passaggio in giudicato della sentenza emessa nei confronti della società, costituendo l’accertamento tributario nei confronti della società un indispensabile antecedente logico-giuridico di quello nei confronti dei soci, in virtù dell’unico atto amministrativo da cui entrambe le rettifiche promanano, e non ricorrendo, com’è per le società di persone, un’ipotesi di litisconsorzio necessario.
Suprema Corte di Cassazione Sezione VI Civile Ordinanza 25 settembre 2015, n. 19119 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE T Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. IACOBELLIS Marcello – rel. Presidente Dott. CARACCIOLO Giuseppe – Consigliere Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere Dott. CRUCITTI Roberta –...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 13 ottobre 2015, n. 20540. Quanto alla tutela reintegratoria, non è plausibile che il Legislatore, parlando di “insussistenza del fatto contestato”, abbia voluto negarla nel caso di fatto sussistente ma privo del carattere di illiceità, ossia non suscettibile di alcuna sanzione, restando estranea al caso presente la diversa questione della proporzione tra fatto sussistente e di illiceità modesta, rispetto alla sanzione espulsiva
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Sentenza 13 ottobre 2015, n. 20540 OMISSIS Svolgimento del processo Con sentenza del 1° aprile 2014 la Corte d’appello di Milano, in riforma della decisione del Tribunale, accoglieva la domanda proposta da OMISSIS contro la datrice di lavoro s.p.a. T.I. e così dichiarava l’illegittimità del licenziamento disciplinare intimato il...
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 13 ottobre 2015, n. 4711. I procuratori “ad negotia” che hanno ampi poteri decisionali devono avere il requisito della moralità professionale. La sentenza ha poi precisato che, se il bando di gara non prevede questa dichiarazione a pena di esclusione, quest’ultima può essere disposta soltanto se “sia effettivamente riscontrabile l’assenza del requisito in questione
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 13 ottobre 2015, n. 4711 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUARTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 4693 del 2015, proposto da: Co. s.p.a., rappresentata e difesa dall’avv. Al.Bi., con domicilio eletto presso Ma.Se....
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 14 ottobre 2015, n. 4759. È illegittimo che la p.a. richieda ad un cittadino che ha chiesto il rilascio di un provvedimento ampliativo, di verificare se tale provvedimento è legittimo a causa di modifiche legislative intervenute.
Consiglio di Stato sezione IV Sentenza 14 ottobre 2015, n. 4759 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE SESTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 2120 del 2015, proposto da: Ma.Lo., rappresentata e difesa dall’avvocato Ma.Fo., con domicilio eletto presso Gu.Le. in...
Consigli di Stato, sezione V, sentenza 15 ottobre 2015, n. 4764. Sono sanabili le irregolarità relative alla cauzione provvisoria che è stata effettuata nei termini previsti dal bando. È stato considerato regolarizzabile, perché non incideva sulla serietà e certezza dell’offerta, la polizza fideiussoria che non precisava che l’impegno per la garanzia doveva intendersi a favore di ciascun ente che avrebbe aderito al contratto in sede di esecuzione dello stesso
Consiglio di Stato sezione V Sentenza 15 ottobre 2015, n. 4764 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso iscritto in appello al numero di registro generale 1494 del 2015, proposto da: NE. S.P.A., in proprio e quale capogruppo mandataria...
Consiglio di Stato, sezione V, Sentenza 15 ottobre 2015, n. 4767. Nell’ipotesi di cessione di linee ad altra società o di fusione di società, la regola dell’art. 26 del r.d. 148/1931 sul rispetto dei diritti quesiti dal personale non si applica se la cessione o la fusione dipende da un provvedimento dell’autorità amministrativa o non vi è stato il consenso del concessionario originario.
Consiglio di Stato sezione V sentenza 15 ottobre 2015, n. 4767 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 2517 del 2007, proposto da: Bu.Gi. ed altri (…); contro Regione Campania, in persona del Presidente in...
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 15 ottobre 2015, n. 4770. In tema di fognature per le acque reflue, le norme tecniche previste dalla deliberazione del Comitato Interministeriale del 4 febbraio 1977 continuano ad applicarsi anche dopo l’abrogazione della L. n. 319/1976, per effetto del D.lgs. n. 152/1999. Né il quadro normativo è stato modificato dal D.lgs. n. 152/2006, che ha abrogato il D.lgs. n. 152/99, in quanto nel suddetto D.Lgs. n. 156 non è sancita alcuna testuale abrogazione delle disposizioni tecniche di dettaglio, le quali, essendo finalizzate a rendere operative la normativa di garanzia e di salvaguardia di beni fondamentali dell’ordinamento, nel cui ambito rientra anche la tutela delle acque dall’inquinamento e del territorio, non possono ritenersi tacitamente travolte dall’entrata in vigore della nuova disciplina del medesimo d.lg. n. 152 del 2006, salvi i casi, che non ricorrono nella fattispecie in esame, in cui lo jus superveniens non introduca altre norme tecniche afferenti alla medesima fattispecie. La perdurante vigenza delle sopra richiamate disposizioni di natura tecnica – sulla buona progettazione e sulla sicurezza nel posizionamento delle canalizzazione fognaria – si può desumere dalla assenza di una chiara ed espressa loro successiva abrogazione e dalla mancata introduzione di statuizioni tecniche sostitutive in materia. Il principio secondo cui le canalizzazioni fognarie devono essere tenute distanti ed al di sotto delle condotte di acqua potabile rappresenta quindi a tutt’oggi una indiscussa regola generale della buona progettazione (la cui finalità è preordinata a scongiurare che, in caso di rottura o di perdita delle tubazioni, i reflui fognari possano raggiungere le condotte contenenti gli altri sottoservizi poste a quote inferiori).
Consiglio di Stato sezione V Sentenza 15 ottobre 2015, n. 4770 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 2105 del 2015, proposto dalla s.r.l. Al., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso...