SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE IV SENTENZA 29 marzo 2016, n.12675 Considerato in diritto Il ricorso va rigettato. La Corte territoriale ha disatteso i motivi del gravame, con il quale l’imputato aveva sostanzialmente contestato la sussistenza del fatto addebitatogli, stanti le ridotte dimensioni del fenomeno verificatosi e la riconducibilità dell’evento alle cattive caratteristiche costruttive del...
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 1 aprile 2016, n. 1301. In materia di rimozione, di avvio a recupero o di smaltimento dei rifiuti e del ripristino dello stato dei luoghi, la preventiva formale comunicazione dell’avvio del procedimento costituisce un adempimento indispensabile al fine dell’effettiva instaurazione di un contraddittorio procedimentale con gli interessati e non si può applicare il temperamento che l’art. 21 octies della legge n. 241 del 1990 apporta alla regola generale dell’art. 7 della stessa legge
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 1 aprile 2016, n. 1301 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Quarta ha pronunciato la presente SENTENZA ex artt. 38 e 60 cod. proc. amm. sul ricorso numero di registro generale 1303 del 2016, proposto da: So. im. El. se....
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 25 marzo 2016, n. 1239. È risarcibile il danno da ritardo se il privato ha avuto il positivo provvedimento finale di una VIA (Valuntazione di impatto ambientale) che gli ha consentito l’ampliamento della propria attività economica, ma l’Amministrazione ha ritardato e non ha osservato i termini procedimentali senza addurre alcuna giustificazione. La sentenza ha esattamento motivato che vi era la “sussistenza dei presupposti di carattere oggettivo (prova ed ingiustizia del danno, nesso causale) e di carattere soggettivo (dolo o colpa del danneggiante)
Consiglio di Stato sezione V sentenza 25 marzo 2016, n. 1239 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Quinta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 7029 del 2015, proposto da: Regione Campania, rappresentata e difesa per legge dall’avv. An. Ma., domiciliata in...
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 23 marzo 2016, n. 1204. L’istanza di accertamento di conformità non incide sulla legittimità dell’ordinanza di demolizione in precedenza emessa, ma ne impedisce unicamente l’esecuzione materiale, con la conseguenza che la medesima ordinanza può essere portata ad esecuzione in caso di rigetto dell’istanza, dopo la maturazione del relativo termine di adempimento che riprende a decorrere dalla conoscenza del diniego
Consiglio di Stato sezione VI sentenza 23 marzo 2016, n. 1204 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Sesta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3870 del 2015, proposto da: Fr. Ga., rappresentato e difeso dagli avvocati Ma. Sc. e Lu. Ma.,...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 1 aprile 2016, n. 1307. L’integrazione da parte della Commissione giudicatrice degli elementi tecnici ed economici di valutazione stabiliti dalla lex specialis è consentita solo eccezionalmente, a condizione che: a) non siano modificati i criteri di valutazione stabiliti da detta lex specialis; b) non sia influenzata la preparazione delle offerte; c) non siano introdotte discriminazioni a danno dei concorrenti
Consiglio di Stato sezione III sentenza 1 aprile 2016, n. 1307 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Terza ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 8635 del 2015, proposto dalla società El. Bi. Me. S.r.l., in persona del legale rappresentante pro-tempore,...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 1 aprile 2016, n. 1309. L’istituto della revisione dei prezzi è preordinato, nell’attuale disciplina, alla tutela dell’esigenza, propria dell’Amministrazione, di evitare che il corrispettivo del contratto di durata subisca aumenti incontrollati, nel corso del tempo, tali da sconvolgere il quadro finanziario sulla cui base è avvenuta la stipulazione del contratto. Solo in via mediata l’istituto in esame tutela l’interesse dell’impresa a non subire l’alterazione dell’equilibrio contrattuale conseguente alle modifiche dei costi che si verifichino durante l’arco del rapporto e che potrebbero indurla ad una surrettizia riduzione degli standards qualitativi delle prestazioni. Laddove, pertanto, l’impresa dimostri, durante l’istruttoria, l’esistenza di circostanze eccezionali, quali eventi straordinari e imprevedibili, che esulano dalla normale dinamica di un rapporto contrattuale di durata, che giustifichino la deroga all’indice FOI, la quantificazione del compenso revisionale potrà effettuarsi con il ricorso a differenti parametri statistici
Consiglio di Stato sezione III sentenza 1 aprile 2016, n. 1309 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Terza ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 9287 del 2015, proposto da: El. s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, in proprio...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 1 aprile 2016, n. 1315. La valutazione sottesa alla compatibilità di un intervento edilizio con vincoli paesaggistici (o monumentali), se motivata non in via apparente ma mediante la specifica indicazione delle ragioni di contrasto con le esigenze di protezione del bene, può essere sindacata solo se fondata su apprezzamenti palesemente irragionevoli o sulla fallace rappresentazione della realtà fattuale
Consiglio di Stato sezione III sentenza 1 aprile 2016, n. 1315 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Terza ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 7661 del 2015, proposto da: Comune di (omissis), rappresentato e difeso dall’avv. Lu. Gr., con domicilio eletto...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 21 marzo 2016, n. 11918. La diversità dei beni giuridici che sono oggetto della tutela consente di affermare che, anche sotto il profilo dell’idem factum, non vi è coincidenza tra la sostituzione di persona e la truffa, perché tra il fatto giudicato e quello da giudicare non vi è coincidenza dell’intera materialità del reato nei suoi tre elementi, costituiti da condotta, evento e nesso causale, attenendo l’offesa all’evento del reato
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 21 marzo 2016, n. 11918 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BRUNO Paolo Antonio – Presidente Dott. SABEONE Gerardo – Consigliere Dott. ZAZA Carlo – Consigliere Dott. SETTEMBRE Antonio – rel. Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 21 marzo 2016, n. 11876. L’allontanamento dall’abitazione determinato da un improvviso malore causato dalla condizione di diabetico e dalla necessità di doversi recare a casa di una vicina per utilizzare il misuratore del tasso glicemico, non integra quella situazione di stato di necessità idoneo a giustificare il comportamento ove risulti che il reo non si sia trovato solo al momento del malore, ma in compagnia di altri
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 21 marzo 2016, n. 11876 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CONTI Giovanni – Presidente Dott. GIANESINI Maurizio – Consigliere Dott. FIDELBO Giorgio – rel. Consigliere Dott. CALVANESE Ersilia – Consigliere Dott. SCALIA...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 17 marzo 2016, n. 11441. Ferme restando le sanzioni amministrative di cui al d.l. n. 49/2003, conv. con modif. dalla l. n. 119/2003, non precluse dal principio di specialità di cui alla l. n. 689/1981, risponde di truffa aggravata chi costituisce una cooperativa priva di strutture e beni, facendola apparire come intermediario tra “soci-produttori” ed “acquirenti finali trasformatori” e non versa all’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA) quanto dovuto per l’eccesso di produzione di latte rispetto ai contingenti di quote assegnati
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 17 marzo 2016, n. 11441 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROTUNDO Vincenzo – Presidente Dott. MOGINI Stefano – Consigliere Dott. VILLONI Orlando – Consigliere Dott. CALVANESE Ersilia – Consigliere Dott. SCALIA Laura...