SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE IV PENALE Sentenza 17 febbraio 2014, n. 7363 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SIRENA Pietro A – Presidente – Dott. FOTI Giacomo – Consigliere – Dott. MASSAFRA Umberto – Consigliere – Dott. CIAMPI...
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Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 18 marzo 2014, n. 12741. In tema di misure di sicurezza, qualora lo straniero sia condannato per reati di spaccio di sostanze stupefacenti, il giudice di merito ha il dovere di accertare in concreto – non sussistendo a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 58 del 1995 la presunzione assoluta di pericolosità – la sussistenza della pericolosità sociale del condannato per i suddetti reati ed alla stregua di tale accertamento, compiuto alla luce degli elementi indicati dall'art. 133 c.p., e congruamente motivato, deliberare l'applicabilità o meno dell'ordine di espulsione dello straniero dallo Stato
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 18 marzo 2014, n. 12741 Ritenuto in fatto 1. Con ordinanza in data 21 settembre 2012 la Corte d’Appello di Ancona confermava la sentenza in data 16 febbraio 2012 del Tribunale di Macerata, sezione distaccata di Civitanova Marche, appellata dagli imputati. Questi erano stati tratti a giudizio e condannati...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 13 marzo 2014, n. 5885. Il licenziamento ingiurioso, ossia lesivo della dignita' e dell'onore del lavoratore, che da luogo al risarcimento del danno, ricorre soltanto in presenza di una particolare offensivita' e non funzionalita' delle espressioni usate dal datore di lavoro o di eventuali forme ingiustificate e lesive di pubblicita' date al provvedimento, le quali vanno rigorosamente provate da chi le adduce, unitamente al lamentato pregiudizio
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 13 marzo 2014, n. 5885 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MIANI CANEVARI Fabrizio – Presidente Dott. VENUTI Pietro – rel. Consigliere Dott. NAPOLETANO Giuseppe – Consigliere Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere Dott. DORONZO...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 18 marzo 2014, n. 6192. Perché le dichiarazioni contenute negli atti processuali di parte possano acquisire il carattere proprio della confessione giudiziale spontanea ex art.229 cod.proc.civ. occorre che esse siano state sottoscritte personalmente dalla parte con modalità tali da rivelare inequivocabilmente la consapevolezza delle specifiche dichiarazioni dei fatti sfavorevoli contenute dell'atto medesimo (animus confitendi). Né le dichiarazioni in questione possono essere imputate ad una vera e propria volontà confessoria della parte sulla sola base dell'avvenuta sottoscrizione della procura alle liti; dal momento che quest'ultima, indipendentemente dal fatto che sia apposta a margine o in calce all'atto difensivo
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 18 marzo 2014, n. 6192 Svolgimento del processo Nel febbraio 1996 C.P.G. , Z.A. e C.D.A. convenivano in giudizio, avanti al tribunale di Campobasso, C.B. , D.N.G. , la Sapa Assicurazioni spa e la Sara Assicurazioni spa, chiedendone la condanna in solido al risarcimento dei danni patrimoniali e...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 19 marzo 2014, n. 12939. Per poter configurare la contravvenzione di cui all'art. 659 cod. pen. è necessario che i rumori prodotti, oltre ad essere superiori alla normale tollerabilità, abbiano la attitudine a propagarsi, a diffondersi, in modo da essere idonei a disturbare una pluralità indeterminata di persone. Tanto viene dedotto dalla considerazione della natura del bene giuridico protetto, consistente nella quiete pubblica e non nella tranquillità dei singoli soggetti che denuncino la rumorosità altrui. Pertanto, quando l'attività disturbante si verifichi in un edificio condominiale, come ricorre nel caso in esame, per ravvisare la responsabilità penale del soggetto agente non è sufficiente che i rumori, tenuto conto anche dell'ora notturna o diurna di produzione e della natura delle immissioni, arrechino disturbo o siano idonei a turbare la quiete e le occupazioni dei soli abitanti l'appartamento inferiore o superiore rispetto alla fonte di propagazione, i quali, se lesi, potranno far valere le loro ragioni in sede civile, azionando i diritti derivanti dai rapporti di vicinato, ma deve ricorrere una situazione fattuale diversa di oggettiva e concreta idoneità dei rumori ad arrecare disturbo alla totalità o ad un gran numero di occupanti del medesimo edificio, oppure a quelli degli stabili prossimi, insomma ad una quantità considerevole di soggetti. Soltanto in tali casi, come risulta essersi verificato in quello affrontato dalla sentenza impugnata, potrà dirsi turbata o compromessa la quiete pubblica
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 19 marzo 2014, n. 12939 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza resa il 13 dicembre 2012 la Corte di Appello di Venezia riformava parzialmente la sentenza del Tribunale di Treviso dei 20 giugno 2011, che aveva dichiarato l’imputata R.F. colpevole del reato di cui agli artt. 81 cpv.,...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 19 marzo 2014, n. 13006. La confisca obbligatoria del veicolo, tranne che esso appartenga a persona estranea al reatoda sanzione penale accessoria (come ritenuto dalla nota giurisprudenza costituzionale e delle Sezioni unite) a sanzione amministrativa non incide sulla competenza del giudice penale ad irrogarla, come emerge dal tenore letterale del richiamato art. 186. Né il fatto che in caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità possa fare seguito la revoca della confisca (art. 186, comma 9 bis del Codice della strada) implica che la stessa confisca possa essere allo stato pretermessa
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 19 marzo 2014, n. 13006 Motivi della decisione 1. Il Tribunale di Brescia ha applicato la pena ex art. 444 c.p.p. nei confronti di F.S. in ordine al reato di cui all’art. 186, commi 2 lettera c) e 2 sexies del codice della strada in relazione alla guida...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 20 marzo 2014, n. 6557. Veniva interamente accolta dalla Corte di appello di Palermo la richiesta da parte di un consigliere regionale del pagamento dell'intero trattamento economico e indennitario che avrebbe dovuto essergli corrisposto quale deputato, nel periodo in cui era stato sospeso dalla carica, in quanto raggiunto da un'ordinanza cautelare nell'ambito di un processo penale subito. Accolto, invece, dalla Cassazione il ricorso presentato dall'Assemblea regionale
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 20 marzo 2014, n. 6557 Svolgimento del processo Il Tribunale di Palermo con sentenza del 18 luglio 2003 respingeva la richiesta di A.C. di condanna dell’Assemblea regionale siciliana al pagamento dell’intero trattamento economico e indennitario che avrebbe dovuto essergli corrisposto quale deputato della stessa, nel periodo 2 novembre-23 dicembre...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 19 marzo 2014, n. 6347. Condannato un avvocato al risarcimento dei danni da inadempimento contrattuale per non aver adempiuto al mandato professionale conferito da un incidentato al fine di ottenere il relativo risarcimento nei confronti del responsabile
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 19 marzo 2014, n. 6347 Svolgimento del processo 1. Il sig. S.G. il (omissis) rimase coinvolto in un sinistro stradale, a seguito del quale il suo autoveicolo Fiat 128 venne danneggiato. Per ottenere il relativo risarcimento nei confronti del responsabile conferì mandato professionale all’avv. P.E. . Nel 1999...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 14 marzo 2014, n. 5943. Fermo l'onere dell'attore di provare il fatto costitutivo – di cui un elemento e' il nesso di causalita' tra la condotta dell'autore e l'evento – la decisione di secondo grado secondo cui la polvere sollevata dal passaggio dell'auto, in mancanza di altri elementi probatori, tra cui l'esclusione di altri mezzi in transito, non e' sufficiente a dimostrare che l'evento sia attribuibile alla condotta di guida del conducente dell'auto, rimasta sconosciuta, non costituendo il sollevamento della polvere al passaggio di essa fatto notorio della causa del rimbalzo di un sassolino, ma essendo a tal fine necessari ulteriori accertamenti di fatto e valutazioni di natura tecnica, e' immune da vizi logici e giuridici
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 14 marzo 2014, n. 5943 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PETTI Giovanni B. – Presidente Dott. CHIARINI Maria Margherita – rel. Consigliere Dott. AMBROSIO Annamaria – Consigliere Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 19 marzo 2014, n. 6341. L'accertamento di postumi permanenti, incidenti con una certa entità sulla capacità lavorativa specifica, non comporta l'automatico obbligo del danneggiante di risarcire il danno patrimoniale, conseguenza della riduzione della capacità di guadagno – derivante dalla ridotta capacità lavorativa specifica – e quindi di produzione di reddito; detto danno patrimoniale da invalidità deve perciò essere accertato in concreto attraverso la dimostrazione che il soggetto leso svolgesse o, trattandosi di persona non ancora dedita ad attività lavorativa, presumibilmente avrebbe svolto, un'attività produttiva di reddito. La liquidazione del danno, peraltro, non può essere fatta in modo automatico in base ai criteri dettati dall'art. 4 legge 26 febbraio 1977 n. 39, che non comporta alcun automatismo di calcolo, ma si limita ad indicare alcuni criteri di quantificazione del danno sul presupposto della prova relativa che incombe al danneggiato e può essere anche data in via presuntiva, purché sia certa la riduzione di capacità lavorativa specifica
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 19 marzo 2014, n. 6341 Svolgimento del processo p.1. S.A. ha proposto ricorso per cassazione contro l’Azienda sanitaria RM – F Polo Ospedaliero Civitavecchia Bracciano e Si.Cl. avverso la sentenza del 19 maggio 2009, con la quale la Corte d’Appello di Roma ha rigettato il suo appello contro...