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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 15 luglio 2014, n. 31123. La separazione tra coniugi non esclude la configurabilità del delitto di maltrattamenti, quando dello stesso sussistano gli ulteriori elementi costitutivi: l'interruzione della convivenza non interrompe – si dice – l'immanenza dei doveri di rispetto e solidarietà fondati sul vincolo familiare. Le situazioni familiari o parafamiliari costituiscono un ambito all'interno del quale sono possibili rapporti di subordinazione psicologica o di vessazione che trovano fondamento proprio nel vincolo nascente dalla relazione familiare, la quale in certo senso costituisce l'occasione della condotta prevaricatrice e l'oggetto di un abuso compiutone dall'agente. Non ogni reato commesso con continuità nei confronti di un parente, quand'anche provochi un penoso regime di vita, può essere qualificato a norma dell'art. 572 cod. pen., così come invece è parsa ritenere la Corte territoriale, non indagando affatto sulla qualità della "relazione familiare" residuata dopo il risalente scioglimento del nucleo familiare, e dopo il lungo periodo di interruzione quasi totale dei rapporti tra l'imputato e le sue figlie.

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 15 luglio 2014, n. 31123 Ritenuto in fatto È impugnata la sentenza del 12/02/2013 con la quale la Corte d’appello di Torino ha parzialmente riformato la sentenza di condanna resa il 29/02/2012, nei confronti di N.G. , dal Tribunale di Torino. L’imputazione originaria si riferiva ad un delitto...

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 3 luglio 2014, n. 15266. Prima della scadenza del termine di otto giorni previsto (all'interno dello stesso comune) per il pagamento degli assegni, la banca non solo non può tenere conto della revoca disposta dal cliente ma, al contrario, deve provvedere al pagamento in presenza di fondi.

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 3 luglio 2014, n. 15266 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CECCHERINI Aldo – Presidente Dott. DIDONE Antonio – rel. Consigliere Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Consigliere Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere...

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 1 luglio 2014, n. 28226. E' illegittimo il foglio di via obbligatorio emesso nei confronti di una donna qualificata come persona pericolosa solo perché dedita alla prostituzione in luogo pubblico

suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 1 luglio 2014, n. 28226 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. GIORDANO Umberto – Presidente Dott. LOCATELLI Giuseppe – rel. Consigliere Dott. SANDRINI Enrico Giusepp – Consigliere Dott. BONI Monica – Consigliere Dott....

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Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 17 luglio 2014, n. 16376. Nell'esercizio del potere di attribuzione dell'immobile ritenuto non comodamente divisibile, ed a maggior ragione quando le quote siano eguali e non soccorra quindi l'unico criterio indicato dalla legge (di preferire, cioè il condividente "avente diritto alla quota maggiore"), il giudice non trova alcun limite nelle disposizioni dettate dall'art. 720 cod. civ., da cui gli deriva, al contrario, un potere prettamente discrezionale nella scelta del condividente al quale assegnarlo, potere che trova il suo temperamento esclusivamente nell'obbligo di indicare i motivi in base ai quali ha ritenuto di dover dare la preferenza all'uno piuttosto che all'altro degli aspiranti all'assegnazione e si risolve in un tipico apprezzamento di fatto, sottratto come tale al sindacato di legittimità, potendo essere oggetto di controllo in questa sede soltanto la logicità intrinseca e la sufficienza del ragionamento operato dal giudice di merito

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza  17 luglio 2014, n. 16376 Fatto e diritto Il relatore nominato per l’esame del ricorso ha depositato la seguente relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.. Osserva in fatto Con citazione del 22/6/1999 la società Vast di Ardavast Serapian, premesso di avere acquistato qualche mese prima da C.G....

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 30 giugno 2014, n. 14765. In una vendita forzata immobiliare, anche il terzo – oltre al proprietario (ed all'eventuale custode) – risponde, ex art. 2043 del c.c., per il danno cagionato al bene nel periodo intercorrente tra l'aggiudicazione definitiva e l'emissione del decreto di trasferimento.

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 30 giugno 2014, n. 14765   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PETTI Giovanni B. – Presidente Dott. ARMANO Uliana – Consigliere Dott. SCARANO Luigi Alessandro – rel. Consigliere Dott. LANZILLO Raffaella –...