Nel condominio minimo, formato cioè da due partecipanti con diritti di comproprietà sui beni comuni nella stessa proporzione, le regole codicistiche sul funzionamento dell’assemblea si applicano allorché l’assemblea si costituisca regolarmente con la partecipazione di entrambi i condomini e deliberi validamente con decisione unanime, intendendosi con tale ultima espressione – decisione unanime – quella che...
Categoria: Corte di Cassazione
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 2 marzo 2017, n. 5322
Quanto alla proporzionalita’ fra illecito disciplinare e relativa sanzione, e’ appena il caso di ricordare che, per costante giurisprudenza, il giudice ha il dovere di controllare la rispondenza delle pattuizioni collettive disciplinari al disposto dell’articolo 2106 c.c., in forza del quale gli illeciti disciplinari vanno sanzionati “secondo la gravita’ dell’infrazione”; solo dopo che tale verifica...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 2 marzo 2017, n. 5321
L’articolo 28 Stat. riconosce la legittimazione ad agire per la repressione della condotta antisindacale non gia’ a tutte le associazioni sindacali, ma solo agli “organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse”. Con tale disposizione il legislatore ha dettato una disciplina differenziata, operando una distinzione tra associazioni sindacali che hanno accesso anche a...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 2 marzo 2017, n. 5317
In tema di illeciti disciplinari di maggiore gravita’ imputabili al pubblico dipendente, la comunicazione all’interessato della trasmissione degli atti da parte del responsabile della struttura all’UPD, prevista dal Decreto Legislativo n. 165 del 2001, articolo 55-bis, comma 3, ha una funzione meramente informativa, sicche’ gli effetti dell’eventuale omissione di tale adempimento non si riverberano sul...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 2 marzo 2017, n. 5313
Ai fini della decorrenza del termine occorre che l’amministrazione venga a conoscenza della integrale sentenza di condanna irrevocabile, in quanto essa deve avere esatta cognizione dei fatti accertati in sede penale, onde contestarli al dipendente e valutarli in sede disciplinare Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 2 marzo 2017, n. 5313 REPUBBLICA ITALIANA IN...
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 30 marzo 2017, n.16163
Commette peculato il dipendente di un ufficio postale che preleva indebitamente delle somme dal libretto postale di un correntista SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI PENALE SENTENZA 30 marzo 2017, n.16163 Ritenuto in fatto e considerato in diritto Il difensore di S.A. ricorre avverso la sentenza indicata in epigrafe con la quale la Corte di...
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 28 marzo 2017, n.15496
In tema di evasione dagli arresti domiciliari, per abitazione deve intendersi il luogo in cui la persona conduce la propria vita domestica e privata, con esclusione di ogni altra appartenenza, quali aree condominiali, dipendenze, giardini, cortili e spazi simili che non ne costituiscano parte integrante. SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE V PENALE SENTENZA 28 marzo...
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 24 marzo 2017, n. 14546
Ai fini dell’integrazione del reato di accesso abusivo ad un sistema informatico risulta decisivo comprendere se un soggetto, ove normalmente abilitato ad accedere nel sistema oggetto di verifica, vi si sia introdotto rispettando o meno le prescrizioni costituenti il presupposto legittimante l’attività in questione: ed è fisiologico che, per un peculiare “domicilio informatico”, il dominus...
Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 11 aprile 2016, n.14776
Il reato di falsità nelle dichiarazioni sulle condizioni reddituali di cui all’art. 95 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, che punisce le falsità o le omissioni nelle dichiarazioni e nelle comunicazioni per l’attestazione delle condizioni di reddito in vista dall’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, è integrato qualora non rispondono al vero o sono...
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 22 marzo 2017, n. 13925
La fattispecie di cui all’articolo 489 non richiede, per la propria integrazione, la idoneità concreta dell’atto a far conseguire un vantaggio, e neppure la finalità dell’agente di procurasi un vantaggio, atteso che una simile evenienza può rilevare esclusivamente a titolo di indizio della volontarietà o meno della condotta consistente nell’uso. Viceversa, la nozione di uso...








