La Cassazione con l'Ordinanza del 17 ottobre 2024, la n. 26972, ha affermato che in tema di responsabilità della banca negoziatrice, per aver consentito l'incasso di un assegno di traenza a persona non legittimata, il giudizio di diligenza professionale, compiuto dal giudice di merito per integrare la clausola generale ed elastica dell'art. 1176, comma 2, c.c., costituisce attività di interpretazione della norma, non limitata al mero profilo di ricostruzione fattuale, e, trattandosi di giudizio di diritto, è censurabile in sede di legittimità, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., ove si ponga in contrasto con i principi dell'ordinamento e con gli standard valutativi esistenti nella realtà sociale
Categoria: Cassazione civile 2024
La convivenza more uxorio instaurata dall’ex coniuge
Per la Suprema Corte, con l'Ordinanza del 18 ottobre 2024 la n. 27043, ai fini della revoca dell'assegno divorzile, la convivenza more uxorio instaurata dall'ex coniuge che ne sia beneficiario, può costituire fattore impeditivo del relativo diritto anche quando non sia sfociata in una stabile coabitazione, purché sia rigorosamente provata la sussistenza di un nuovo progetto di vita dello stesso beneficiario con il nuovo partner, dal quale discendano inevitabilmente reciproche contribuzioni economiche e reciproci obblighi di assistenza morale e materiale, gravando l'onere probatorio sul punto sulla parte che neghi il diritto all'assegno.
Inadempienza e la valutazione sinergica del comportamento
L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 26313 del 9 ottobre 2024 stabilisce che il giudice deve valutare il comportamento delle parti in modo globale e unitario, senza isolare singole condotte per determinare l'inadempienza. L'analisi deve considerare l'intero comportamento e la durata degli effetti dell'inadempimento. Nel caso specifico, la richiesta del promissario acquirente di posticipare una rata non giustifica il promissario venditore nel trattenere la caparra, poiché non costituisce motivo sufficiente di inadempienza.
Rigetto implicito nella decisione assunta
L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 26345 del 9 ottobre 2024 stabilisce che non c'è vizio di omessa pronuncia quando la motivazione di una decisione accoglie una tesi incompatibile con quella prospettata, implicandone il rigetto. La motivazione è considerata adeguata se fornisce una spiegazione logica e sufficiente, senza necessità di confutare analiticamente le tesi non accolte. Nel caso specifico, la Corte ha applicato questo principio in un giudizio di opposizione a un decreto ingiuntivo legato a un contratto di leasing.
Contratti agrari ed il diritto di prelazione e di riscatto
Per la Suprema Corte, con l'ordinanza del 10 ottobre 2024 la n. 26401, il giudice del merito è tenuto alla verifica della sussistenza di tutte le condizioni prescritte dalla legge per l'accoglimento della domanda di prelazione e riscatto agrario, sicché rientra nei suoi doveri il rilievo d'ufficio dell'assenza del requisito della contiguità fisica dei fondi.
Solidarietà risarcitoria richiede danno unico condiviso
Per la Cassazione con l'Ordinanza del 15 ottobre 2024 la n. 26736, la solidarietà risarcitoria, secondo l'art. 2055 c.c., si applica quando un danno unico è causato da più persone, anche senza condotta comune. Non si applica se ci sono diverse condotte che causano danni autonomi. Nel caso specifico, la Corte ha rinviato la sentenza per accertare se i danni da infiltrazioni fossero unici o derivassero da cause distinte.
Parte civile interrompe prescrizione condebitori estranei
Secondo la Cassazione con l'ordinanza del 15 ottobre 2024, la n. 26711, la costituzione di parte civile in un processo penale interrompe la prescrizione del diritto al risarcimento del danno anche per i condebitori non coinvolti nel processo, se esiste un vincolo solidale derivante da un unico fatto dannoso. La Corte ha annullato una sentenza che negava l'effetto interruttivo della costituzione di parte civile nei confronti di una società non parte del processo penale.
Violazione norme imperative causa nullità contratto
L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 26487 del 10 ottobre 2024 afferma che la violazione di norme imperative che impongono specifiche caratteristiche all'oggetto di un contratto causa la nullità del contratto stesso, non solo responsabilità per inadempimento. Queste norme sono considerate di validità, non di comportamento. Nel caso specifico, un contratto di vendita e leasing di un'imbarcazione è stato dichiarato nullo per violazione delle norme CE sulla sicurezza della navigazione.
Cronaca giudiziaria valida solo se notizia fedele
La Cassazione con l'Ordinanza del 15 ottobre 2024, la n. 26789, afferma che in tema di diffamazione a mezzo stampa, il diritto di cronaca giudiziaria è valido solo se la notizia riportata corrisponde fedelmente a quanto indicato negli atti giudiziari. Se un cronista attribuisce un fatto diverso da quello effettivamente contestato, causando danni alla reputazione, l'esimente non è applicabile. Nel caso specifico, la Corte ha confermato la responsabilità di testate giornalistiche per aver erroneamente attribuito un reato diverso a una persona.
Domande alternative ammissibili se basate stesso interesse
Per le Sezioni Unite, con la sentenza del 15 ottobre 2024 la n. 26727 nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, è possibile per l'opposto presentare domande alternative nella comparsa di risposta. Tuttavia, queste domande devono basarsi sullo stesso interesse che ha motivato la domanda originaria nel ricorso per l'ingiunzione.





