Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 13 gennaio 2012 n. 960. Si configura il reato di ingiuria anche quando l’insulto si sente in un’altra conversazione al citofono se la vittima è in grado di sentirlo

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 Il testo integrale[1]

 Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 13 gennaio 2012 n. 960

La corte di Piazza Cavour con la sentenza in commento conferma la sentenza del Tribunale che aveva riformato  la pronuncia del giudice di pace che aveva posto la sua clemenza sul fatto che lo scambio di battute era avvenuto tra l’accusato e la moglie della parte offesa mentre quest’ultimo era estraneo alla conversazione.

Presupposto che non sostenibile secondo i giudici di merito e gli Ermellini secondo i quali per far scattare il reato di ingiuria è sufficiente che il destinatario sia nella condizione di percepire la parola oltraggiosa. Inoltre, che il ricorrente avesse sentito è dato per certo perché l’offesa fu fatta ad alta voce e lo stato dei luoghi era tale da consentire l’ascolto. Come, anche, dimostrato dalla testimonianza di persone terze.

Sorrento  12 gennaio 2012.                                                         Avv. Renato D’Isa


[1] Testo scaricabile e consultabile dal sito del Sole24Ore – Guida al Diritto