La massima 1. L’applicazione delle cause ostative contemplate dal d.lgs. n. 235/2012 alle sentenze di condanna intervenute in un torno di tempo anteriore non si pone in contrasto con il principio della irretroattività della norma penale e, più in generale, delle disposizioni sanzionatorie ed afflittive, giacché la normativa in esame non ha natura, neppure in...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 novembre 2013 n. 44420. Nessuna condanna per spaccio quando manca l’“accertamento tecnico” che permette di identificare la percentuale di principio attivo presente nella sostanza sequestrata, e dunque valutare il superamento della soglia di rilevanza penale
Il testo integrale [1] Solo un accertamento tecnico specifico avrebbe consentito di quantificare la percentuale e la quantità di principio attivo effettivamente presente in ciascuna delle confezioni e nelle tre confezioni complessivamente considerate. Mentre la mancanza di detto accertamento rende impossibile affermare con certezza che il quantitativo modestissimo della sostanza sequestrata possieda livelli di principio...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 30 ottobre 2013, n. 24482. Nel procedimento di adottabilità di un minore la partecipazione dei genitori si pone come necessaria, anche in relazione a quello nei cui confronti sia stata pronunciata la decadenza dalla potestà sul figlio ex art. 330 cod. civ.
La massima Nel procedimento di adottabilità di un minore la partecipazione dei genitori si pone come necessaria, anche in relazione a quello nei cui confronti sia stata pronunciata la decadenza dalla potestà sul figlio ex art. 330 cod. civ. Costui, infatti, è legittimato ad opporsi alla dichiarazione dello stato di adottabilità del minore, stante il...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 novembre 2013 n. 44422. Condannato a pagare 7mila euro a titolo di ammenda per aver ucciso il gatto del vicino.
Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 novembre 2013 n. 44422[1] [1] Testo scaricabile e consultabile dal portale giuridico del Sole24Ore – Guida al Diritto http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/penale/sentenzeDelGiorno/2013/11/ammenda-di-7mila-euro-per-chi-spara-al-gatto-del-vicino.html Archivio sentenze ordinanze sentenze-ordinanze/cassazione-penale-2011/ sentenze-ordinanze/cassazione-penale-2012/ sentenze-ordinanze/cassazione-penale-2013/ Studio legale D’Isa @AvvRenatoDIsa renatodisa.com
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 29 ottobre 2013, n. 24334. Dipendente dell’Agenzia delle Entrate) licenziato per avere tenuto comportamenti illeciti costituenti reato, in obbedienza ad ordini di un superiore gerarchico
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 29 ottobre 2013, n. 24334 Svolgimento del processo Con sentenza depositata il 3/8/2010 la Corte d’Appello di Roma, in riforma della sentenza del Tribunale, ha dichiarato illegittimo il licenziamento senza preavviso comminato in data 8/2/2005 dall’Agenzia delle Entrate – Direzione Generale del Lazio al dipendente S.A. ritenendo che...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 31 ottobre 2013, n. 24667. Il giudice può desumere il tenore di vita pregresso cui deve rapportarsi l’assegno di divorzio, dai redditi dei coniugi al momento della pronuncia di divorzio.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 31 ottobre 2013, n. 24667 Fatto e diritto In un procedimento di divorzio tra S.M. e R.A., il Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere con sentenza in data 28/04/2009 accoglieva la domanda di assegno per la moglie e per la figlia, a carico del marito. La Corte...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 31 ottobre 2013 n. 24588 Licenziamento, per giusta causa, in danno della cassiera del supermercato che utilizza la “Carta punti” caricandoci su la spesa dei clienti privi della tessera fedeltà
Il testo integrale [1] Sì al licenziamento, per giusta causa, della cassiera del supermercato che utilizza la “Carta punti” caricandoci su la spesa dei clienti privi della tessera fedeltà. I giudici di merito, correttamente secondo la S.C. , hanno proceduto ad un attento esame degli addebiti contestati alla lavoratrice rilevando che la stessa aveva...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 30 ottobre 2013, n. 24502. Ai fini della validità della notificazione effettuata ai sensi dell’art. 139 cod. proc. civ. presso l’ufficio del destinatario, occorre che la copia dell’atto da notificare sia consegnata dall’ufficiale giudiziario a persona addetta all’ufficio o che comunque dichiari di essere addetta all’ufficio o abilitata o incaricata a ritirare l’atto, non è nulla la notificazione della sentenza al procuratore domiciliatario mediante consegna di copia ad un praticante avvocato, abilitato al patrocinio, nella qualità di persona addetta allo studio/ufficio/sede incaricata a ricevere gli atti di notificazione, anche se iscritto al Registro dei Praticanti avvocati di ordine diverso da quello di appartenenza del procuratore domiciliatario. Spetta al destinatario della notificazione dimostrare l’inesistenza di qualsivoglia relazione di collaborazione professionale e la casualità della presenza del consegnatario presso lo studio del procuratore destinatario della notificazione
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 30 ottobre 2013, n. 24502 Premesso in fatto È stata depositata in cancelleria la seguente relazione: “1.- Con la decisione impugnata la Corte d’Appello di Venezia ha dichiarato inammissibile l’appello proposto da D.S. avverso la sentenza del Tribunale di Venezia che aveva dichiarato la simulazione assoluta del contratto...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 31 ottobre 2013 n. 44385. In tema di reato di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù di cui all’articolo 600 del codice penale
Il testo integrale [1] Il reato di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù di cui all’articolo 600 del codice penale, nel testo novellato dall’articolo 1 della legge 11 agosto 2003 n. 228, integra tipica fattispecie delittuosa multipla ed a forma libera, per la cui configurazione occorre, a mente del disposto di cui al primo...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 30 ottobre 2013, n. 24480. L’amministrazione è legittimata a contribuire alla difesa del suo dipendente imputato in un procedimento penale sempreché sussista un interesse specifico dell’amministrazione al riguardo e tale interesse deve individuarsi qualora sussista imputabilità dell’attività che costituisce l’oggetto dell’imputazione all’amministrazione e una diretta connessione dell’attività stessa con i fini della pubblica amministrazione.
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 30 ottobre 2013, n. 24480 Fatto e diritto Rilevato che: 1. A..O. ha chiesto con citazione davanti al Tribunale di Cagliari la condanna del Ministero della Pubblica Istruzione al rimborso ex art. 18 del D.L. n. 67/1997 delle spese legali sostenute per difendersi nel processo penale celebrato nei...