SUPREMA Corte di Cassazione sezione tributaria sentenza 26 marzo 2014, n. 7067 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MERONE Antonio – Presidente Dott. CHINDEMI Domenico – Consigliere Dott. SAMBITO Maria Giovanna Concetta – rel. Consigliere Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere Dott. BRUSCHETTA...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 31 marzo 2014, n. 7478. Relativamente al regime di affidamento e di visita del minore, figlio di una coppia che ha deciso di cessare la propria comunione di vita, diversamente dal procedimento di adozione, ove è prevista ex lege l'assistenza legale del minore, ritenendosi in re ipsa il conflitto d'interessi con i genitori, la partecipazione del minore nel conflitto genitoriale deve esprimersi, ove ne ricorrano le condizioni di legge, se ne ravvisi la corrispondenza agli interessi del minore medesimo e si riscontri un grado di discernimento adeguato, mediante il suo ascolto oltre che mediante l'esercizio dei poteri istruttori officiosi di cui il giudice può usufruire in virtù della natura e della preminenza dell'interesse da tutelare
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 31 marzo 2014, n. 7478 Svolgimento del processo Con il provvedimento impugnato, la Corte d’Appello di Milano confermava la pronuncia del Tribunale per i minorenni, emessa ex art. 317 bis cod. civ., con la quale si disponeva l’affidamento esclusivo della figlia minore di A.L. e R.R. al padre...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 7 marzo 2014, n. 5410. È responsabile nei confronti del cliente l’avvocato che dilazioni lo svolgimento del processo a danno dell’assistito, chiedendo continui rinvii delle udienze, a nulla rilevando l’eventuale negligenza “inconsapevole”.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 7 marzo 2014, n. 5410 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PETTI Giovanni B. – Presidente Dott. AMATUCCI Alfonso – rel. Consigliere Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Consigliere Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 31 marzo 2014, n. 7482. In tema di richiesta di modifica dell'assegno di mantenimento
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 31 marzo 2014, n. 7482 Svolgimento del processo La sig.ra E.S. , madre di due minori nati da una relazione avuta in (…) con il sig. A.B.-.P. , domandò al Tribunale per i minorenni di Roma, ove si era trasferita con i figli dopo la fine della relazione...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 30 gennaio 2014, n. 2055. Ai sensi dell'art. 15, co. 6 del D.L. n. 299/1994, convertito con L. n. 451/1994, l'"utilizzazione dei giovani nei progetti di cui al comma 1, lettera b) (progetti che prevedono periodi di formazione e lo svolgimento di un'esperienza lavorativa per figure professionalmente qualificate), non determina l'instaurazione di un rapporto di lavoro, non comporta la cancellazione dalle liste di collocamento e non preclude al datore di lavoro la possibilità di assumere il giovane, al termine dell'esperienza, con contratto di formazione e lavoro, relativamente alla stessa area professionale". Per potersi escludere, quindi, l'instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato, è essenziale l'utilizzazione effettiva all'interno dei detti progetti, nei limiti dei periodi di formazione e di esperienza lavorativa prestabiliti. Ne deriva che, nel caso in cui il lavoratore abbia svolto le prestazioni lavorative al pari degli altri dipendenti della società, senza ricevere la necessaria formazione, il rapporto va considerato in realtà simulato, essendo connotato dai tratti tipici della subordinazione.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Sentenza 30 gennaio 2014, n. 2055 Fatto e diritto Con sentenza in data 8-2-2005 il Giudice del lavoro del Tribunale di Termini Imerese condannava la società cooperativa “L’Airone” a r.l. al pagamento in favore di C.M. della somma complessiva di Euro 6.621,13, comprensiva di interessi legali e rivalutazione monetaria,...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 31 marzo 2014, n. 7477. Il provvedimento in materia di affidamento della prole deve essere adottato con riferimento all’interesse esclusivo della medesima, si richiede che siano desunti elementi di valutazione dal comportamento, anche processuale, di un genitore nei confronti dell'altro, di per se stesso privo di rilievo ai fini della relativa statuizione, ancorché sintomatico di aspra conflittualità, ove non risulti che la stessa ponga in serio pericolo (circostanza neppure indicata nel quesito) l'equilibrio e lo sviluppo psico-fisico dei figli, in maniera tale da pregiudicare il loro interesse
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 31 marzo 2014, n. 7477 Svolgimento del processo 1 – Con sentenza del 28 marzo 2007 il Tribunale di Firenze pronunciava la separazione personale dei coniugi P.F. e C.C. ; respingeva le reciproche domande di addebito; disponeva l’affidamento condiviso della figlia minore S. , domiciliata presso la madre,...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 18 marzo 2014, n. 6222. L'uso, anche quotidiano, della e-mail aziendale per ragioni private, così come l'installazione sul pc di programmi non inerenti all'attività lavorativa, non costituiscono violazioni sufficienti ad autorizzare il licenziamento del dipendente
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 18 marzo 2014, n. 6222 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MIANI CANEVARI Fabrizio – rel. Presidente Dott. VENUTI Pietro – Consigliere Dott. NAPOLETANO Giuseppe – Consigliere Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere Dott. DORONZO Adriana...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 31 marzo 2014, n. 7481. La Corte d'appello richiesta di provvedere sulle misure economiche provvisorie, ai sensi dell'art. 8, comma 2, dell'accordo di revisione del Concordato tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede del 18 febbraio 1984 (reso esecutivo con 1. 25 marzo 1985, n. 121), ha invece provveduto sul diritto della ricorrente ai sensi dell'art. 129 c.c., sul quale non aveva il potere di decidere, il relativo accertamento dovendo eseguirsi in un giudizio ordinario e non in sede di delibazione della sentenza ecclesiastica di annullamento del matrimonio
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 31 marzo 2014, n. 7481 Svolgimento del processo Il sig. M.B. chiese dichiararsi l’efficacia civile della sentenza ecclesiastica dichiarativa della nullità del proprio matrimonio religioso con la sig.ra M.M. La convenuta non si oppose alla domanda, ma chiese confermarsi, in via interinale, l’obbligo di versarle il contributo di...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 31 marzo 2014, n. 14788. In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, a norma dell'art. 376 del d.P.R. n. 547 del 1955 l'accesso ai posti elevati di edifici deve essere reso sicuro ed agevole mediante l'impiego di mezzi appropriati di sicurezza in tutti i casi in cui devono eseguirsi lavori di manutenzione e riparazione, a nulla rilevando che simili lavori siano normali o straordinari, in quanto la finalità della norma è di prevenire la caduta dall'alto dei lavoratori che devono accedere ed operare in simili condizioni ad altezze pericolose, senza che ciò escluda che il datore di lavoro doti i lavoratori che accedono al tetto di cinture di sicurezza (essendo essi esposti a pericoli di caduta), e vigili perché di tale mezzo facciano effettivo uso
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 31 marzo 2014, n. 14788 Ritenuto in fatto 1. Ricorre per cassazione S.G. unitamente al difensore di fiducia avverso la sentenza emessa in data 7.3.2013 dalla Corte di Appello di Ancona che confermava nei suoi confronti (laddove S.G., direttore dei lavori, veniva assolto) quella in data 15.12.2005 del...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 18 marzo 2014, n. 12735. In tema di misure cautelari personali, allorche' sia denunciato, con ricorso per cassazione, vizio di motivazione del provvedimento emesso dal Tribunale del riesame in ordine alla consistenza dei gravi indizi di colpevolezza, alla Corte Suprema spetta "il compito di verificare se il giudice di merito abbia dato adeguatamente conto delle ragioni che l'hanno indotto ad affermare la gravita' del quadro indiziario a carico dell'indagato, controllando la congruenza della motivazione riguardante la valutazione degli elementi indizianti, rispetto ai canoni della logica e ai principi di diritto che governano l'apprezzamento delle risultanze probatorie, nella peculiare prospettiva dei procedimenti incidentali de libertate
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 18 marzo 2014, n. 12735 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. GALLO Domenico – Presidente Dott. TADDEI Margherita – Consigliere Dott. LOMBARDO Luigi Giovan – Consigliere Dott. PELLEGRINO Andrea – Consigliere Dott. BELTRANI Sergio...