Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 4 aprile 2014, n. 7981 Svolgimento del processo 1 – Con atto di precetto notificato in data 10 gennaio 2003 V.M.T. intimava al proprio coniuge B.C. , dal quale si era separata consensualmente nell’anno 1980, il pagamento della somma di Euro 48.842,55, corrispondente alla differenza fra quanto dovuto...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 2885 10 febbraio 2014. È immune da censure la sentenza che abbia escluso la natura subordinata del rapporto intercorso tra un'impresa di vigilanza e un lavoratore che abbia svolto attività di piantonamento solo in via occasionale (peraltro senza divisa e armi), dedicandosi invece alla ricerca di nuovi clienti senza essere sottoposto a controlli, senza vincolo di orario e in autonomia, utilizzando un'autovettura con logo aziendale e telefono cellulare fornito dall'azienda, con compenso determinato in percentuale sugli incassi della società e svolgendo tale attività anche in favore di altre imprese.
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza n. 2885 10 febbraio 2014 Svolgimento del processo La Corte d’Appello di Lecce ha accolto il gravame proposto dall’Istituto di V.I.G. s.p.a. e, in riforma della sentenza del Tribunale di Brindisi, ha respinto integralmente la domanda di Z. volta al conseguimento delle differenze retributive e del T.F.R., maturati...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 7 aprile 2014, n. 1630. Integra un abuso del processo la contestazione della giurisdizione da parte del soggetto che abbia optato per quella giurisdizione e che, pur se soccombente nel merito, sia risultato vittorioso, in forza di una pronuncia esplicita o di una statuizione implicita, proprio sulla questione della giurisdizione. Alla stregua del principio del divieto di abuso del processo, precipitato del più generale divieto di abuso del diritto e della clausola di buona fede, deve considerarsi inammissibile il motivo di impugnazione con il quale il ricorrente contesti la giurisdizione, da lui stesso adita, al fine di ribaltare l’esito negativo nel merito del giudizio, ponendosi una siffatta prospettazione in palese contrasto con il divieto del venire contra factum proprium e con la regola di correttezza e buona fede prevista dall’art. 1175 c.c.
CONSIGLIO DI STATO sezione III SENTENZA 7 aprile 2014, n. 1630 SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 4065 del 2010, proposto da: Loredana V., Adele V., Laura V., tutte rappresentate e difese dall’Avv. Lorenzo Tizzi, con domicilio eletto presso l’Avv. Bruno Aguglia in Roma, via Cicerone, n. 44; contro Ministero dell’Interno, in persona...
LEGGE 7 aprile 2014, n. 56. Disposizioni sulle citta' metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni.
LEGGE 7 aprile 2014, n. 56 Disposizioni sulle citta’ metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni. (14G00069) La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 1. La presente legge detta disposizioni in materia di citta’ metropolitane, province, unioni e...
Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 19 febbraio 2014, n. 3954. La definizione agevolata della lite in tema di imposta di registro non è possibile qualora non emerga alcuna maggiore imposta da pagare rispetto a quella assolta in sede di registrazione degli atti
Suprema Corte di Cassazione sezione tributaria sentenza 19 febbraio 2014, n. 3954 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MERONE Antonio – Presidente Dott. CHINDEMI Domenico – rel. Consigliere Dott. SAMBITO Maria Giovanna C. – Consigliere Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 aprile 2014, n. 7909. La moglie di un cittadino statunitense, militare appartenente alla U.S. Army, poi dipendente civile della U.S. Army, convenne, davanti a tribunale di Napoli, il Governo degli Stati Uniti d'America, la Gaeta Branch Medical Clinic della U.S. Navy, l'U.S.A. Navy Hospital, nonché personalmente gli operatori sanitari, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti a seguito di un non corretto trattamento sanitario, eseguito presso le strutture indicate, appartenenti al Governo Americano. All'esito della fase istruttoria, il tribunale, affermò la responsabilità solidale dei medici e della struttura sanitaria Gaeta Clinic e, la responsabilità sostitutiva, ai sensi dell'art. VIII par. 5 della Convenzione di Londra, del Ministero della Difesa italiano che condannò, in solido con i due predetti medici, al risarcimento dei danni come indicati in sentenza.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 4 aprile 2014, n. 7909 Svolgimento del processo R.D. , coniuge del cittadino statunitense J.M.C. , militare appartenente alla U.S. Army, poi dipendente civile della U.S. Army, convenne, davanti a tribunale di Napoli, il Governo degli Stati Uniti d’America, la Gaeta Branch Medical Clinic della U.S. Navy,...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 20 febbraio 2014, n. 8081. Premessa la natura sanzionatoria della confisca di cui all'articolo 186, comma 2, lettera c), (richiamato dall'articolo 186, comma 7), essa andava applicata obbligatoriamente con la sentenza di patteggiamento, alla luce dell'esplicita dizione della norma laddove e' previsto che con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti, anche se e' stata applicata la sospensione condizionale della pena, e' sempre disposta la confisca del veicolo con il quale e' stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Nel caso di specie, come esposto dal P.G. nel ricorso, l'imputato risulta proprietario dell'auto, per cui ricorrendo i presupposti di legge, doveva essere disposta la confisca del veicolo
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 20 febbraio 2014, n. 8081 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ZECCA Gaetanino – Presidente Dott. IZZO Fausto – rel. Consigliere Dott. BLAIOTTA Rocco Marco – Consigliere Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere Dott. DELL’UTRI...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 4 aprile 2014, n. 8036. I doveri del notaio di audizione delle parti, di informazione delle stesse, di imparzialità ed equidistanza tra di esse vanno adempiuti dal professionista sia prima che dopo la stesura dell'atto da leggere alle parti, con la conseguenza che deve escludersi che il notaio possa sistematicamente delegare le suddette attività preparatorie ai propri collaboratori, senza incorrere in responsabilità disciplinare , e che in tema di responsabilità disciplinari a carico di notai costituisce illecito deontologico il comportamento del professionista il quale proceda al mero accertamento della volontà delle parti ed alla direzione nella compilazione dell'atto, ma ometta di interessarsi delle attività preparatorie e successive necessarie ad assicurare la serietà e la certezza degli effetti tipici dell'atto e del risultato pratico perseguito, trattandosi di violazione prevista dall'art. 138 della L. N. come sostituito dall'art. 22 del D. LGS. 1-8-2006 n. 249. Pertanto deve ribadirsi che il notaio è tenuto a svolgere personalmente tutte le funzioni ad esso attribuite dall'ordinamento in riferimento al ricevimento degli atti notarili e con specifico riguardo alle indagine relativa alle individuazione delle volontà delle parti, dalla fase delle attività preparatorie a quella delle attività successive al compimento degli atti, senza possibilità di delegare integralmente ai suoi collaboratori dette attività, e senza alcuna distinzione tra atti "routinari" ed atti non "routinari"; conseguentemente in sede di rinvio occorrerà procedere ad un nuovo esame della controversia in conformità dell'enunciato principio di diritto onde accertare le effettive modalità con le quali il notaio V. ha svolto le sue funzioni professionali con specifico riferimento agli atti cosiddetti "routinari" o seriali.
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 4 aprile 2014, n. 8036 Svolgimento del processo Nell’ambito di un procedimento penale promosso dalla Procura della Repubblica di Savona nei confronti di V.E. , notaio in Savona, in relazione ai reati di riciclaggio e ad altri connessi, veniva disposta a carico del suddetto professionista la misura...
Corte Costituzionale, sentenza n. 80 del 7 aprile 2014. Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 10-ter del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 (Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell’articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205), nella parte in cui, con riferimento ai fatti commessi sino al 17 settembre 2011, punisce l’omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto, dovuta in base alla relativa dichiarazione annuale, per importi non superiori, per ciascun periodo di imposta, ad euro 103.291,38
Sentenza 80/2014 Giudizio Presidente SILVESTRI – Redattore FRIGO Camera di Consiglio del 12/03/2014 Decisione del 07/04/2014 Deposito del 08/04/2014 Pubblicazione in G. U. Norme impugnate: Art. 10 ter del decreto legislativo 10/03/2000, n. 74. Massime: Atti decisi: ordd. 211 e 274/2013 SENTENZA N. 80 ANNO 2014 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 4 aprile 2014, n. 7998. Ai fini dell'addebitabilità della separazione, le ammissioni di una parte non possono avere valore di confessione, a norma dell'art. 2730 c.c., vertendosi in tema di diritti indisponibili, ma possono essere utilizzate come presunzioni ed indizi liberamente valutabili in unione con altri elementi probatori ), sempre che, ovviamente, esprimano non opinioni o giudizi o stati d'animo personali, ma fatti obiettivi e, in quanto tali, suscettibili di essere valutati giuridicamente come indice della violazione di specifici doveri coniugali (art. 143 c.c.).
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 4 aprile 2014, n. 7998 Svolgimento del processo Nel giudizio di separazione personale proposto nel gennaio 2005 la sig.ra M.M.L., a sostegno della domanda di addebito, attribuiva la causa della intollerabilità della convivenza al marito sig. C.G., al quale imputava di avere trascurato la famiglia per dedicarsi completamente...