Consiglio di Stato sezione V sentenza 8 giugno 2015, n. 2795 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 9554 del 2004, proposto dalla Regione Veneto, in persona del Presidente pro tempore, rappresentata e difesa dagli...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 4 giugno 2015, n. 2757. La previsione della lex specialis costituisce esplicazione del potere discrezionale, spettante alla stazione appaltante anche negli appalti di sola esecuzione, di individuare gli elementi e i documenti in concreto necessari o utili ai fini della valutazione dell’offerta e risponde alla ragionevole esigenza di garantire una conoscenza puntuale dei tempi delle singole fasi di lavorazione ai fini della verifica sull’affidabilità dell’offerta, del controllo sui tempi di esecuzione e dell’erogazione dei compensi in corrispondenza con gli stati di avanzamento dei lavori (cfr., sulla rilevanza dell’interesse pubblico a far emergere, in sede di offerta, i tempi di esecuzione delle singole lavorazioni, Cons. Stato, Sez. V, 24 ottobre 2013 n. 5159); il riferimento esplicito della lex specialis al valore contrattualmente vincolante del cronoprogramma evidenzia l’inerenza di detto ultimo atto alla struttura dell’offerta e quindi la conseguente impossibilità di accordare, a fronte di una sua sostanziale incompletezza, un soccorso istruttorio che si porrebbe in contrasto con il principio generale della par condicio
Consiglio di Stato sezione V sentenza 4 giugno 2015, n. 2757 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3603 del 2015, proposto da: Co. S.C., rappresentato e difeso dall’avv. Lo.Le., con domicilio eletto presso Gi.Pl....
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 4 giugno 2015, n. 2748. Le valutazioni attinenti alla migliore tutela dell’ambiente (luogo dove il rifiuto è collocato e alla comparazione del tragitto della spedizione), assumono valenza di preminente interesse comunitario, come tali valorizzate dal regolamento CE 1013/2006, il cui art. 12 riconosce, la non conformità alla legislazione nazionale relativa alla protezione dell’ambiente quale legittima causa di obiezione alla spedizione transfrontaliera. A questo proposito, alla luce di quanto costantemente affermato dalla Corte di giustizia nel senso della preminenza del valore della tutela dell’ambiente rispetto al generale principio della circolazione delle merci (per tutte, Corte di giustizia, sentenza 9 luglio 1992, causa C-2/90), significative sono le considerazioni svolte dalla Corte costituzionale nella sentenza 14 luglio 2000, n. 281 che, nell’interpretazione delle norme di principio contenute nel decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, ha ricordato che esigenze imperative attinenti alla protezione dell’ambiente giustificano pienamente misure limitative di tale libertà di circolazione
Consiglio di Stato sezione VI sentenza 4 giugno 2015, n. 2748 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE SESTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 8748 del 2014, proposto da: Pu.Gm. in persona dei legali rappresentanti in carica, rappresentata e difesa dagli...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 25 maggio 2015, n. 21621. Vanno punite ai sensi dell’art. 171-ter, comma primo, lett. f) bis, legge n. 633 del 1941, le condotte che modificano in quale modo le console per videogiochi onde consentire che le stesse possano leggere anche dei supporti contenenti giochi “copiati” dagli originali con violazione del diritto d’autore
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 25 maggio 2015, n. 21621 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo – Presidente Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere Dott. PEZZELLA Vincenzo – rel. Consigliere Dott. SCARCELLA...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 22 maggio 2015, n. 21537. In tema di consenso informato e colpa, è da condividere in pieno nella parte in cui ribadisce il principio che la valutazione del comportamento del medico, sotto il profilo penale, non ammette un diverso apprezzamento a seconda che l’attività sia stata prestata con o in assenza di consenso. La mancanza o invalidità del consenso non ha alcuna rilevanza penale: vero, infatti, che a rigore un’attività esercitata sulla persona in assenza di consenso non può essere qualificata come violenza o minaccia, è anche vero che in una prospettiva teleologica volta a valorizzare istanze fortemente personalistiche questi concetti risultano ormai mutati, basti pensare a come sono interpretati rispetto alla fattispecie di violenza sessuale
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 22 maggio 2015, n. 21537 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. IZZO Fausto – Presidente Dott. MASSAFRA Umberto – Consigliere Dott. MARINELLI Felicetta – Consigliere Dott. PICCIALLI Patrizia – rel. Consigliere Dott. SERRAO...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 22 maggio 2015, n. 21482. Le dichiarazioni rese dal coniuge separato costituitosi parte civile non bastano, di per sé, a provare la tipicità ex art.570 c.p. di un mancato versamento dell’assegno di mantenimento a favore dei figli; il giudice non può ignorare elementi che parrebbero escludere lo stato di bisogno dei beneficiari o dimostrare l’ottemperanza all’obbligo di mantenimento in altre forme
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 22 maggio 2015, n. 21482 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. IPPOLITO Francesco – Presidente Dott. CITTERIO Carlo – Consigliere Dott. MOGINI Stefano – Consigliere Dott. DE AMICIS Gaetano – rel. Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 21 maggio 2015, n. 21284. Ai fini della valutazione dell’ingiustizia della custodia cautelare sofferta, non incide il riconosciuto periodo di liberazione anticipata, in quanto per la concessione di tale beneficio è valutata la condotta del condannato e la sua partecipazione positiva alla fase rieducativa, e non la valutazione del fatto reato ed l’adeguatezza della pena irrogata, rivelanti nella procedura ex art. 314 c.p.p.
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 21 maggio 2015, n. 21284 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FOTI Giacomo – Presidente Dott. IZZO Fausto – rel. Consigliere Dott. MASSAFRA Umberto – Consigliere Dott. CIAMPI Francesco Mari – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 21 maggio 2015, n. 21029. Illegittima “la casa su albero” per bird watching in tema di vincolo paesaggistico
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 21 maggio 2015, n. 21029 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MANNINO Saverio F. – Presidente Dott. GRILLO Renato – Consigliere Dott. MULLIRI Guicla – Consigliere Dott. DI NICOLA Vito – rel. Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 20 maggio 2015, n. 20887. L’adempimento completo dell’obbligazione tributaria fa venir meno la ragione giustificativa della misura ablatoria, non rilevando quindi ai fini della revoca della misura la mera rateizzazione del pagamento (che rileva sul piano amministrativo – tributario determinando la sospensione della procedura esecutiva di recupero), non essendo questa un’ipotesi equiparata all’adempimento, rateizzazione che invece può giustificare una progressiva riduzione del sequestro in misura corrispondente ai ratei versati per effetto della convenzione con l’Erario
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 20 maggio 2015, n. 20887 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo – Presidente Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere Dott. PEZZELLA Vincenzo – rel. Consigliere Dott. SCARCELLA...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 25 maggio 2015, n. 21626. L’estratto contumaciale va ancora notificato all’imputato assente se la sentenza di primo grado è antecedente al 17 maggio 2014 e che anche la sua temporanea assenza al momento dell’accesso dell’ufficiale notificatore configura l’impossibilità della notificazione al domicilio eletto, rendendo legittima la notifica eseguita presso il difensore di fiducia
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 25 maggio 2015, n. 21626 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo – Presidente Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere Dott. PEZZELLA Vincenzo – rel. Consigliere Dott. SCARCELLA...