Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 aprile 2017, n. 10154
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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 aprile 2017, n. 10154

La contestazione dell’addebito deve essere dotata del carattere della specificità; deve, cioè, fornire le indicazioni necessarie ed essenziali per individuare, nella sua materialità, il fatto o i fatti nei quali il datore di lavoro abbia ravvisato infrazioni disciplinari o comunque comportamenti in violazione dei doveri di cui agli artt. 2104 e 2105 c.c. Suprema Corte...

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 aprile 2017, n. 10145
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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 aprile 2017, n. 10145

Il datore è stato dichiarato responsabile per un grave incidente avvenuto sul luogo di lavoro in quanto – pur trattandosi di lavoro di per sé pericoloso – non si è attivato per predisporre presidi e rimedi per evitare incidenti Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 21 aprile 2017, n. 10145 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME...

Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 21 aprile 2017, n. 10132
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Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 21 aprile 2017, n. 10132

La disciplina speciale prevista per la notificazione del ricorso per la dichiarazione di fallimento ha natura esclusiva e obbligatoria sicchè per tale notifica non potrà essere applicato analogicamente l’art. 145 c.p.c. Suprema Corte di Cassazione sezione VI civile ordinanza 21 aprile 2017, n. 10132 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI...

Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 21 aprile 2017, n. 10127
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Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 21 aprile 2017, n. 10127

L’indagine sulla portata di una clausola compromissoria, ai fini della risoluzione di una questione di competenza, rientra nei poteri della Corte di Cassazione che, in tale materia, è anche giudice di fatt Suprema Corte di Cassazione sezione VI civile ordinanza 21 aprile 2017, n. 10127 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA...

Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 21 aprile 2017, n. 10077
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Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 21 aprile 2017, n. 10077

Non è stato riconosciuto il risarcimento per la caduta dovuta a zerbino posizionato male all’uscita dell’albergo perché la descrizione del fatto dannoso era avvenuta con due diverse modalità Suprema Corte di Cassazione sezione VI civile ordinanza 21 aprile 2017, n. 10077 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA...

Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 20 aprile 2017, n. 9998
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Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 20 aprile 2017, n. 9998

La moglie affidataria dei figli minori alla quale è stato assegnato l’appartamento non deve restituire all’ex marito proprietario della casa i soldi pagati per importanti lavori straordinari nell’edificio Suprema Corte di Cassazione sezione II civile sentenza 20 aprile 2017, n. 9998 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA...

Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 20 aprile 2017, n. 9968
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Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 20 aprile 2017, n. 9968

Un’impresa può inserire nella propria ditta una parola che già faccia parte del marchio di cui sia titolare altra impresa, anche quando entrambe operino nello stesso mercato, ma non è lecito che essa utilizzi quella parola anche come marchio. Infatti l’eventuale tolleranza dell’uso della ditta o dominazione sociale non significa tolleranza nell’uso dello stesso segno...

Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 20 aprile 2017, n. 9961
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Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 20 aprile 2017, n. 9961

In difetto del consenso dell’assicurato, l’accordo tra gli assicuratori circa la ripartizione tra loro del rischio non è opponibile all’assicurato stesso, che resta estraneo al patto e conserva il diritto di richiedere all’unico assicuratore con il quale ha concluso il contratto il pagamento dell’intera indennità assicurativa, vertendosi in ipotesi del tutto diversa da quella della...

Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza  15 maggio 2017, n. 24103
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Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 15 maggio 2017, n. 24103

Ai fini della sussistenza del delitto di apologia di reato occorre che la condotta del soggetto agente sia dotata di valenza diffusiva, tanto da determinare il rischio concreto che siano consumati altri reati posti a presidio di beni giuridici analoghi a quelli oggetto della condotta apologetica Suprema Corte di Cassazione sezione I penale sentenza  15...

Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza  15 maggio 2017, n. 24084
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Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 15 maggio 2017, n. 24084

Il giustificato motivo di cui alla L. n. 110 del 1975, art. 4, comma 2, ricorre quando le esigenze dell’agente siano corrispondenti a regole relazionali lecite rapportate alla natura dell’oggetto, alle modalità di verificazione del fatto, alle condizioni soggettive del portatore, ai luoghi dell’accadimento e alla normale funzione dell’oggetto. Per fare alcuni esempi, è giustificato...