tentativo di reato

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In tema di tentativo, l’idoneità degli atti non va valutata con riferimento ad un criterio probabilistico di realizzazione dell’intento delittuoso, bensì in relazione alla possibilità che alla condotta consegua lo scopo che l’agente si propone, configurandosi invece un reato impossibile per inidoneità degli atti, ai sensi dell’art. 49 cod. pen., in presenza di un’inefficienza strutturale e strumentale del mezzo usato che sia assoluta e indipendente da cause estranee ed estrinseche, di modo che l’azione, valutata “ex ante” e in relazione alla sua realizzazione secondo quanto originariamente voluto dall’agente, risulti del tutto priva della capacità di attuare il proposito criminoso. Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 12 maggio 2016, n. 19701.

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 12 maggio 2016, n. 19701 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza in data 19/4/2012 il Tribunale di Lecce assolveva V.M., per non aver [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 17 febbraio 2016, n. 6460. Il delitto circostanziato – e in particolare la lesione aggravata dallo sfregio permanente del viso – è penalmente rilevante anche quando meramente tentato

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 17 febbraio 2016, n. 6460 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 16 giugno 2015, n. 24989. Non sussiste il reato di frode commerciale, neppure in forma tentata, se il prodotto non e’ destinato alla vendita: mentre il reato consumato e’ integrato dalla consegna materiale della merce all’acquirente, “per la configurabilita’ del tentativo non e’ necessaria la sussistenza di una contrattazione finalizzata alla vendita, essendo sufficiente l’accertamento della destinazione alla vendita di un prodotto diverso per origine, provenienza, qualita’ o quantita’ da quelle dichiarate o pattuite” -; sulla necessita’, perche’ sussista il reato nella forma tentata, dell’accertamento della destinazione della merce alla vendita

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 16 giugno 2015, n. 24989 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 12 maggio 2015, n. 19592. Il tentativo di reato presuppone che siano compiuti atti idonei diretti in modo non equivoco a commettere il reato e tale idoneità deve essere valutata con una prognosi compiuta “ex post”, ma riportandosi alla situazione che si presentava all’agente al momento dell’azione, sulla base di tutte le sue conoscenze, purché dalla condotta concretamente tenuta sia astrattamente possibile la realizzazione dell’evento (non realizzato per cause indipendenti dalla volontà dell’agente), in base alle condizioni umanamente prevedibili del caso particolare

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I SENTENZA 12 maggio 2015, n. 19592 Rilevato in fatto Con sentenza in data 8 maggio 2013 il Tribunale collegiale di Salerno, ammesso il giudizio [...]

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