sostituzione di persona

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Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 18 marzo 2015, n. 11406. Il delitto di sostituzione di persona qualsiasi condotta ingannevole tesa a far attribuire all’agente, da parte del soggetto passivo, un falso nome o un falso stato o false qualità personali cui la legge attribuisce specifici effetti giuridici, richiedendosi, sotto il profilo dell’elemento soggettivo del reato, il dolo specifico, consistente nel fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio patrimoniale o non patrimoniale o anche di recare ad altri un danno

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 18 marzo 2015, n. 11406 Fatto e diritto 1. Con sentenza pronunciata il 12.3.2013 la corte di appello di Catania confermava la sentenza [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 11 novembre 2014, n. 46505. Basta la falsa attribuzione della qualità di esercente una professione a integrare il reato di sostituzione di persona, atteso che la legge ricollega a detta qualità gli effetti giuridici tipici della corrispondente professione intellettuale; né si richiede che il fatto tenda all’illegale esercizio della professione, essendo sufficiente che venga coscientemente voluto e sia idoneo a trarre in inganno la fede pubblica. In tema di falsità in atti, ricorre il cosiddetto «falso innocuo» nei casi in cui l’infedele attestazione (nel falso ideologico) o l’alterazione (nel falso di falso materiale) siano del tutto irrilevanti ai fini del significato dell’atto e non esplichino effetti sulla sua funzione documentale, non dovendo l’innocuità essere valutata con riferimento all’uso che dell’atto falso venga fatto

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 11 novembre 2014, n. 46505 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza in data 1 ottobre 2013 la Corte d'Appello di Campobasso, in ciò [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 16 giugno 2014, n. 25774. Integra il delitto di cui all’art. 494 c.p. (sostituzione di persona) la condotta di colui che crea un profilo su un social network, utilizzando abusivamente la foto di un altro soggetto del tutto inconsapevole, al fine di comunicare a mezzo chat con gli altri utenti inducendoli in errore

Suprema CORTE DI CASSAZIONE sezione V SENTENZA 16 giugno 2014, n. 25774 Svolgimento del processo  1. Con la sentenza resa in data 19 aprile 2012, confermata dalla Corte d'appello di [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 29 aprile 2013 n. 18826. In tema di reato di sostituzione di persona con l’utilizzo del nickname

Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 29 aprile 2013 n. 18826[1] Nel caso trattato l'imputata non ha creato un account attribuendosi falsamente le generalità di un altro [...]