Relatore Bisogni

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Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 16 febbraio 2017, n. 4100

L'accertamento del diritto all'assegno divorzile si articola in due fasi, nella prima delle quali il giudice verifica l'esistenza del diritto in astratto, in relazione all'inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente, [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 9 febbraio 2015, n. 2445. Il provvedimento di assegnazione della casa coniugale, non è prevista dall’art. 156 cod. civ. in sostituzione o quale componente dell’assegno di mantenimento ma ha lo scopo di garantire ai figli minorenni o non autosufficienti economicamente la continuità dell’habitat familiare. La misura dell’ assegno va determinata non solo valutando i redditi dell’obbligato, ma anche altre circostanze non indicate specificatamente, né determinabili a priori, ma da individuarsi in tutti quegli elementi fattuali di ordine economico, o comunque apprezzabili in termini economici, diversi dal reddito dell’obbligato, suscettibili di incidere sulle condizioni economiche delle parti. Nella determinazione dell’assegno di mantenimento deve avere quale indispensabile elemento di riferimento ai fini della valutazione di congruità dell’assegno, il tenore di vita di cui i coniugi avevano goduto durante la convivenza, quale situazione condizionante la qualità e la quantità delle esigenze del richiedente, accertando le disponibilità patrimoniali dell’onerato e, a tal fine, il giudice non può limitarsi a considerare soltanto il reddito (sia pure molto elevato) emergente dalla documentazione fiscale prodotta, ma deve tenere conto anche degli altri elementi di ordine economico. In tema di determinazione dell’assegno di mantenimento, l’esercizio del potere di disporre indagini patrimoniali avvalendosi della polizia tributaria, che costituisce una deroga alle regole generali sull’onere della prova, rientra nella discrezionalità del giudice di merito; l’eventuale omissione di motivazione sul diniego di esercizio del relativo potere, pertanto, non è censurabile in sede di legittimità, ove, sia pure per implicito, tale diniego sia logicamente correlabile ad una valutazione sulla superfluità dell’iniziativa per ritenuta sufficienza dei dati istruttori acquisiti

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 9 febbraio 2015, n. 2445 Fatto e diritto Rilevato che in data 31 luglio 2014 è stata depositata relazione ex art. 380 bis [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 21 novembre 2014, n. 24833. La cessazione degli effetti della separazione si determina a seguito di riconciliazione, che non può consistere nel mero ripristino della situazione “quo ante”, ma nella ricostituzione del consorzio familiare attraverso la ricomposizione della comunione coniugale di vita, vale a dire la ripresa di relazioni reciproche, oggettivamente rilevanti, tali da comportare il superamento di quelle condizioni che avevano reso intollerabile la prosecuzione della convivenza e che si concretizzino in un comportamento non equivoco incompatibile con lo stato di separazione

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 21 novembre 2014, n. 24833 Rilevato che in data 5 agosto 2014 è stata depositata relazione ex art. 380 bis c.p.c. che qui [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 30 ottobre 2014, n. 23105. La moglie separata può decidere di lasciare insieme ai figli la casa familiare e trasferirsi in altra residenza

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 30 ottobre 2014, n. 23105 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 Composta [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 12 novembre 2014, n. 24156. In tema di separazione personale dei coniugi, il giudice può limitare l’assegnazione della casa familiare ad una porzione dell’immobile, di proprietà esclusiva del genitore non collocatario, anche nell’ipotesi di pregressa destinazione a casa familiare dell’intero fabbricato, ove tale soluzione, esperibile in relazione al lieve grado di conflittualità coniugale, agevoli in concreto la condivisione della genitorialità e la conservazione dell’habitat domestico dei figli minori

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 12 novembre 2014, n. 24156 Rilevato che 1. Il Tribunale di Firenze, con sentenza n. 679/2011, ha dichiarato la separazione personale dei coniugi [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 30 ottobre 2014, n. 23087. Nel caso di affitto di azienda, comprendente un immobile goduto in forza di un contratto di locazione, la sostituzione di un terzo nel rapporto giuridico preesistente di locazione non si verifica automaticamente ma come effetto o di un negozio separato fra cedente e cessionario dell’azienda ex art. 36 della legge n. 392/1978 o per effetto della presunzione posta dall’art. 2558 in base alla quale può ritenersi intervenuta, fino a prova contraria, una cessione del contratto di locazione se il locatore abbia accettato, direttamente in suo favore, il pagamento, da parte del cessionario dell’azienda, del canone di locazione

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 30 ottobre 2014, n. 23087 Fatto e diritto Rilevato che: 1. F.F. , con citazione del 6 giugno 2003, ha convenuto la s.n.c. [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 30 ottobre 2014, n. 23102. Nella determinazione della quota di spettanza della pensione e degli altri emolumenti percepiti dall’ex coniuge, si tiene conto sia del criterio della durata dei matrimoni e sia della eventuale esistenza di criteri correttivi (convivenza prematrimoniale, entità dell’assegno divorzile, condizioni economiche e personali) pervenendo però a una sostanziale equiparazione delle parti in conflitto nella attribuzione di tali indici di valutazione ulteriori sicché si ritiene pressoché esclusiva la rilevanza della durata dei rispettivi matrimoni.

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 30 ottobre 2014, n. 23102 Rilevato che in data 24 aprile 2014 è stata depositata relazione ex art. 380 bis che qui si [...]