prostituzione

/Tag: prostituzione

Integra il reato di induzione alla prostituzione, previsto dall’art. 3, n. 5, legge n. 75 del 1958, la condotta di colui che ricerca, assumendone direttamente l’iniziativa, le donne che invitava a prostituirsi adoperandosi per l’inserimento degli avvisi pubblicitari sul proprio sito internet

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 12 aprile 2018, n. 16292. Integra il reato di induzione alla prostituzione, previsto dall’art. 3, n. 5, legge n. 75 del 1958, la [...]

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 22 gennaio 2018, n. 2399. In tema di prostituzione, ogniqualvolta la condotta dell’agente rivesta un’efficacia causale e rafforzativa dell’altrui volonta’

In tema di prostituzione, ogniqualvolta la condotta dell'agente rivesta un'efficacia causale e rafforzativa dell'altrui volonta', nel senso che senza il fatto del colpevole il soggetto passivo non si sarebbe determinato [...]

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 20 novembre 2017, n. 52639. Favoreggiamento della prostituzione per chi pubblica acquistando appositi spazi annunci pubblicitari di meretricio.

Favoreggiamento della prostituzione per chi pubblica acquistando appositi spazi annunci pubblicitari di meretricio. Sentenza 20 novembre 2017, n. 52639 Data udienza 26 settembre 2017 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO [...]

Corte di Cassazione, sezione penale. Riduzione in schiavitù e non sfruttamento della prostituzione

Riduzione in schiavitù e non sfruttamento della prostituzione quando al meretricio si aggiunga la limitazione della libertà di movimento, la sottrazione del passaporto e l'impossibilità di comunicare con terzi. Sentenza [...]

Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 22 agosto 2016, n. 35193

L'accompagnamento in auto della prostituta sul luogo del meretricio configura il reato di favoreggiamento della prostituzione quando risulti funzionale all'agevolazione della prostituzione, sulla base di elementi sintomatici, quali, ad esempio, [...]

Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 7 luglio 2016, n. 28212

Il tema della rilevanza penale della condotta di accompagnamento della prostituta sul luogo di lavoro va risolto ricordando che il reato di favoreggiamento della prostituzione consiste in qualsiasi comportamento oggettivamente [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 19 novembre 2015, n. 45898. In tema di reati attinenti la prostituzione, nel momento in cui l’attività di raccolta e successiva pubblicazione di inserzioni pubblicitarie di prestazioni sessuali rese da prostitute cessa di essere meramente informativa ma viene consapevolmente indirizzata, anche in cooperazione con i soggetti inserzionisti, all’incremento del potenziale mercimonio delle prestazioni medesime, cessa di essere un servizio reso alla singola persona che esercita la detta attività ma decampa verso quella di favoreggiamento del mercato del sesso

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 19 novembre 2015, n. 45898 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 8 ottobre 2015, n. 4665. È legittimo il provvedimento del Questore che ha vietato ad una persona di ritornare nel territorio del Comune per 3 anni, dato che tale persona – dipendente pubblico – era stato sorpreso presso una discoteca travestito da donna, con il sospetto che fornisse prestazioni sessuali a pagamento. La sentenza ha precisato che l’attività di prostituzione può richiedere misure di prevenzione allorché essa “è esercitata in forma suscettibile di determinare disagio sociale” che era stata manifestata “attraverso proteste e segnalazioni rivolte in precedenza all’Autorità di polizia”

Consiglio di Stato sezione III sentenza 8 ottobre 2015, n. 4665 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 28 settembre 2015, n. 39181. La condotta del locatore che concede il proprio immobile ad una prostituta non configura un aiuto all’attività di mercimonio del sesso. In tal caso, infatti, il negozio giuridico che si pone in essere riguarda la persona e le sue esigenze abitative: è insussistente, quindi, il nesso di causalità tra la locazione dell’immobile e l’ausilio all’attività di meretricio. Per quel che concerne lo sfruttamento della prostituzione, la medesima situazione richiede, ai fini della condanna dell’imputato, il raggiungimento della prova certa circa la riscossione dei canoni di locazione in misura esagerata e sproporzionata rispetto ai costi di piazza

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 28 settembre 2015, n. 39181 Ritenuto in fatto 1 Con sentenza 31.1.2014 la Corte d'Appello di Milano - per quanto ancora interessa in [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 28 maggio 2015, n. 22526. Non è la mera posizione sovraordinata e di supremazia, sempre connaturata alla qualifica di pubblico ufficiale in ragione della qualità rivestita o della funzione svolta, a integrare il delitto di concussione soltanto perché la controparte, per motivazioni a se interne, venga comunque ad avvertire uno state di soggezione, ciò perché, ai fini dell’integrazione di tale illecito, è necessario che la condotta abusiva del pubblico ufficiale divenga positivamente concreta, nel senso che la vittima deve essere posta nella condizione di percepirne l’effettiva portata intimidatoria e costrittiva, idonea a ingenerare in lei il timore di un danno contra ius, in caso di mancata adesione alla richiesta d’indebito che gli viene rivolta

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 28 maggio 2015, n. 22526 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione III, 12 marzo 2015, n. 10487. Risponde di tentata fruizione della prostituzione minorile, e non già di tentata induzione alla prostituzione, colui che compie atti idonei ad intrattenere atti sessuali con un minore di età compresa tra 14 e 18 anni in cambio di denaro o altra utilità, atteso che la seconda fattispecie presuppone che il reo solleciti il minorenne a compiere rapporti sessuali con un soggetto terzo. Non ricorre la desistenza volontaria se detti rapporti non vengono consumati a causa di eventi del tutto estranei alla volontà dell’agente

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III SENTENZA 12 marzo 2015, n. 10487 Considerato in diritto Il ricorso è solo parzialmente fondato. 3.1. - Il primo motivo di doglianza - con [...]

Carica Altri Articoli