omissione versamenti contributi previdenziali

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Corte di Cassazione, sezione feriale penale, sentenza 21 agosto 2017, n. 39332

La effettiva possibilita' di esercizio della facolta' per l'imputato di effettuare il versamento omesso, si rileva ancora, presuppone che l'avviso dell'accertamento inviato dall'ente al datore di lavoro contenga l'indicazione del [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 30 ottobre 2014, n. 45019. Ai fini della decorrenza del termine di tre mesi concesso al datore di lavoro per provvedere al versamento dovuto, la notifica dell’avviso di accertamento da parte dell’Ente non può ritenersi validamente effettuata presso la sede della società qualora la persona fisica penalmente responsabile sia cessata dalla carica di amministratore

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 30 ottobre 2014, n. 45019 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 24 aprile 2014, n. 9310. Una volta eletta la strada di introdurre una opposizione nel merito della pretesa contributiva, si è aperto un giudizio a cognizione integrale su diritti ed obblighi inerenti al rapporto contributivo al cui esito occorreva accertare – come la Corte territoriale ha fatto – se il debito vantato dalla Cassa sussisteva o meno, rispetto al quale l’eventuale alterazione della sequenza procedimentale prevista dalla legge – quale la mancata notificazione della cartella di pagamento – non era di per sé rilevante per determinare l’estinzione della pretesa contributiva, così come invece richiesto dall’Avvocato ricorrente

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 24 aprile 2014, n. 9310 Svolgimento del processo 1.— L'avv. C.G. opponeva innanzi al Tribunale di Napoli l'avviso di mora a lui notificato [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 28 gennaio 2014, n. 3705. Il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti e’ integrato, siccome e’ a dolo generico, dalla consapevole scelta di omettere i versamenti dovuti, sicche’ non rileva, sotto il profilo dell’elemento soggettivo, la circostanza che il datore di lavoro attraversi una fase di criticita’ e destini risorse finanziarie per far fronte a debiti ritenuti piu’ urgenti. il reato e’ configurabile anche nel caso in cui si accerti l’esistenza del successivo stato di insolvenza dell’imprenditore, in quanto e’ onere di quest’ultimo ripartire le risorse esistenti al momento di corrispondere le retribuzioni ai lavoratori dipendenti in modo da poter adempiere all’obbligo del versamento delle ritenute, anche se cio’ possa riflettersi sull’integrale pagamento delle retribuzioni medesime

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 28 gennaio 2014, n. 3705 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 13 settembre 2013 n. 37528. Lo stato di dissesto dell’imprenditore – il quale prosegua ciononostante nell’attività d’impresa senza adempiere all’obbligo previdenziale e neppure a quello retributivo – non elimina il carattere dl illiceità penale dell’omesso versamento dei contributi

Il testo integrale   Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 13 settembre 2013 n. 37528[1] Lo stato di dissesto dell’imprenditore - il quale prosegua ciononostante nell’attività d’impresa senza adempiere all’obbligo [...]

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