Legge n. 241/1990

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Consiglio di Stato, sezione quinta, sentenza 27 novembre 2017, n. 5555. Per l’annullamento d’ufficio delle aggiudicazioni a pena di illegittimità per violazione dell’art. 21-nonies l. n. 241 del 1990 e di eccesso di potere

Per l'annullamento d'ufficio delle aggiudicazioni va, a pena di illegittimità per violazione dell'art. 21-nonies l. n. 241 del 1990 e di eccesso di potere, accertata e adeguatamente esternata la sussistenza [...]

Consiglio di Stato, adunanza plenaria, sentenza 17 ottobre 2017, n. 8. Nella vigenza dell’articolo 21-nonies della l. 241 del 1990 – per come introdotto dalla l. 15 del 2005 – l’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio in sanatoria

Nella vigenza dell'articolo 21-nonies della l. 241 del 1990 - per come introdotto dalla l. 15 del 2005 - l'annullamento d'ufficio di un titolo edilizio in sanatoria, intervenuto ad una [...]

Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 14 dicembre 2015, n. 5669. In materia di accesso agli atti amministrativi, la richiesta di accesso, ad una documentazione di parte non più reperibile, non implica l’impossibilità della sua esibizione, consentendo, la normativa, l’ostensione degli atti detenuti dall’Amministrazione anche se formati da terzi. L’eventuale negligenza nella conservazione della documentazione necessaria all’istante per contrastare una pretesa dell’Amministrazione, non giustifica il comportamento “ritorsivo” di quest’ultima, contrario al principio di leale collaborazione istituzionale di cui all’art. 22 comma 5 della L. 241 del 1990, applicabile anche nel caso di soggetti pubblici

Consiglio di Stato sezione III sentenza 14 dicembre 2015, n. 5669 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la [...]

Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 28 luglio 2015, n. 3710. La mancanza delle indicazioni richieste dall’art. 3, comma 4, della L. n. 241 del 1990, concernenti il termine per l’impugnazione e l’Autorità cui ricorrere, non solo non è causa autonoma di illegittimità, rappresentando soltanto una mera irregolarità, ma non giustifica, di per sé, neppure l’automatica concessione del beneficio della rimessione in termini per errore scusabile. Ed infatti, tale riconoscimento può trovare applicazione solo qualora nel singolo caso sia apprezzabile una qualche giustificata incertezza sugli strumenti di tutela utilizzabili da parte del destinatario dell’atto, dovuta ad una situazione normativa obiettivamente ambigua o confusa, ad uno stato di obiettiva incertezza per le oggettive difficoltà di interpretazione di una norma, alla particolare complessità della fattispecie, a contrasti giurisprudenziali od al comportamento dell’Amministrazione idoneo, perché equivoco, ad ingenerare convincimenti non esatti, poiché, opinando diversamente, tale inadempimento formale si risolverebbe in un’assoluzione indiscriminata dal termine di decadenza, con gravi riflessi sulla stabilità dei rapporti giuridici di diritto pubblico

Consiglio di Stato sezione V sentenza 28 luglio 2015, n. 3710 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la [...]

Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 20 marzo 2015, n. 1537. Il concetto di disponibilità, di cui all’art. 3, L. n. 241 del 1990, comporta, non che l’atto amministrativo menzionato per relationem debba essere unito imprescindibilmente al documento o che il suo contenuto debba essere riportato testualmente nel corpo motivazionale, bensì che esso sia reso disponibile per l’interessato a norma di legge, vale a dire che possa essere acquisito utilizzando il procedimento di accesso ai documenti amministrativi.

Consiglio di Stato sezione III sentenza 20 marzo 2015, n. 1537 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la [...]

Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 3 marzo 2015, n. 1034. L’accordo di programma costituisce atto di pianificazione e programmazione urbanistica volto alla riqualificazione di aree a mezzo di una disciplina sostanzialmente concordata tra i firmatari dell’atto stesso. Le convenzioni ad esso accessive costituiscono, invece, strumenti di attuazione, aventi carattere negoziale a valenza pubblicistica e sono quindi soggette alla disciplina di diritto pubblico degli accordi ex art. 11, L. n. 241 del 1990

Consiglio di Stato sezione IV sentenza 3 marzo 2015, n. 1034 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUARTA ha pronunciato la [...]

Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 23 febbraio 2015, n. 908. Avverso gli atti emessi dalla P.A. nell’esercizio del suo potere di autotutela, non è deducibile il vizio di eccesso di potere per contraddittorietà, cui sul piano funzionale, è peculiare l’adozione, per riscontrati vizi di legittimità o per ragioni di opportunità, di statuizioni di segno diametralmente opposto rispetto a quelle oggetto di riesame. Così, la mancata previsione, nel provvedimento di revoca dell’atto amministrativo, dell’indennizzo previsto dall’art. 21 quinquies della legge n. 241 del 1990 non costituisce, di per sé, un vizio dell’atto, mentre il privato resta legittimato ad azionare la pretesa indennitaria con onere di provare estremi e presupposti della lamentata perdita patrimoniale

Consiglio di Stato sezione III sentenza 23 febbraio 2015, n. 908 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la [...]

Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 12 gennaio 2015, n. 37. Le misure di carattere cautelare, che possono essere adottate ai sensi dell’art. 7, comma 1, della legge. n. 241 del 1990, ovvero prescindendo dalla comunicazione di avvio, prima dell’inizio, del procedimento, sono ritenute di norma di per sé assistite da ragioni di urgenza, atte ad esonerare l’Amministrazione dalla comunicazione all’interessato dell’avvio del procedimento. Inoltre, in presenza di un provvedimento di sospensione vincolato, deve escludersi, ai sensi dell’art. 21-octies della legge n. 241 del 1990, la doverosità della comunicazione dell’avvio del procedimento , atteso che, in tali ipotesi, in nessun caso l’apporto partecipativo del privato potrebbe incidere sul contenuto dispositivo dell’atto che, comunque, non potrebbe essere diverso da quello in concreto adottato

Consiglio di Stato sezione V sentenza 12 gennaio 2015, n. 37 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la [...]

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