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Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 9 ottobre 2017, n. 46430. La disciplina dell’impugnazione della sentenza di non luogo a procedere

Con la legge 23 giugno 2017 n. 103, entrata in vigore il 3 agosto 2017, è stata modificata la disciplina dell’impugnazione della sentenza di non luogo a procedere, contenuta nell’articolo [...]

Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 16 giugno 2016, n. 25091

Il giudice dell’udienza preliminare è chiamato ad una valutazione di effettiva consistenza del materiale probatorio posto a fondamento dell’accusa, eventualmente avvalendosi dei suoi poteri di integrazione delle indagini, e, ove [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 30 luglio 2015, n. 33763. Il giudice della udienza preliminare è chiamato ad una valutazione di effettiva consistenza del materiale probatorio a fondamento della accusa a carico dell’imputato, essendo tale condizione minima necessaria a giustificare la sottoposizione al processo. Ritenuta tale adeguatezza, se del caso esercitando il poteri di integrazione delle indagini che gli vengono riconosciuti, il gup dispone il rinvio a giudizio fatto salvo il caso in cui vi siano concrete ragioni per ritenere che non sia possibile giungere in alcun modo ad una prova di colpevolezza in dibattimento, a ciò non prestandosi il materiale individuato o che, ragionevolmente, potrebbe essere individuato

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 30 luglio 2015, n. 33763 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CONTI Giovanni - Presidente [...]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 10 febbraio 2015, n. 5990. Anche dopo le modifiche apportate all’articolo 425 cod. proc. pen., rispettivamente, dalla Legge 8 aprile 1993, n. 105, articolo 1 e dalla Legge 16 dicembre 1999, n. 479, articolo 23 l’udienza preliminare non ha subito una modifica della sua originaria funzione, ne’ correlativamente ha mutato natura la sentenza di proscioglimento cui essa puo’ dar luogo, che e’ e resta (prevalentemente) processuale e non di merito. Infatti identico e’ rimasto lo scopo cui l’udienza preliminare e’ preordinata: evitare i dibattimenti inutili, non accertare se l’imputato e’ colpevole o innocente

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 10 febbraio 2015, n. 5990 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 13 ottobre 2014, n. 42835. Il giudice dell’udienza preliminare, nel pronunciare sentenza di non luogo a procedere, deve limitarsi ad una valutazione, sotto il solo profilo processuale, degli elementi acquisiti, al fine di verificare se gli stessi risultino insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere l’accusa in giudizio

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 13 ottobre 2014, n. 42835 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 7 ottobre 2014, n. 41822. In sede di udienza preliminare, la regola di valutazione che deve osservare il giudice consiste nella prognosi di non evoluzione del materiale probatorio: lo scrutinio “del merito” demandato al giudice della udienza preliminare, cioe’, volgendo a soddisfare un ruolo processuale – tale essendo, infatti, la natura dell’epilogo decisorio (sentenza che, per l’appunto, si definisce di “non luogo a procedere”, ovvero decreto che dispone il giudizio) che contrassegna l’esito al quale tende l’udienza preliminare – deve raccordarsi con l’implausibilita’ di connotazioni evolutive del materiale di prova raccolto

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 7 ottobre 2014, n. 41822   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 11 marzo 2014, n. 11806. L’esclusione che l’eccesso sia stato doloso – che avrebbe comportato la stessa inconfigurabilità della scriminante della legittima difesa – o incolpevole – che avrebbe invece giustificato l’assoluzione dell’imputato, ancorchè per difetto di antigiuridicità del fatto – e la sua correlativa qualificazione come “colposo”, comportava necessariamente l’applicazione delle «disposizioni concernenti i delitti colposi», come stabilito dalla stessa norma evocata in sentenza, atteso che l’omicidio è fatto preveduto dalla legge come delitto colposo

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza  11 marzo 2014, n. 11806 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 19 dicembre 2012 il G.u.p. del Tribunale di Venezia assolveva, a [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 22 gennaio 2014, n. 2894. Il giudice della udienza preliminare ha il potere di pronunziare la sentenza di non luogo a procedere non quando effettui un giudizio prognostico in esito al quale pervenga ad una valutazione di innocenza dell’imputato, ma in tutti quei casi nei quali non esista una prevedibile possibilita’ che il dibattimento possa, invece, pervenire ad una diversa soluzione. Il Gup ha evidenziato la insussistenza delle condizioni su cui fondare una prognosi di evoluzione in senso favorevole all’accusa del materiale probatorio raccolto, in quanto non sono stati effettuati atti di indagine finalizzati ad accertare il principio attivo contenuto nelle due piantine in sequestro e la stessa capacita’ drogante di esse, e che dette verifiche non sono piu’ utilmente esperibili, vista la deteriorabilita’ della sostanza in questione (marijuana); di tal che non emergono elementi per potere affermare il potere stupefacente di essa e, quindi, la offensivita’ della condotta

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 22 gennaio 2014, n. 2894 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 8 gennaio 2014, n. 348. La possibilità di riproporre la richiesta condizionata di giudizio abbreviato prima dell’apertura del dibattimento, e proprio davanti al quel giudice che se lo ritiene può celebrare direttamente secondo il rito richiesto, come sancito dalla Corte costituzionale, si applica anche alle ipotesi di diniego dell’abbreviato “ordinario”

Suprema Corte di Cassazione sezione I Sentenza 8 gennaio 2014, n. 348 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 28 novembre 2013, n. 47224. Sentenza di non luogo a procedere – perché il fatto non costituisce reato – nei confronti di un Pilota di una compagnia aerea. La richiesta di rinvio a giudizio concerneva l’ipotesi di reato di cui all’art. 262 cod. pen., per avere secondo l’accusa rivelato notizie delle quali l’autorità competente aveva vietato la divulgazione ai sensi dell’art. 42 della legge n. 124 del 2007. Ciò sarebbe avvenuto in occasione della proposizione da parte del Pilota del tentativo obbligatorio di conciliazione e nel successivo ricorso inoltrato al giudice del lavoro, atti aventi ad oggetto la richiesta di riconoscimento di mansioni superiori

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza  28 novembre 2013, n. 47224 Ritenuto in fatto 1. In data 22 gennaio 2013 il GUP del Tribunale di Roma emetteva sentenza di [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 5 novembre 2013 n. 44617. La competenza funzionale a celebrare il giudizio abbreviato, che segua a decreto di giudizio immediato, appartiene al giudice delle indagini preliminari, seppur persona fisica diversa, per ragioni di incompatibilità ex articolo 34 co. 2 Cpp da quella che ha emesso il decreto di giudizio immediato

Il testo integrale [1] La competenza funzionale a celebrare il giudizio abbreviato, che segua a decreto di giudizio immediato, appartiene al giudice delle indagini preliminari, seppur persona fisica diversa, per [...]

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