bancarotta patrimoniale per distrazione

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Per il reato di bancarotta è sufficiente la consapevolezza che la condotta distrattiva mette a rischio la garanzia patrimoniale per i creditori.

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, Sentenza 24 aprile 2018, n. 18108. Per il reato di bancarotta è sufficiente la consapevolezza che la condotta distrattiva mette a rischio la garanzia [...]

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 28 dicembre 2017, n. 57759. Condanna per bancarotta per distrazione nonostante i versamenti effettuati dall’amministratore della società a titolo di finanziamento in futuro aumento di capitale

Condanna per bancarotta per distrazione nonostante i versamenti effettuati dall'amministratore della società a titolo di finanziamento in futuro aumento di capitale. Sentenza 28 dicembre 2017, n. 57759 Data udienza 24 [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 3 dicembre 2015, n. 48017. L’amministratore che si ripaghi dei crediti vantati verso la società fallita relativi a compensi per il lavoro prestato, prelevando od ottenendo dalla cassa sociale una somma congrua rispetto a tale lavoro, risponde non già di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione, bensì di bancarotta preferenziale, per la presenza dell’elemento caratterizzante quest’ultimo reato, ovvero l’alterazione della par condicio creditorum, non essendo rilevante, al fine della qualificazione giuridica del fatto, la specifica qualità dell’agente di amministratore della società. Al fine di stabilire se ricorra o meno il delitto di bancarotta fraudolenta occorre, dunque, accertare se la somma prelevata sia o meno congrua rispetto al lavoro prestato

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 3 dicembre 2015, n. 48017 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 30 luglio 2015, n. 33774. A differenza di quanto operato con la riforma del 2002 (che aveva apportato delle parziali modifiche alla condotta di falso in bilancio, con attribuzione di rilevanza penale all’esposizione di “fatti materiali non rispondenti al vero ancorché oggetto di valutazioni”), la nuova previsione dell’art. 2621 cod. civ. riformata nel 2015 ha fatto ricorso solo alla locuzione “fatti materiali non rispondenti al vero”, non replicando la precisazione contenuta nel previgente art. 2621 e nel vigente art. 2638 cod. civ., con l’intento di lasciar fuori dalla fattispecie le valutazioni estimativa che, pertanto, non sono più previste come reato

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 30 luglio 2015, n. 33774 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]