Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 17 giugno 2015, n. 12509 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SALVAGO Salvatore – Presidente Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere Dott. GENOVESE Francesco Antonio – rel. Consigliere...
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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 17 giugno 2015, n. 12486. La riformulazione dell’art. 360, comma 1, n. 5), cod. proc. civ., disposta dall’art. 54 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, poi convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 delle preleggi, come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sé, purché il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 17 giugno 2015, n. 12486 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. LAMORGESE Antonio – Presidente Dott. TRIA Lucia – rel. Consigliere Dott. DORONZO Adriana – Consigliere Dott. LORITO Matilde – Consigliere Dott. GHINOY Paola...
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 26 giugno 2015, n. 3240. La normativa sulle pari opportunità (che riserva alle donne una quota rosa di almeno un terzo dei posti di componente delle commissioni di concorso) è preordinata a garantire nel senso più ampio le possibilità di occupazione femminile, sicché la sua violazione non può venir contestata altro che dalle possibili beneficiarie della stessa
Consiglio di Stato sezione V sentenza 26 giugno 2015, n. 3240 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1006 del 2008, proposto dal signor Be.St., rappresentato e difeso dagli avvocati Gi.Di. e Ca.To., con domicilio...
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 1 luglio 2015, n. 3262. In riferimento al beneficio di cui all’art. 33 l. n. 104/1992, la posizione del dipendente pubblico, il quale ne richieda la concessione, non può qualificarsi come un diritto soggettivo, ma costituisce un interesse legittimo, nel senso che all’Amministrazione spetta valutarne la richiesta alla luce delle esigenze organizzative e di efficienza complessiva del servizio; tuttavia, trattandosi di disposizioni rivolte a dare protezione a valori di rilievo costituzionale, ogni eventuale limitazione o restrizione nella relativa applicazione dovrebbe comunque essere espressamente dettata e congruamente motivata
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 1 luglio 2015, n. 3262 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUARTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3591 del 2015, proposto da: Mi.Va., rappresentato e difeso dall’avv. Gi.Ca.Pa., con domicilio eletto presso Gi.Pa. in...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 3 luglio 2015, n. 3310. Il mero rapporto di parentela, in assenza di ulteriori elementi, non è di per sé idoneo a dare conto del tentativo di infiltrazione. Non può, infatti, configurarsi un rapporto di automatismo tra un legame familiare, sia pure tra stretti congiunti, ed il condizionamento dell’impresa, che deponga nel senso di un’attività sintomaticamente connessa a logiche e ad interessi malavitosi
Consiglio di Stato sezione III sentenza 3 luglio 2015, n. 3310 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 9572 del 2014, proposto da Ga.At. in proprio e quale legale rappresentante dell’omonima ditta individuale, rappresentato e...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 3 luglio 2015, n. 3314. Nel procedimento disciplinare del personale della Polizia di Stato l’intervento di un difensore non è obbligatorio, anzi non è neppure previsto, salvo che relativamente alla discussione davanti al consiglio (provinciale o centrale) di disciplina. Tale discussione peraltro ha luogo solo nei procedimenti concernenti le mancanze più gravi e rappresenta solo una fase intermedia del procedimento; ma anche in questa ipotesi la presenza di un difensore è facoltativa, a scelta dell’inquisito
Consiglio di Stato sezione III sentenza 3 luglio 2015, n. 3314 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 5442 del 2012, proposto da: Ministero dell’Interno, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 3 luglio 2015, n. 3328. Nel caso di richiesta di un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, l’essere incorsi in un reato per la violazione dei diritti d’autore non rappresenta un titolo preclusivo automatico al rilascio del permesso di soggiorno
Consiglio di Stato sezione III sentenza 3 luglio 2015, n. 3328 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 5758 del 2014, proposto dal: Ministero dell’Interno, in persona del Ministro p.t., e dalla Questura di Salerno,...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 3 luglio 2015, n. 3315. Le funzioni attribuite dalla legge all’Autorità di pubblica sicurezza in materia di armi rispondono ad esigenze assai diverse da quelle dell’Autorità giudiziaria penale e, pertanto, sono governate da logiche altrettanto diverse
Consiglio di Stato sezione III sentenza 3 luglio 2015, n. 3315 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 677 del 2015, proposto da: Ministero dell’Interno, U.T.G. – Prefettura di Pisa, rappresentati e difesi per legge...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 16 giugno 2015, n. 25148. Non risponde di induzione al falso ideologico il conducente il quale abbia dichiarato cose diverse da quella reale, vale a dire l’avvenuta revoca ai suoi danni della patente di guida
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 16 giugno 2015, n. 25148 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DUBOLINO Pietro – Presidente Dott. DE BERARDINIS Silva – rel. Consigliere Dott. SAVANI Piero – Consigliere Dott. MICCOLI Grazia – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 16 giugno 2015, n. 24967. Il commercialista che tiene sistematicamente la contabilità del contribuente accusato di dichiarazione infedele, risponde del reato a titolo concorsuale e, pur non avendo tratto alcun profitto dal reato, rischia il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei suoi beni personali
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 16 giugno 2015, n. 24967 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FRANCO Amedeo – Presidente Dott. RAMACCI Luca – rel. Consigliere Dott. ANDREAZZA Gastone – Consigliere Dott. SCARCELLA Alessio – Consigliere Dott. MENGONI...