Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 15 aprile 2016, n. 15851 Ritenuto in fatto 1. L’avv. B.V. ricorre personalmente avverso la sentenza in epigrafe, con la quale la Corte d’Appello di Bologna, in parziale riforma di quella emessa in primo grado dal Tribunale di Parma nei confronti del ricorrente e di Br.Gi. , ha,...
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La sentenza non definitiva con cui il giudice d’appello, investito dell’opposizione di un terzo revocatoria, si limiti a dichiarare ammissibile l’opposizione e a respingere la sollevata eccezione di tardività non è immediatamente impugnabile con ricorso per cassazione. Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 14 aprile 2016, n. 7411.
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 14 aprile 2016, n. 7411 Ritenuto in fatto 1. – Con atto notificato in data 29 aprile 2009, il Banco di Napoli s.p.a. propose opposizione di terzo revocatoria, ex art. 404, secondo comma, cod. proc. civ., avverso la sentenza n. 93 del 16 febbraio 2009, con la quale...
Non è ingiustificato il comportamento della moglie che abbia scelto di non fare ritorno a casa dopo l’ennesimo litigio del marito, anche qualora questo non abbia usato violenza fisica, essendo indubitabile una situazione di confitto permanente che ben può essere indicativa della definitiva rottura della comunione spirituale tra i coniugi. Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 12 aprile 2016, n. 7163.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 12 aprile 2016, n. 7163 Fatto e diritto E’ stata depositata la seguente relazione: 1) La Corte d’appello di Catanzaro ha respinto l’appello proposto da D.S. contro il capo della sentenza di primo grado che, pronunciata la sua separazione giudiziale dal marito M.V., aveva accolto la domanda di...
In tema di società di capitali, la revoca della delega all’amministratore delegato, decisa dal consiglio di amministrazione, deve essere assistita da «giusta causa», anche in applicazione analogica dell’art. 2383, comma 3, c.c., sussistendo, in caso contrario, il diritto del revocato al risarcimento dei danni eventualmente patiti. Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 15 aprile 2016, n. 7587.
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 15 aprile 2016, n. 7587 Svolgimento del processo 1. La Corte d’Appello di Brescia ha accolto l’impugnazione proposta da (…) scarl (ora (omissis) scarl) avverso la sentenza del Tribunale di Bergamo che, in accoglimento della domanda proposta da F.E. , amministratore delegato in carica della società, aveva condannato...
Il credito del professionista che ha svolto attività di assistenza, consulenza ed eventualmente redazione della proposta di concordato preventivo rientra de plano tra i crediti sorti in funzione della procedura concorsuale e, come tale, va soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento ai sensi dell’art. 111, comma 2, L.F. fondandosi tale interpretazione sull’esclusione dall’azione revocatoria del pagamento del compenso del professionista ex art. 67, comma 3, lett. g), L.F. Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 15 aprile 2016, n. 7579.
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 15 aprile 2016, n. 7579 Fatto e diritto Rilevato che: 1. M.P. ha proposto istanza di ammissione al passivo del fallimento Multipel s.p.a. del credito relativo al compenso per la propria attività professionale di commercialista a favore della società fallita nella fase di concordato preventivo. In via principale...
Sulla validità del contratto c.d. “monofirma” prodotto in giudizio, ossia caratterizzato dalla presenza sul documento della sola sottoscrizione del cliente, mentre manca la firma della banca o dell’intermediario finanziario. Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 24 marzo 2016, n. 5919.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I sentenza 24 marzo 2016, n. 5919 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. NAPPI Aniello – Presidente – Dott. BERNABAI Renato – Consigliere – Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere – Dott. DI MARZIO Mauro – rel. Consigliere – Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere – ha pronunciato la seguente: SENTENZA...
In caso di sequestro preventivo disposto di iniziativa della polizia giudiziaria, ai sensi dell’art. 321, comma 3-bis, cod. proc. pen., non vi è obbligo di dare avviso all’indagato presente al compimento dell’atto della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia ex art. 104 disp. att. cod. proc. pen. Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 13 aprile 2016, n.15453.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE S.U.P. SENTENZA 13 aprile 2016, n.15453 Ritenuto in fatto Con ordinanza in data 17 dicembre 2014, il Tribunale di Cagliari rigettava la richiesta di riesame proposta nell’interesse di G.A. , indagato per i reati di cui agli artt. 44, comma 1, lett. b), d.P.R. n.380 del 2001, 6 e 7 d.lgs....
Anche in assenza di minacce esplicite, ai fini della sussistenza del reato di tentata estorsione si ritiene integrato il requisito della minaccia e la sua idoneità a coartare la volontà del soggetto passivo, da valutare ex ante, in ragione dell’apprezzamento delle modalità con cui la condotta è stata posta in essere, avendo riguardo alla personalità sopraffattrice del soggetto agente, alle circostanze ambientali, all’ingiustizia del profitto, alle particolari condizioni soggettive della vittima. Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 8 aprile 2016, n.14510
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI SENTENZA 8 aprile 2016, n.14510 Svolgimento del processo Con l’ordinanza indicata in epigrafe il Tribunale del Riesame di Palermo ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere applicata a T.F. con ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo del 27 novembre 2015, per i...
LEGGE 8 aprile 2016, n. 49.
LEGGE 8 aprile 2016, n. 49 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, recante misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio. (16G00058) (GU Serie Generale n.87 del...
In materia edilizia ed urbanistica il decorso del tempo non esclude il potere sanzionatorio e di controllo dell’amministrazione pubblica, ma se l’ordinanza di demolizione è stata adottata dopo molti anni dal diniego di condono (24 anni), è necessario tenere conto del legittimo affidamento del privato e dell’interesse generale. In particolare, la sentenza ha precisato che è necessaria una “congrua motivazione che indichi, avuto riguardo anche all’entità ed alla tipologia dell’abuso, il pubblico interesse, diverso da quello al ripristino della legalità, idoneo a giustificare il sacrificio del contrapposto interesse privato”. Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 8 aprile 2016, n. 1393.
Consiglio di Stato sezione VI sentenza 8 aprile 2016, n. 1393 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Sesta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3935 del 2013, proposto da Am. Pe., rappresentato e difeso dagli avvocati Ma. Bo., En. Gi. e...
