L’esposizione di una res alla pubblica fede comporta che essa si trovi “fuori dalla sfera di diretta vigilanza e quindi, affidata interamente all’altrui senso di onestà e di rispetto”, per necessità, consuetudine o destinazione naturale: la ratio della previsione risiede, quindi, come precisato acutamente da altra dottrina, nella “minorata possibilità di difesa connessa alla particolare...
Categoria: Sezioni Diritto
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 17 maggio 2017, n. 12338
Gli elementi identificativi dell’impresa commerciale, ai sensi dell’art. 2082 cod. civ., sono la professionalità e l’organizzazione, intese come svolgimento abituale e continuo dell’attività e sistematica aggregazione di mezzi materiali e immateriali, al di là della scarsezza dei beni predisposti, tanto più quando l’attività, come quella dell’agente di commercio, non necessiti di mezzi materiali e personali...
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 19 maggio 2017, n.25267
In tema di reati contro la famiglia, il reato di omesso versamento dell’assegno periodico previsto dell’art. 12 sexies della L. 1 dicembre 1970 n. 898, richiamato dall’art. 3 della L. 8 febbraio 2006 n. 54, non è configurabile esclusivamente nel caso di separazione dei genitori coniugati, ovvero di scioglimento, di cessazione degli effetti civili...
Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 25 maggio 2017, n.26257
In materia di responsabilità colposa, con particolare riguardo ai profili di colpa generica, occorre in primo luogo stabilire il contenuto della regola cautelare non scritta che si assume violata, che deve essere preesistente alla situazione di rischio che si intende prevenire, secondo canoni che sono genericamente riconducibili ai requisiti della prevedibilità ed evitabilità dell’evento pregiudizievole,...
Corte di Cassazione, sezione V penale, 25 maggio 2017, n.26297
La condotta del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio che utilizzi il telefono d’ufficio per fini personali al di fuori dei casi d’urgenza o di specifiche e legittime autorizzazioni, integra il reato di peculato d’uso se produce un danno apprezzabile al patrimonio della P.A. o di terzi, ovvero una lesione concreta alla funzionalità...
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 23 maggio 2017, n.25526
I motivi futili sono individuabili nel caso in cui la determinazione criminosa sia stata indotta da uno stimolo esterno di tale levità, banalità e sproporzione, rispetto alla gravità del reato, da apparire, secondo il comune modo di sentire, assolutamente insufficiente a provocare l’azione criminosa e da potersi considerare, più che una causa determinante dell’evento,...
Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 5 maggio 2017, n.21865
Affinché sia integrata la fattispecie sanzionata dall’art. 624 bis cod. pen., è necessario che sia accertato che il luogo nel quale è perpetrato il furto sia per sua struttura o per l’uso che se ne faccia in concreto, una destinazione legata e riservata alla esplicazione di attività proprie della vita privata della persona offesa, ancorché...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 25 maggio 2017, n.13258
1. Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità della pattuizione relativa agli interessi a carico del correntista, la banca ha l’onere di produrre gli estratti a partire dall’apertura del conto, né essa banca può sottrarsi all’assolvimento di tale onere invocando l’insussistenza dell’obbligo di conservare le scritture contabili oltre...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 22 maggio 2017, n.12842
In tema di responsabilità civile dei maestri e dei precettori, per superare la presunzione di responsabilità a loro carico di cui all’art. 2048 cod. civ., è necessaria la dimostrazione di aver esercitato la vigilanza sugli alunni nella misura dovuta e del carattere imprevedibile e repentino dell’azione dannosa SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI CIVILE...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 23 maggio 2017, n. 12972
Il genitore, separato o divorziato, a cui il figlio sia stato affidato durante la minore età, è legittimato iure proprio ad ottenere dall’altro genitore il pagamento dell’assegno per il mantenimento del figlio, quale titolare di un diritto autonomo (e concorrente con quello del minore) a ricevere il contributo alle spese necessarie a detto mantenimento;...








