Sentenza 218/2014 Giudizio Presidente CASSESE – Redattore LATTANZI Udienza Pubblica del 08/07/2014 Decisione del 09/07/2014 Deposito del 18/07/2014 Pubblicazione in G. U. Norme impugnate: Art. 83 del codice di procedura penale; decreto legislativo 08/06/2001, n. 231. Massime: Atti decisi: ord. 61/2013 SENTENZA N. 218 ANNO 2014 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA...
Categoria: Societario
DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 91. Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea
Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea. (14G00105) (GU n.144 del 24-6-2014) Vigente al: 25-6-2014 per la lettura...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 3 giugno 2014, n. 12370. Si riconosce nella clausola statutaria di prelazione-accanto al carattere pattizio, connesso con l'interesse individuale dei soci stipulanti – il carattere sociale dell'interesse (organizzativo) sotteso alla clausola stessa, che è evidentemente proprio della società come tale e trascende l'interesse individuale di ciascuno dei soci. Tale natura di regola organizzativa, del resto, costituisce la ragione per la quale si afferma che gli effetti della clausola statutaria di prelazione siano opponibili anche al terzo acquirente: perché, appunto, si tratta di una regola del gruppo organizzato alla quale non potrebbe non sottostare chiunque volesse entrare a far parte di quel gruppo.
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 3 giugno 2014, n. 12370 Svolgimento del processo Con sentenza in data 4.6.2004 il Tribunale di Pavia, in accoglimento delle domande proposte da R.R. , socio della Calcestruzzi s.r.l., nei confronti della società stessa e dei soci R.G. , Re.Gr. , C.C. , R. , S. e M.G....
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza del 10 aprile 2014, n. 8458. In tema di azioni nei confronti dell’amministratore di società, a norma dell’art.2395 c.c., il terzo è legittimato, anche dopo il fallimento della società, all’esperimento dell’azione (di natura aquiliana) per ottenere il risarcimento dei danni subiti nella propria sfera individuale, in conseguenza di atti dolosi o colposi compiuti dall’amministratore, solo se questi siano conseguenza immediata e diretta del comportamento denunciato e non il mero riflesso del pregiudizio che abbia colpito l’ente, ovvero il ceto creditorio per effetto della cattiva gestione, essendo altrimenti proponibile la diversa azione ( di natura contrattuale) prevista dall’art. 2394 c.c., esperibile, in caso di fallimento della società, dal curatore, ai sensi dell’art. 146 della legge fall.
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza del 10 aprile 2014, n. 8458 REPUBBLICA ITALIANA NEL NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE PRIMA SEZIONE CIVILE ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: Fallimento D s.r.l. – ricorrente – CONTRO EP, MS, VN – controricorrente – nonché sul ricorso incidentale...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 7 maggio 2014, n. 9846. Tenuto conto che i patti parasociali sono convenzioni atipiche, riguardanti i rapporti personali tra soci ed operanti sul piano organizzativo e gestionale, in cui taluni soci si prestano e si impegnano ad eseguire prestazioni a beneficio della società, essi integrano, pertanto, la fattispecie del contratto a favore di terzo. Di questo poi sono legittimati a pretendere l'adempimento sia la società quale terzo beneficiario, sia i soci stipulanti, moralmente ed economicamente interessati che l'obbligazione sia adempiuta nei confronti della società di cui fanno parte
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE sezione I SENTENZA 7 maggio 2014, n. 9846 Ritenuto in fatto Con la sentenza del 27 febbraio 2007, la Corte d’appello di Firenze ha confermato la decisione di primo grado con riguardo alla pronuncia di risoluzione per inadempimento del contratto, denominato “accordo parasociale”, concluso il 31 marzo 1976 fra N.B. ed...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 16 aprile 2014, n. 8871. All'Associazione di professionisti che opera in Italia si applicano le regole della società semplice
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 16 aprile 2014, n. 8871 Svolgimento del processo L’avv. C.F.P. agiva in giudizio nei confronti di R.B. , Haarman Hemmelrath & Partner Rechtsanwalte Wirtschaftsprufer Steuerberater GbR (per brevità, H.H.P.), Associazione professionale Avvocati e Dottori Commercialisti C. – R. – Haarmann Hemmelrath & Partner e Associazione Professionale Avvocati e...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 16 aprile 2014, n. 8867. La qualificazione come «non vincolante» della delibera assembleare di una società non può comportare l'esclusione della possibilità di impugnarla, in quanto in tal modo si lederebbero i diritti della minoranza
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 16 aprile 2014, n. 8867 Rilevato in fatto Che: 1. Le società Romana Tiburtina Immobiliare s.p.a., Famiglia Zeppieri s.n.c. e FINTRE s.r.l., nella loro qualità di socie della C.A.I. Centrale Acquisizioni Immobiliari s.r.l., hanno chiesto al Tribunale di Roma che, previa disapplicazione o accertamento dell’inesistenza o dell’invalidità del...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 15 aprile 2014 n. 16359. La responsabilità della persona giuridica, infatti, non è affatto esclusa laddove l'ente abbia avuto un interesse concorrente a quello dell'agente o degli agenti che, in posizione qualificata nella sua organizzazione, abbiano commesso il reato
Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 15 aprile 2014 n. 16359
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza del 5 marzo 2014 n. 5105. In caso di violazione degli obblighi specifici derivanti dall’atto costitutivo o dalla legge, la responsabilità degli amministratori di una società può essere esclusa solo nel caso, previsto dall'art. 1218 c.c., in cui l'inadempimento sia dipeso da causa non imputabile e che non poteva essere evitata né superata con la diligenza richiesta al debitore. Pertato, è tenuto al risarcimento dei danni nei confronti della società, l’amministratore che non abbia adempiuto agli obblighi tributari per mancanza di liquidità
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza del 5 marzo 2014 n. 5105 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE PRIMA SEZIONE CIVILE ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso 9391-2008 proposto da: SR DE Elettivamente domiciliati in ROMA, PIAZZALE CLODIO 22, presso l’avvocato(OMISSIS), rappresentati e difesi dall’avvocato (OMISSIS), giusta...
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 5 marzo 2014, n. 5087. Ai fini della disciplina del possesso e dell'usucapione, l'azienda, quale complesso dei beni organizzati per l'esercizio dell'impresa, deve essere considerata come un bene distinto dai singoli componenti, suscettibile di essere unitariamente posseduto e, nel concorso degli altri elementi indicati dalla legge, usucapito
Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 5 marzo 2014, n. 5087 Svolgimento del processo 1. Con atto di citazione del 19 luglio 1997, B.F. , premesso di essere unico erede dello zio B.F. senior, fu M. , deceduto il (omissis) , nel cui asse ereditario era compresa un’azienda farmaceutica in (…), da lui gestita...