Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 8 ottobre 2013, n. 22888 Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 16.7.1993 S.G. conveniva in giudizio, innanzi al Tribunale di Oristano, P.G. esponendo di essere proprietaria, pro indiviso, assieme alle germane So.Gi. e T.A. , di un immobile sito nel Comune di (omissis) , composto...
Categoria: Diritti reali e Condominio
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 9 ottobre 2013, n. 22977. Il contratto con cui alcuni degli eredi fissano le modalità di ripartizione del patrimonio ereditario fra tutti i partecipanti alla comunione ereditaria (quomodo dividendum sit) ed assegnano a ciascuno la porzione spettantegli, vincolandosi all’osservanza del concordato assetto d’interessi, è valido in quanto, non determinando direttamente lo scioglimento della comunione, non configura una vera e propria divisione ereditaria, per la cui validità soltanto è richiesta la partecipazione di tutti i coeredi alla sua conclusione
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 9 ottobre 2013, n. 22977 Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 28 luglio 1987, B.N.V. adiva il Tribunale di Genova per ottenere lo scioglimento della comunione ereditaria sui beni dell’asse ereditario del padre, B.P. , ancora in vigore tra lui e i coeredi superstiti. A...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 9 ottobre 2013, n. 22990. La costituzione coattiva della servitù di scarico oggetto di controversia è consentita anche per lo scarico di acque nere ai sensi e per gli effetti della normativa di cui agli art. 1043 e 1037 cod. civ..
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 9 ottobre 2013, n. 22990 Svolgimento del processo G.P. , A. e G. con atto di citazione del 14 marzo 2000 convenivano in giudizio davanti al Tribunale di Caltanissetta la sig.ra N. al fine di ottenere una servitù coattiva di condotta fognaria sul fondo di proprietà della convenuta....
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 19 giugno 2013, n. 15415. Ai fini della validità del Regolamento condominiale da approvare all’unanimità, l’apposizione della firma del marito comproprietario in regime di separazione dei beni non presuppone che egli abbia agito in rappresentanza della moglie, né che sia stato incaricato tacitamente dalla stessa.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II CIVILE Sentenza 19 giugno 2013, n. 15415 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. TRIOLA Roberto Michele – Presidente – Dott. BURSESE Gaetano Antonio – rel. Consigliere – Dott. NUZZO Laurenza – Consigliere – Dott....
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 7 ottobre 2013 n. 22824. Le spese generali e di manutenzione delle parti comuni dell’edificio vanno ripartite in quote uguali tra i condomini, giacché il diverso e legale criterio di ripartizione di dette spese in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascun condomino (art. 1123 c.c.) è liberamente derogabile per convenzione (come il regolamento contrattuale di condominio)
Testo integrale Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 7 ottobre 2013 n. 22824[1] Il criterio legale di ripartizione delle spese condominiali, prescritto dal combinato disposto degli artt. 1123 c.c. e 68 disp. att. c.p.c., può essere derogato, essendo disponibile il diritto di contribuzione o riparto, relativo alle delle spese, mediante convenzione che, per la...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 3 ottobre 2013 n. 22634. La delibera condominiale con la quale si addebitano ai condomini spese non pertinenti è nulla e quindi è sottratta all’osservanza del termine di impugnazione previsto dall’art. 1137 c.c.
Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 3 ottobre 2013 n. 22634[1] La delibera condominiale inficiata da nullità è sottratta all’osservanza del termine di impugnazione previsto dall’art. 1137 c.c. per le delibere condominiali solo annullabili. Nel caso specifico si trattava di una delibera incidente sui diritti individuali dei condomini, vertendosi sulla...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 30 settembre 2013, n. 22316. La formazione della cosa giudicata sulla inesistenza del diritto di servitù comporta la inammissibilità della domanda di costituzione convenzionale del medesimo diritto di servitù, precludendo la sua riproposizione in un successivo giudizio
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 30 settembre 2013, n. 22316 Svolgimento del processo 1.- F..P. conveniva in giudizio la s.r.l. La Frentana esponendo che: aveva acquistato con rogito 14.3.1991 un appartamento da M.L..V. ; che fra quest’ultima e la s.r.l. La Frentana era sorta controversia relativamente alla realizzazione di un impianto di ascensore,...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 30 settembre 2013, n. 22313. In tema di condominio, l’attività dell’amministratore, connessa ed indispensabile allo svolgimento dei suoi compiti istituzionali deve ritenersi compresa, quanto al suo compenso, nel corrispettivo stabilito al momento del conferimento dell’incarico per tutta l’attività amministrativa di durata annuale e non deve, pertanto, essere retribuita a parte
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 30 settembre 2013, n. 22313 Svolgimento del processo Con atto notificato il 15.4.2006 M.R. proponeva appello avverso la sentenza 3.12.2004 con cui il Giudice di Pace di Cava de’ Tirreni lo aveva condannato a restituire la somma di Euro 1.950,00, indebitamente trattenuta quale amministratore del Condominio, sito in...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 25 settembre 2013 n. 21947. In tema di distanze nelle costruzioni, ai sensi dell’art. 873 c.c., i provvedimenti amministrativi concessori o di sanatoria edilizia, esplicando i loro effetti sul piano dei rapporti pubblicistici tra P.A. e privato costruttore, non hanno incidenza nel rapporti tra privati, i quali hanno ugualmente facoltà di chiedere la tutela ripristinatoria apprestata dall’art. 872 c.c. per le violazioni delle distanze
Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 25 settembre 2013 n. 21947[1] In tema di distanze nelle costruzioni, ai sensi dell’art. 873 c.c., i provvedimenti amministrativi concessori o di sanatoria edilizia, esplicando i loro effetti sul piano dei rapporti pubblicistici tra P.A. e privato costruttore, non hanno incidenza nel rapporti tra...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 18 settembre 2013, n. 21395. Nell’ipotesi di preesistenza di un varco di passaggio nel muro perimetrale dell’edificio condominiale, l’apertura di altro e diverso varco da parte del singolo condomino non può essere ritenuta una semplice modalità di esercizio “ampliativa” della preesistente facoltà o in essa ricompresa ai sensi dell’art. 1027 c.c., ma determina un onere nuovo e diverso a carico del fondo servente sì da porre le premesse per la costituzione di una ulteriore servitù, imponendosi un ulteriore peso a carico delle strutture dell’edificio, escludendosi così l’ipotesi del semplice aggravio della servitù preesistente.
La massima 1. In tema di utilizzazione del muro perimetrale dell’edificio condominiale da parte del singolo condomino, costituiscono uso indebito della cosa comune, alla stregua dei criteri indicati negli artt. 1102 e 1122 c.c., le aperture praticate dal condomino nel detto muro per mettere in collegamento locali di sua esclusiva proprietà, esistenti nell’edificio condominiale, con...