Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 20 dicembre 2013, n. 28586 Fatto e diritto Ritenuto che con atto notificato il 12 luglio 1973, A.C. , B. , C. e G.G. convennero in giudizio dinanzi al Tribunale di Roma C.A. , vedova di A.C. , deceduto il (omissis) , esponendo che quest’ultimo aveva lasciato unica...
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 8 gennaio 2014, n. 130. In tema di separazione tra coniugi, al fine della quantificazione dell’assegno di mantenimento a favore del coniuge, al quale non sia addebitabile la separazione, il giudice di merito è tenuto a considerare tutte le risorse economiche dell’onerato (incluse le disponibilità monetarie gli investimenti in titoli obbligazionari ed azionari ed in beni mobili), avuto riguardo a tutte le potenzialità derivanti dalla titolarità del patrimonio in termini di redditività e capacità di spesa
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 8 gennaio 2014, n. 130 Ritenuto in fatto 1. – Con sentenza depositata il 27 aprile 2007, il Tribunale di Padova pronunciò la separazione personale dei coniugi P.B. e A.G., che addebitò al primo, ponendo a carico di quest’ultimo il versamento in favore della moglie di un assegno...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 30 dicembre 2013, n. 28716. Se viene accertata la validità della convenzione matrimoniale gli immobili di tale convenzione possono essere assegnati con divisione testamentaria ma solo per una loro quota pari al 50%
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 30 dicembre 2013, n. 28716 Svolgimento del processo Con citazione 2.4.1983 i fratelli L.V.V., L. e S., a seguito della morte del padre R. , convenivano davanti al tribunale di Foggia S.E. , con la quale lo stesso, dopo il divorzio dalla loro madre, si era risposato il...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 18 dicembre 2013, n. 28318. In tema di lavoro a termine, la Legge 28 febbraio 1987, n. 56, articolo 23 che demanda alla contrattazione collettiva la possibilita’ di individuare nuove ipotesi, ulteriori rispetto a quelle legali, di apposizione di un termine alla durata del rapporto di lavoro richiede che “i contratti collettivi di lavoro” (non qualificati quanto al loro livello) siano “stipulati con i sindacati nazionali o locali aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale” e, dunque, non richiede che il contratto collettivo debba essere nazionale, ne’ compie alcuna selezione con riferimento alla parte datoriale, che puo’ essere pertanto anche una singola azienda; ne deriva che anche un contratto aziendale, purche’ stipulato con un’organizzazione sindacale che presenti i requisiti su indicati, puo’ legittimamente individuare nuove ipotesi di apposizione del termine.
SUPREMA Corte di Cassazione Sezione Lavoro Sentenza 18 dicembre 2013, n. 28318 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. LAMORGESE Antonio – Presidente Dott. NOBILE Vittorio – Consigliere Dott. MANCINO Rossana – Consigliere Dott. PAGETTA Antonella – rel. Consigliere...
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 7 gennaio 2014, n. 69. Illecito disciplinare per il magistrato colpevole di gravi e reiterati ritardi di deposito di oltre 30 sentenze civili di cui ventiquattro con ritardi superiori all’anno (quattordici, con ritardi di oltre 400 giorni, con un massimo di giorni 496, sei, dopo oltre 500 giorni con un massimo di giorni 561 e quattro, oltre i seicento giorni), omettendo anche il deposito di 22 sentenze di lavoro e 15 provvedimenti che si era riservato di decidere
Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 7 gennaio 2014, n. 69 Svolgimento del processo Il dr. V.R. , giudice presso il Tribunale di Ferrara, è stato incolpato dell’illecito disciplinare di cui agli artt. 1 e 2, comma 1, lett. a, del D.lgs. 23 febbraio 2006 n. 109, perché, dopo essere già incorso in alcuni...
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 7 gennaio 2014, n. 62. Qualora la P.A. bandisca l’asta pubblica per l’alienazione di un bene in relazione al quale esistano titolari del diritto di prelazione, che non partecipino all’asta, ma in favore dei quali il bene venga trasferito allo stesso prezzo dell’aggiudicazione, la controversia promossa dal soggetto destinatario della proposta di aggiudicazione contro l’Amministrazione ed i prelazionari, benché introdotta da soggetto titolare di un mero interesse legittimo in quanto non aggiudicatario definitivo, e prospettata sotto il profilo della illegittimità dei provvedimenti con cui l’ente pubblico ha disposto il successivo trasferimento del bene, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario
Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 7 gennaio 2014, n. 62 Ritenuto in fatto 1. – Il Comune di Tricarico, con deliberazione consiliare n. 28 del 9 febbraio 2007, dispose una gara per la vendita di un immobile di proprietà comunale adibito a ristorante pizzeria, occupato dalla società SO.GE.I.TUR. di Rocco Albanese & C....
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 17 dicembre, n. 50916. In tema di durata della custodia cautelare, ai fini della individuazione del termine di fase nel caso di condanna (in primo o in secondo grado) per piu’ reati avvinti dalla continuazione, occorre avere riguardo alla pena complessivamente irrogata per tutti i reati per i quali e’ in corso la misura coercitiva e non alle singole componenti della sanzione inflitta
Corte di Cassazione Sezione I Sentenza 17 dicembre 2013, n. 50916 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CHIEFFI Severo – Presidente Dott. ZAMPETTI Umberto – Consigliere Dott. CAPRIOGLIO Piera M. – rel. Consigliere Dott. CASA Filippo – Consigliere Dott. BONI...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 17 dicembre 2013, n. 50929. Deve essere esclusa la veste di persona offesa in capo al privato danneggiato allorche’ si versi in ipotesi di abuso (edilizio) finalizzato unicamente a procurare a se’ o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 17 dicembre 2013, n. 50929 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. TERESI Alfredo – Presidente Dott. MARINI Luigi – Consigliere Dott. ANDREAZZA Gastone – rel. Consigliere Dott. SCARCELLA Alessio – Consigliere Dott. ANDRONIO Alessandro...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 17 dicembre, n. 50928. L’art. 525 c.p.p. esige che a deliberare la sentenza concorrano a pena di nullità assoluta gli stessi giudici che hanno partecipato al dibattimento.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 17 dicembre 2013, n. 50928 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. TERESI Alfredo – Presidente Dott. FRANCO Amedeo – Consigliere Dott. MULLIRI Guicla – Consigliere Dott. ORILIA Lorenzo – rel. Consigliere Dott. RAMACCI...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 7 gennaio 2014, n. 108. L’assegno divorzile non richiesto in sede di divorzio, può essere richiesto successivamente, con il procedimento ex art. 9 L. Divorzio: il giudice dovrà esaminare i presupposti per il riconoscimento dell’assegno e non già il mutamento di circostanze
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 7 gennaio 2014, n. 108 Fatto e diritto In un procedimento di modifica delle condizioni di divorzio tra M.S. e G.A., il Tribunale di Taranto, con decreto del 26/02/2010, escludeva un assegno a carico del marito per la moglie, non previsto in sede di divorzio consensuale. La Corte...