Consiglio di Stato sezione VI sentenza 4 settembre 2015, n. 4114 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE SESTA ha pronunciato la presente SENTENZA SENTENZA PARZIALE E CONTESTUALE ORDINANZA DI RINVIO PREGIUDIZIALE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA sul ricorso numero di registro generale 2384 del 2013,...
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 1 settembre 2015, n. 4098. La nomina del relatore di una causa non è un atto di natura giurisdizionale. Il principio fondamentale che regola l’assegnazione del lavoro ai magistrati deve essere quello enunciato dall’art. 25, primo comma, della Costituzione, secondo il quale “nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge” (c.d. principio del giudice naturale). Tale principio implica che il giudice di ogni controversia deve essere precostituito, ovvero deve essere determinato in base a criteri generali con riferimento a situazioni astratte che non si siano ancora verificate e che si realizzeranno solo in futuro
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 1 settembre 2015, n. 4098 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUARTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 586 del 2015, proposto da: Pi.Li. ed altri, rappresentati e difesi dall’avv. Gi.Ab., con domicilio eletto presso...
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 24 luglio 2015, n. 15573. Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto l’impugnazione del provvedimento con il quale l’Ufficio provinciale della Motorizzazione civile, per effetto dell’azzeramento dei punti, disponga la sottoposizione del trasgressore a revisione della patente di guida mediante nuovo esame di idoneità tecnica
Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 24 luglio 2015, n. 15573 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROVELLI Luigi Antonio – Primo Presidente f.f. Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella – Presidente Sezione Dott. RORDORF Renato – Presidente Sezione Dott. DI...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 3 settembre 2015, n. 17550. L’omessa indicazione, nell’intestazione della sentenza, del nome di una delle parti determina la nullità della sentenza stessa solo in quanto riveli che il contraddittorio non si è regolarmente costituito a noma dell’art. 101 c.p.c. o generi incertezza circa i soggetti ai quali la decisione si riferisce
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 3 settembre 2015, n. 17550 In fatto Con ricorso del 28.6.2010 gli odierni ricorrenti indicati in epigrafe, adivano, insieme con altri, la Corte d’appello di Roma per ottenere la condanna del Ministero dell’Economia e delle Finanze al pagamento di un equo indennizzo, ai sensi dell’art.2 della legge 24...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 23 luglio 2015, n. 15542. In tema di disciplina relativa alla patente a punti, il principio che deve essere posto a base dell’art. 126-bis, comma 2, del Codice della Strada è quello dell’autonomia delle due condotte sanzionabili – quella relativa all’infrazione presupposta e quella attinente all’omessa o ritardata comunicazione delle generalità del conducente – in cui la seconda è prevista a garanzia dell’interesse pubblicistico relativo alla tempestiva identificazione del responsabile, tutelabile di per sé e non in quanto collegato all’effettiva commissione di un precedente illecito – ovviamente essendo comunque necessaria l’allegazione, pur se poi dimostratasi infondata, della sua perpetrazione – ed è dunque indipendente dalla esistenza e dagli esiti di una concorrente impugnativa attinente alla legittimità dell’accertamento dell’illecito presupposto
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 23 luglio 2015, n. 15542 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BUCCIANTE Ettore – Presidente Dott. BIANCHINI Bruno – rel. Consigliere Dott. PETITTI Stefano – Consigliere Dott. ORICCHIO Antonio – Consigliere Dott. ABETE...
Corte di Cassazione, sezione II, 2 settembre 2015, n. 17459. Per la configurabilità dei possesso “ad usucapionem”, è necessaria la sussistenza di un comportamento continuo, e non interrotto, inteso inequivocabilmente ad esercitare sulla cosa, per tutto il tempo all’uopo previsto dalla legge, un potere corrispondente a quello del proprietario o del titolare di uno “ius in re aliena”, un potere di fatto, corrispondente al diritto reale posseduto, manifestato con il compimento puntuale di atti di possesso conformi alla qualità e alla destinazione della cosa e tali da rilevare, anche esternamente, una indiscussa e piena signoria sulla cosa stessa contrapposta all’inerzia del titolare del diritto. Nè è denunciabile, in sede di legittimità, l’apprezzamento del giudice di merito in ordine alla validità degli eventi dedotti dalla parte, al fine di accertare se, nella concreta fattispecie, ricorrano o meno gli estremi di un possesso legittimo, idoneo a condurre all’usucapione, ove, come nel caso, sia congruamente logica e giuridicamente corretta. Alla cassazione della sentenza si può giungere solo quando la motivazione sia incompleta, incoerente ed illogica e non quando il giudice del merito abbia valutato i fatti in modo difforme dalle aspettative e dalle deduzione di parte
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 2 settembre 2015, n. 17459 Svolgimento del processo Con citazione del 6 e 10.6 1996 R. C., premesso che dal 2.5.1967 aveva posseduto ininterrottamente uti dominus la casa di abitazione in Foggia via Caldara IV piano intestata a G.L. e di aver appreso che, quest’ultima l’ l 1,.2.1987...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 23 luglio 2015, n. 15543. Il legittimo impedimento a comparire possa essere posto alla base dell’istanza di revoca della detta ordinanza per sino nell’ipotesi in cui esso non sia stato neppure portato a conoscenza del giudice di merito entro l’udienza fissata per la comparizione delle parti. In ogni caso va provato che tale impedimento sia stato improvviso, imprevedibile ed indipendente dalla volonta’ dell’opponente o del procuratore. Nel caso di specie il Tribunale, ritenuto che l’ostacolo alla comparizione in udienza allegato dal ricorrente non fosse stato sufficientemente provato e, dunque, non potesse integrare i requisiti del legittimo impedimento di cui alla Legge n. 689 del 1981, articolo 23, comma 5 e’ giunto a confermare l’ordinanza pronunciata nel precedente grado di giudizio.
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 23 luglio 2015, n. 15543 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BUCCIANTE Ettore – Presidente Dott. BIANCHINI Bruno – Consigliere Dott. PETITTI Stefano – rel. Consigliere Dott. ORICCHIO Antonio – Consigliere Dott. ABETE...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 24 luglio 2015, n. 15566. Deve ritenersi rituale la notifica dell’avviso di udienza effettuata presso la Cancelleria della Corte di cassazione nei confronti del difensore già cancellato dall’albo degli avvocati di appartenenza
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 24 luglio 2015, n. 15566 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. RORDORF Renato – Presidente Dott. NAPPI Aniello – Consigliere Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere Dott. DI VIRGILIO Maria Rosa – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 24 luglio 2015, n. 15563. Il giudizio di opposizione allo stato passivo è regolato dal principio dispositivo, sicché al creditore, la cui domanda ex art. 93 della legge fallimentare sia stata respinta dal giudice delegato, è fatto onere di produrre nuovamente, dinanzi al tribunale, nel corrispondente procedimento ex art. 99 legge cit., la documentazione già depositata in sede di verifica del passivo, che non può essere acquisita ex officio
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 24 luglio 2015, n. 15563 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CECCHERINI Aldo – Presidente Dott. NAPPI Aniello – Consigliere Dott. DIDONE Antonio – Consigliere Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – rel. Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 3 settembre 2015, n. 17579. Le condizioni generali di contratto predisposte mediante moduli o formulali che, in relazione a rapporti ad esecuzione continuata o periodica, predispongano anche il termine di durata del rapporto non rientrano, di per sé sole, fra le clausole particolarmente onerose. Esse non equivalgono alla tacita proroga o rinnovazione del contratto, poiché attengono alla durata inizialmente stabilita; non all’obbligo di prorogarne la scadenza
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 3 settembre 2015, n. 17579 Svolgimento del processo Con atto di citazione del 2010 la s.a.s. Alpina Games II di Alberini G. & C ha convenuto davanti al Tribunale di Trento la s.n.c. Teos di Matteo Pelanda & C, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni per inadempimento...