Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 12 febbraio 2016, n. 2830 Svolgimento del processo Con sentenza n. 6956/2012, depositata il 27 settembre 2012, la Corte di appello di R. respingeva l’appello proposto da SKY Italia s.r.l. e confermava la sentenza di primo grado, con la quale il Tribunale di Roma, in accoglimento del ricorso...
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 22 gennaio 2016. Il lavoro di pubblica utilità, indicato nelle norme citate, può essere svolto anche prima del passaggio in giudicato della condanna alla stregua del dettato normativo richiamato e secondo cui, in riferimento all’eventuale revoca della sostituzione in caso di violazione degli obblighi connessi, è prevista la competenza del “giudice che procede” oltre che del “giudice dell’esecuzione”.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE IV sentenza 22 gennaio 2016 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. D’ISA Claudio – Presidente – Dott. BLAIOTTA Rocco Marco – Consigliere – Dott. MONTAGNI Andrea – Consigliere – Dott. PEZZELLA Vincenzo – Consigliere – Dott. TANGA Antonio L. – rel. Consigliere – ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso...
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 8 febbraio 2016, n. 503. Il principio per cui, di norma, non esistono controinteressati rispetto all’impugnazione degli strumenti di programmazione, incontra un’eccezione laddove oggetto del gravame sia una variante al piano urbanistico comunale che abbia un oggetto del tutto specifico e circoscritto, nonché nei casi in cui risulti evidente l’esistenza di posizioni specifiche in capo a soggetti interessati al mantenimento dell’atto che determinano la loro qualità di controinteressati
Consiglio di Stato sezione VI sentenza 8 febbraio 2016, n. 503 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Sesta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3327 del 2015, proposto da: Bi. Wi. s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e...
Consiglio di Stato, sezione IV, ordinanza 9 febbraio 2016, n. 538. La formazione di un silenzio-assenso in materia di paesaggio o ambiente si pone in contrasto con i principi comunitari che impongono l’esplicitazione delle ragioni di compatibilità ambientale, con l’adozione di eventuali prescrizioni correttive, sulla base di un’analisi sintetico-comparativa per definizione incompatibile con un modulo tacito di formazione della volontà amministrativa
Consiglio di Stato sezione IV ordinanza 9 febbraio 2016, n. 538 REPUBBLICA ITALIANA Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Quarta ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 8312 del 2014, proposto da: To.Im. s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Roberto Maria Izzo, con...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 19 gennaio 2016, n. 1923. In caso di contestazione del delitto di circonvenzione di incapaci, una volta che l’accusa abbia provato l’abuso, da parte dell’agente, dello stato di infermità o deficienza psichica e l’induzione al compimento di atti dannosi diventa del tutto irrilevante il comportamento tenuto dal circuito quando era compos sui, proprio perché, stante la sua condizione patologica, diventa impossibile stabilire se – ove fosse stato compos sui – avrebbe tenuto o continuato a tenere quel determinato comportamento, con la conseguenza che quegli stessi atti che prima dello stato di incapacità erano normali e incensurabili diventano anomali e punibili penalmente se compiuti in uno stato di incapacità
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 19 gennaio 2016, n. 1923 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PRESTIPINO Antonio – Presidente Dott. DIOTALLEVI Giovanni – Consigliere Dott. RAGO Geppino – rel. Consigliere Dott. IMPERIALI Luciano – Consigliere Dott. ALMA...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 18 gennaio 2016, n. 1856. Benché la domanda di riconoscimento degli interessi legali sull’indennità a titolo di riparazione per l’ingiusta detenzione ben possa sopravvenire nel corso del giudizio (attesa la relativa natura corrispettiva e non moratoria), deve ritenersi comunque indispensabile, ai fini del ridetto riconoscimento, che l’istante proponga formalmente la corrispondente domanda, diversamente dovendo ritenersi che l’eventuale pronuncia di riconoscimento del giudice avvenga inammissibilmente ultra petita, in violazione del principio generale di diritto processuale sancito dall’art. 112 c.p.c., ai sensi del quale “il giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 18 gennaio 2016, n. 1856 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CIAMPI Francesco M. – Presidente Dott. DOVERE Salvatore – Consigliere Dott. SERRAO Eugenia – Consigliere Dott. BELLINI Ugo – Consigliere Dott. DELL’UTRI...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 2 febbraio 2016, n. 1978. Non integra violazione del dovere di diligenza ex articolo 2104 del Cc, l’omissione da parte del lavoratore, di una condotta che non sia prevista tra quelle contrattualmente dovute né comunque risulti ai fini della prestazione di lavoro, ad esse complementare o accessoria; Non integra violazione dell’obbligo di fedeltà, di cui all’articolo 2105 del cc, anche inteso come generale dovere di leale cooperazione nei confronti del datore di lavoro a tutela degli interessi dell’impresa l’omissione da parte del lavoratore di condotte che, oltre a non rientrare nell’ambito delle prestazioni contrattualmente dovute, siano connesse a superiori livelli di controllo e di responsabilità, in presenza di un assetto dell’impresa caratterizzato da accentuata complessità e articolazione organizzativa; In tema di licenziamento per giusta causa, deve aversi riguardo, nella valutazione dell’idoneità della condotta extra lavorativa del dipendente a incidere sulla persistenza dell’elemento fiduciario, anche alla natura e alla qualità del rapporto, al vincolo che esso comporta e al grado di affidamento che sia richiesto dalle mansioni espletate.
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 2 febbraio 2016, n. 1978 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROSELLI Federico – Presidente Dott. MAMMONE Giovanni – Consigliere Dott. BRONZINI Giuseppe – Consigliere Dott. NEGRI DELLA TORRE Paolo – rel. Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 2 febbraio 2016, n. 1914. Avverso l’ordinanza pronunciata dal giudice d’appello ai sensi dell’articolo 348 ter codice procedura civile e’ sempre ammissibile ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell’articolo 111 Cost., comma 7 limitatamente ai vizi propri della medesima costituenti violazioni della legge processuale che risultino compatibili con la logica (e la struttura) del giudizio sotteso all’ordinanza in questione, dovendo in particolare escludersi tale compatibilita’ in relazione alla denuncia di omessa pronuncia su di un motivo di appello, attesa la natura complessiva del giudizio prognostico, necessariamente esteso a tutte le impugnazioni relative alla medesima sentenza nonche’ a tutti i motivi di ciascuna impugnazione, e potendo, in relazione al silenzio serbato in sentenza su di un motivo di censura, eventualmente porsi (nei termini e nei limiti in cui possa rilevare sul piano impugnatorio) soltanto un problema di motivazione
Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 2 febbraio 2016, n. 1914 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROVELLI Luigi Antonio – Primo Presidente f.f. Dott. CICALA Mario – Presidente di Sez. Dott. AMOROSO Giovanni – Presidente di Sez. Dott....
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 2 febbraio 2016, n. 1906. La disposizione contenuta nella Deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas (AEEG), n. 200 del 1999, che prescrive agli esercenti l’attività di distribuzione dell’energia elettrica, di“Offrire al cliente almeno una modalità gratuita di pagamento della bolletta”, non comporta la modifica, né l’integrazione, del regolamento di servizio del settore e, di conseguenza, l’integrazione dei contratti di utenza che prevedono il pagamento delle spese di spedizione delle bollette. Esclusa l’operatività dell’articolo 1339 codice civile, che concerne l’integrazione del contratto per effetto di norme imperative, resta inapplicabile anche l’art. 1374 c.c., che postula l’integrazione del contratto per gli aspetti non regolati dalle parti, e dove le norme svolgono una funzione di carattere suppletiva rispetto alle determinazioni pattizie
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 2 febbraio 2016, n. 1906 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 3 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VIVALDI Roberta – Presidente Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere Dott. CARLUCCIO Giuseppa –...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 1 febbraio 2016, n. 1863. Il coniuge più debole può chiedere l’assegno di mantenimento al giudice italiano dopo che un giudice di uno Stato estero ne abbia dichiarato il divorzio
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 1 febbraio 2016, n. 1863 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI PALMA Salvatore – Presidente Dott. DOGLIOTTI Massimo – Consigliere Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere Dott. BISOGNI Giacinto – rel. Consigliere...