Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 7 aprile 2016, n. 6751 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FORTE Fabrizio – Presidente Dott. BERNABAI Renato – rel. Consigliere Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Consigliere Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere...
Categoria: Sentenze – Ordinanze
In caso di malattia del dipendente, la concessione, di fatto, da parte del datore di lavoro, del periodo di aspettativa previsto dal c.c.n.l. di categoria, ancorché richiesto allorquando il periodo di comporto sia già esaurito, non elimina l’effetto di giustificare l’assenza sino allo scadere del periodo di aspettativa, restando escluso che il licenziamento intimato pochi giorni dopo l’esaurimento della detta aspettativa, possa considerarsi illegittimo, sia sotto il profilo della rinuncia tacita al recesso per superamento del comporto, sia sotto il profilo dell’affidamento del dipendente circa la prosecuzione del rapporto. Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 6 aprile 2016, n. 6697.
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 6 aprile 2016, n. 6697 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI CERBO Vincenzo – Presidente Dott. NEGRI DELLA TORRE Paolo – Consigliere Dott. BALESTRIERI Federico – rel. Consigliere Dott. BERRINO Umberto – Consigliere...
A meno di un dolo di calunnia, chi rende dichiarazioni al pubblico ministero che comportino il rischio dell’esercizio dell’azione penale nei confronti di altri non è responsabile del danno consistente nel concreto avvio di un procedimento penale a carico della persona cui le dichiarazioni si riferiscono. Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 7 aprile 2016, n. 6786.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 7 aprile 2016, n. 6786 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SALME’ Giuseppe – Presidente Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Consigliere Dott. DE STEFANO Franco – rel. Consigliere Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere...
Va disposta la cancellazione dalla Sezione speciale degli avvocati stabiliti per il legale che abbia conseguito il titolo in Romania presso una struttura diversa rispetto all’unica riconosciuta dal Ministero della Giustizia italiano attraverso il «Sistema di informazione del mercato interno» dell’Unione europea. Corte di Cassazione, sezioni unite, ordinanza 4 aprile 2016, n. 6463.
Suprema Corte di Cassazione sezioni unite ordinanza 4 aprile 2016, n. 6463 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. RORDORF Renato – Primo Presidente f.f. Dott. AMOROSO Giovanni – Presidente di Sez. Dott. NOBILE Vittorio – Presidente di Sez. Dott. MAMMONE...
Il giudizio di proporzionalità tra violazioni contestate e provvedimenti adottati dal datore di lavoro si sostanzia nell’apprezzamento della gravità dell’inadempimento del lavoratore nonché dell’adeguatezza della sanzione da compiersi attraverso la valutazione non solo delle circostanze oggettive, ma anche delle modalità soggettive della condotta in quanto incidenti sulla determinazione della gravità della trasgressione e, quindi, della legittimità della sanzione. Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 4 aprile 2016, n. 6442.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 4 aprile 2016, n. 6442 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE L Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CURZIO Pietro – Presidente Dott. ARIENZO Rosa – Consigliere Dott. FERNANDES Giulio – Consigliere Dott. GARRI Fabrizia – Consigliere Dott....
L’assicurazione risponde per il soggetto che non ha modificato l’auto pur avendo una protesi al braccio destro e abbia avuto un sinistro. La situazione non è equiparabile alla guida senza patente. Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 1 aprile 2016, n. 6403.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 1 aprile 2016, n. 6403 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 6 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ARMANO Uliana – Presidente Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere Dott. BARRECA Giuseppina Luciana –...
Deve ritenersi illegittimo il diniego di rinnovo di permesso di soggiorno opposto ad un cittadino extracomunitario per una condanna penale risalente nel tempo, senza aver valutato l’intervenuta dichiarazione di estinzione del suddetto reato per assenza di mende nel quinquennio successivo alla condanna. Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 12 aprile 2016, n. 1423.
Consiglio di Stato sezione III sentenza 12 aprile 2016, n. 1423 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Terza ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 5688 del 2010, proposto da: Ministero dell’Interno, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata...
Sussiste l’obbligo dell’Amministrazione di pronunciarsi, anche in assenza di un termine perentorio stabilito in via normativa, sulla base del principio generale per il quale ogni procedimento amministrativo ha un termine. Tale principio consente di fondare la legittimazione ad agire attraverso la procedura del silenzio, quando sono stati superati limiti ragionevoli e non sussistono cause giustificative oggettivamente rilevabili o formalmente dichiarate dall’Amministrazione con atti interlocutori. In tali casi sussiste l’interesse tutelato delle parti alla conclusione del procedimento di emersione, anche se poi spetterà al giudice di valutare se vi sono le condizioni per fissare un termine e quale debba essere questo termine in relazione al tempo trascorso e alla esistenza o meno di cause giustificative. Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 12 aprile 2016, n. 1425.
Consiglio di Stato sezione III sentenza 12 aprile 2016, n. 1425 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Terza ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 7564 del 2015, proposto da: Mo. Gu., rappresentato e difeso dall’avv. Fr. Nu., con domicilio eletto presso...
E’ legittima la domanda di oblazione proposta nel termine di 15 giorni dalla notificazione del decreto penale di condanna di cui al comma 1 dell’art. 461 c.p.p., ancorché non contenuta nell’atto di opposizione, dovendosi interpretare la contestualità di cui all’art. 464, comma 2, c.p.p. non già come contestualità di contenuti dell’atto processuale, ma come contestualità temporale riferita al termine di decadenza per la ammissibilità dell’opposizione alla condanna per decreto. Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 15 aprile 2016, n. 15785.
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 15 aprile 2016, n. 15785 Fatto e diritto La Corte ritenuto in fatto e considerato in diritto 1. Con atto del 22 luglio 2014 F.P. e gli altri otto imputati del reato di cui all’art. 677 c.p. co. 3 destinatari del decreto penale di condanna n. 323 adottato...
Non sussiste un concorso formale tra calunnia e diffamazione, ma sussiste, per il principio di specialità, il solo reato di calunnia. Invero, gli stessi fatti che sostanziano la falsa incolpazione rientrano nella fattispecie astratta dei due delitti, in quanto con la specifica falsa attribuzione di un reato nei confronti della persona offesa si realizzano non solo gli estremi della calunnia, ma anche l’offesa della “reputazione” e la comunicazione “con più persone”, sicché la calunnia si pone con carattere assorbente in rapporto di specialità rispetto alla diffamazione. Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 15 aprile 2016, n. 15851.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 15 aprile 2016, n. 15851 Ritenuto in fatto 1. L’avv. B.V. ricorre personalmente avverso la sentenza in epigrafe, con la quale la Corte d’Appello di Bologna, in parziale riforma di quella emessa in primo grado dal Tribunale di Parma nei confronti del ricorrente e di Br.Gi. , ha,...