SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I SENTENZA 3 febbraio 2014, n. 2324 Fatto e diritto Rilevato che in un giudizio di convalida del sequestro conservativo richiesto ed ottenuto (fino alla concorrenza di Euro 180.000,00) dalla società Centro Servizi srl sui beni della signora R.A. , amministratrice della società, per le irregolarità denunciate, il Tribunale di...
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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 27 gennaio 2014, n. 1608. L’individuabilita’ della persona offesa o di cui sono stati resi pubblici dati sensibili non ne postula l’esplicita indicazione del nominativo, essendo sufficiente che essa possa venire individuata anche per esclusione in via deduttiva, tra una categoria di persone, a nulla rilevando che in concreto tale individuazione avvenga nell’ambito di un ristretto gruppo di persone
Suprema Corte di Cassazione sezione III Sentenza 27 gennaio 2014, n. 1608 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BERRUTI Giuseppe Maria – Presidente Dott. MASSERA Maurizio – rel. Consigliere Dott. ARMANO Uliana – Consigliere Dott. SESTINI Danilo – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 21 gennaio 2014, n. 1142. La dichiarazione di anticipazione delle spese da parte del difensore, ove contenuta in un ricorso per cassazione o in un controricorso da lui redatti sulla base di una procura nulla (come nella specie quella di cui ad un atto del giudizio di merito), rimane travolta da tale nullita’ e dalla conseguente inammissibilita’ del ricorso o controricorso. Ne consegue che, qualora la parte si costituisca con una procura per scrittura privata autentica o notarile in funzione dell’adunanza o dell’udienza della Corte di cassazione, senza che il difensore formuli dichiarazione di anticipazione e richiesta di distrazione, la statuizione sulle spese deve avvenire senza distrazione
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 21 gennaio 2014, n. 1142 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 3 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SEGRETO Antonio – Presidente Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere Dott. AMBROSIO Annamaria – Consigliere Dott. FRASCA Raffaele – rel. Consigliere...
Corte di Cassazione, ordinanza 31 gennaio 2014, n. 2109. Non può essere qualificato come atto di precetto ai sensi dell’art. 480 cod. proc. civ. l’invito al pagamento rivolto dal creditore al proprio debitore quando, per la carenza dei requisiti richiesti da detta norma (in specie, l’intestazione, l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo, l’indicazione delle parti, la sottoscrizione del creditore e/o del suo difensore, l’elezione di domicilio o la dichiarazione di residenza), non sia riconoscibile come atto di precetto, pur se fatto notificare unitamente al titolo esecutivo
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 31 gennaio 2014, n. 2109 Premesso in fatto È stata depositata in cancelleria la seguente relazione: “1.- Con la sentenza impugnata il Giudice di Pace di Ischia ha accolto l’opposizione proposta da M.M. avverso l’atto, qualificato dallo stesso giudice come atto di precetto, notificato ad istanza di T.P....
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 3 febbraio 2014, n. 2236. No ha diritto al mantenimento il figlio che si rifiuta di lavorare in un’azienda del padre
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 3 febbraio 2014, n. 2236 Rilevato che 1. Il Tribunale di Ancona, con sentenza n. 63/12, ha dichiarato la cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto ad Ancona il 10 luglio 1977 fra I.M. e F.C. Ha respinto la domanda di imposizione al C. dell’obbligo di versare un...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 30 gennaio 2014, n. 4392. Il reato di cui all’art. 651 cod.pen. si perfeziona con il semplice rifiuto di fornire al pubblico ufficiale indicazioni circa la propria identità personale, per cui è irrilevante, ai fini dell’integrazione dell’illecito, che tali indicazioni vengano successivamente fornite o che l’identità del soggetto sia facilmente accertata per la conoscenza personale da parte del pubblico ufficiale o per altra ragione. Il rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale – punito dall’art. 651 cod. pen. – va riferito peraltro non solo al nome e cognome ma a tutte le altre informazioni richieste (residenza, luogo di nascita ed altro) utili a definire la pronta identificazione del soggetto interessato. Nel caso di specie pur essendo identificato dai pubblici ufficiali invitato a scendere dalla propria auto non vi provvede. L’atto di forza perpetrato è atto violento ed abitrario in assenza di pericoli reali
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 30 gennaio 2014, n. 4392 Ritenuto in fatto 1. K.E. e V.E. sono stati assolti in primo grado dal Gup presso il Tribunale di Trieste dalle imputazioni loro mosse ai sensi degli artt. 337 cp (capo A per la non punibilità del fatto in ragione dell’art. 393 bis...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 31 gennaio 2014, n. 4967. La natura contravvenzionale della trasgressione impone al soggetto agente di astenersi diligentemente dalla guida ove abbia assunto, per qualsivoglia, anche giustificata, ragione, alcolici o misture, rimedi, prodotti e farmaci contenenti alcol
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 31 gennaio 2014, n. 4967 Ritenuto in fatto 1. Il GIP del Tribunale di Busto Arsizio, con sentenza del 17/3/2010, dichiarato D.O. colpevole del reato di cui all’art. 186, comma 2, lett. b) del cod. della str., per essersi posto alla guida di un’autovettura in stato d’ebbrezza (1,64/1,59...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 31 gennaio 2014, n. 2186. L’art. 1, comma 2, della direttiva n. 84/5 CEE del Consiglio, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione degli autoveicoli, impone ai medesimi di innalzare il massimale di assicurazione fino alle soglie minime ivi indicate. Il successivo art. 5, comma 1, dispone l’obbligo di conformazione per gli Stati membri entro il 31 dicembre 1987, ovvero (comma 3, lettera b) entro la data del 31 dicembre 1990 ma solo a condizione, in tale ultima ipotesi, che entro il 31 dicembre 1987 fossero state aumentate le garanzie di almeno la metà della differenza tra gli importi in vigore alla data del 1 gennaio 1984 e gli importi di cui all’art. 1, comma 2. Pertanto, avendo lo Stato italiano adeguato la propria normativa soltanto col d.P.R. 9 febbraio 1990, entrato in vigore il 1 luglio 1990, senza rispettare l’obbligo di adeguamento intermedio di cui all’art. 5, comma 3, lettera b), della direttiva stessa, esso deve considerarsi inadempiente a decorrere dal 31 dicembre 1987; ne consegue che, per i sinistri verificatisi fino al 30 giugno 1990, il massimale minimo di assicurazione, applicabile anche nei confronti del Fondo di garanzia per le vittime della strada, si deve individuare applicando direttamente i valori di cui all’art. 1, comma 2, della direttiva n. 84/5 CEE (nella specie, in presenza di una sola vittima, il massimale è pari a lire 630 milioni)
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 31 gennaio 2014, n. 2186 Svolgimento del processo 1. In data (omissis) P.G. rimaneva vittima di un incidente stradale. Citava quindi a giudizio, davanti al Tribunale di Grosseto, B.P. , conducente del mezzo antagonista, e la s.p.a. Tirrena di assicurazione, chiedendo il risarcimento dei relativi danni. Il Tribunale...
Corte di Cassazione, sezione VI, Ordinanza 28 gennaio 2014, n. 1725. In caso di licenziamento illegittimo, il datore non può detrarre dal risarcimento del danno il trattamento pensionistico percepito dal lavoratore non potendo ritenersi tale attribuzione acquisita, se non in modo apparente e del tutto precario, al suo patrimonio
Suprema Corte di Cassazione sezione VI Ordinanza 28 gennaio 2014, n. 1725 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE L Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. LA TERZA Maura – Presidente Dott. MANNA Antonio – Consigliere Dott. BLASUTTO Daniela – Consigliere Dott. FERNANDES Giulio – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 31 gennaio 2014, n. 2147. Lo scontrino non può avere valenza probatoria del versamento del corrispettivo dei beni in questione , avuto riguardo alla natura obbligatoria della sua emissione al momento della consegna della merce all’acquirente, a prescindere dal concreto pagamento del prezzo relativo, quando sulla base della valutazione delle deposizioni testimoniali non è provato che fosse stato corrisposto il saldo del corrispettivo ancora dovuto
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 31 gennaio 2014, n. 2147 Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 23.4.1998, la Bianchi & Bellini s.n.c., rivenditrice di mobili, conveniva in giudizio, innanzi al Tribunale di La Spezia, Z.C. per sentirlo condannare al pagamento della somma di 12.600.000, a saldo dell’acquisto di una sala...