Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 14 febbraio 2014, n. 3559 Rilevato che 1. Il Tribunale per i minorenni di Napoli con sentenza del 4 novembre 2009 ha dichiarato non luogo a provvedere in merito alla richiesta dichiarazione di paternità di G.G., proposta dalla madre C.G. nei confronti di C.C., per avere quest’ultimo provveduto...
Categoria: Corte di Cassazione
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 11 febbraio 2014, n. 6384. Anche le telefonate e gli sms possono integrare il reato di stalking se pongono il destinatario in un perdurante stato di ansia e di paura
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 11 febbraio 2014, n. 6384 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo – Presidente Dott. GRILLO Renato – Consigliere Dott. AMORESANO Silvio – Consigliere Dott. ORILIA Lorenzo – rel. Consigliere Dott. GAZZARA...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 14 febbraio 2014, n. 7249. Colpevole del reato di cui all’art. 73, comma 1 bis, d.p.R. 309 del 1990, per avere detenuto a scopo di spaccio circa gr. 400 di sostanza stupefacente tipo hashish e, riconosciuta l’attenuante di cui all’art. 73, quinto comma, d.p.R. 309 del 1990 e le attenuanti generiche. il giudice del merito ha fatto corretta applicazione della norma di cui all’art. 73, quinto comma, d.p.R. 309 del 1990 e della giurisprudenza di questa Corte in proposito, secondo la quale il giudice è tenuto a valutare complessivamente tutti gli elementi indicati dalla noma sia quelli concernenti l’azione, sia quelli attinenti all’oggetto materiale
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 14 febbraio 2014, n. 7249 Svolgimento del processo Con la sentenza in epigrafe il giudice del tribunale di Urbino dichiarò P.T. colpevole del reato di cui all’art. 73, comma 1 bis, d.p.R. 309 del 1990, per avere detenuto a scopo di spaccio circa gr. 400 di sostanza stupefacente...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 24 gennaio 2014, n. 1508. La società trasferita all’estero non si estingue, a prescindere dal carattere fittizio del trasferimento. Il giudice italiano mantiene la giurisdizione per la dichiarazione del fallimento
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I CIVILE sentenza 24 gennaio 2014, n. 1508 Svolgimento del processo 1. Nel settembre 2006 l’Istituto di previdenza per il settore marittimo (d’ora in poi I.P.S.E.MA.), deducendo di essere creditore dell’importo complessivo di Euro 370.562,66 della Silver s.r.l. già Stargas s.r.l. la cui sede legale, trasferita nell’agosto dell’anno precedente da...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 14 febbraio 2014, n. 3428. Il soccombente deve rispondere anche delle spese legali sostenute dal soggetto chiamato in garanzia della controparte, qualora abbia dato causa alla chiamata ed a prescindere dal fatto che non abbia svolto alcuna domanda nei confronti del chiamato, in ragione del c.d. principio di causalità. Qualora la chiamata venga effettuata all’interno di un giudizio che vede come parte anche la compagnia assicuratrice rimangono a carico dell’assicurato le spese legali che può essere condannato a pagare in seguito al rigetto della domanda riconvenzionale di risarcimento dei danni subiti dalla sua vettura da lui proposta nei confronti dell’attore, e sostenute dalla compagnia assicuratrice per la rea dell’attore che questi abbia chiamato in causa
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 14 febbraio 2014, n. 3428 Svolgimento del processo La Vittoria Assicurazioni s.p.a. propone tempestivo ricorso per cassazione, ex art. 360 c.p.c., avverso la sentenza n. 11119 del 2007 del Tribunale di Milano, depositata il 18.10.2007, notificata il 7.2.2008, nei confronti di P.C. , E.S. , C.E. e Aviva...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 13 febbraio 2014, n. 6990. L’associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti sussiste non solo nel caso di condotte parallele poste in essere da persone accomunate dall’identico interesse di realizzazione del profitto mediante il commercio di droga, ma anche nell’ipotesi di un vincolo durevole che accomuna il fornitore di droga agli acquirenti, che in via continuativa la ricevono per immetterla nel mercato del consumo, non essendo di ostacolo alla costituzione del vincolo associativo e alla realizzazione del fine comune né la diversità di scopo personale, né la diversità dell’utile, ovvero il contrasto tra gli interessi economici che i singoli partecipi si propongono di ottenere dallo svolgimento dell’intera attività criminale
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 13 febbraio 2014, n. 6990 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza emessa al termine di rito abbreviato in data 5/10/2012, il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Milano ha condannato il sig. P. , previa concessione delle circostanze attenuanti generiche equivalenti alla recidiva, alla pena di otto...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 febbraio 2014, n. 5107. Poiché l’attività dell’internet hosting provider è un servizio consistente nella memorizzazione di informazioni fornite da un destinatario del servizio, non si può prevedere, in capo al gestore del servizio, un obbligo generale di sorveglianza dei dati immessi da terzi sul sito né un obbligo di informare il soggetto che ha immesso i dati dell’esistenza e della necessità di fare applicazione della normativa relativa al trattamento dei dati stessi, in quanto il gestore non ha alcun controllo sui dati memorizzati, né contribuisce in alcun modo alla loro scelta, ricerca e formazione del file che li contiene, essendo tali dati interamente ascrivibili all’utente che li carica sulla piattaforma messa a sua disposizione
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III SENTENZA 3 febbraio 2014, n. 5107 Ritenuto in fatto 1. – Con sentenza del 24 febbraio 2010, il Tribunale di Milano ha – per quanto qui rileva – ritenuto gli imputati D.D., F.P., D.G. responsabili del reato loro contestato al capo B dell’imputazione, relativo alla violazione degli art. 110...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 13 febbraio 2014, n. 6997. Annullata con rinvio la sentenza del Tribunale con la quale veniva confermata l’ordinanza cautelare della custodia in carcere in danno di due coniugi per coltivazione di marijuana, l’ordinanza omette di argomentare per quale ragione gli indagati, in assenza di precedenti penali che supportino un giudizio di pervicacia nel reato, dovrebbero ragionevolmente tornare a porre in essere condotte simili a quelle che per la prima volta li hanno condotti di fronte all’autorità giudiziaria, li hanno portati a subire una misura cautelare afflittiva e sfoceranno in una possibile condanna a pena non modesta. Né i giudici del riesame prospettano motivatamente un’ipotesi di collegamento con ambienti criminosi dediti in modo professionale al commercio di sostanze stupefacenti o altri elementi che lascino ipotizzare pressioni o agevolazioni sugli indagati da parte di terzi
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 13 febbraio 2014, n. 6997 Ritenuto in fatto 1. Con ordinanza del 16/8/2013 il Tribunale di Catania, quale giudice del riesame, ha confermato, previa riunione delle separate istanze proposte dai due coniugi, l’ordinanza del 1/8/2013 del Tribunale di Catania applicativa della misura della custodia presso il domicilio in...
In una situazione in cui a fronte della morte della moglie per un incidente stradale il marito si sia tolto la vita a seguito di un grave stato di esaurimento
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 23 gennaio 2014, n. 1361 In una situazione in cui a fronte della morte della moglie per un incidente stradale il marito si sia tolto la vita a seguito di un grave stato di esaurimento, la Cassazione ha precisato che il danno da perdita della vita non essendo compreso...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 13 febbraio 2014, n. 6988. Responsabili per avere scaricato tramite il programma “Emule”, depositato nella memoria di due personal computer e messo a disposizione del pubblico numerosi documenti informatici contenenti tracce musicali e n.5 opere cinematografiche, tutti documenti coperti da diritto d’autore e per avere duplicato abusivamente a scopo commerciale o imprenditoriale numerosi programmi per elaboratore elettronico in violazione del diritto d’autore. logico e corretto il ragionamento della Corte di appello in merito alla condanna per l’esistenza di uno scopo commerciale o imprenditoriale quale elemento caratterizzante la condotta in forza alcuni “indici rivelatori”, quali il numero dei programmi masterizzati, la presenza dei supporti con i programmi all’interno dei locali commerciali, la presenza di personal computer di clienti in fase di assistenza o riparazione, la qualificazione tecnica dei ricorrenti in campo informatico
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 13 febbraio 2014, n. 6988 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 20/3/2013 la Corte di appello di Palermo, in parziale riforma della sentenza del 30/5/2011 del Tribunale di Palermo, ha mandato assolti gli imputati dal reato contestato al capo A della rubrica (artt.110 cod. pen. e 171,...
