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Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 3 settembre 2014, n. 18647. La legge che ha introdotto il divorzio in Italia non ha leso la sovranità della Chiesa, che ha competenza esclusiva solo in tema di matrimonio religioso, né il diritto di ciascuno a professare la propria fede religiosa.

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 3 settembre 2014, n. 18647 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI PALMA Salvatore – Presidente Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere Dott. DE CHIARA Carlo –...

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Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 3 settembre 2014, n. 18574. Anche alle violazioni del Codice della strada si applica si applica la regola, costituente ormai jus receptum in tema di sanzioni amministrative, per cui il termine per la contestazione della violazione, pena l'estinzione dell'obbligo di pagamento, non decorre dal momento in cui il "fatto" è stato acquisito nella sua materialità, ma da quello nel quale l'accertamento è stato compiuto o avrebbe potuto ragionevolmente essere effettuato

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 3 settembre 2014, n. 18574 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 2 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PETITTI Stefano – Presidente Dott. MANNA Felice – Consigliere Dott. D’ASCOLA Pasquale – rel. Consigliere Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere...

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 2 settembre 2014, n. 18523. L'accesso al pubblico impiego e quindi ai concorsi pubblici è riservato ai cittadini italiani, ai cittadini membri dell'Unione Europea e, dal 2007, anche a chi ha ottenuto lo status di rifugiato. La legge non prevede l'accesso invece ai cittadini extracomunitari

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 2 settembre 2014, n. 18523 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MACIOCE Luigi – Presidente Dott. DE RENZIS Alessandro – Consigliere Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere Dott. GHINOY...

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 settembre 2014, n. 36859. sotto i 103.000 euro niente omesso versamento IVA. La Corte di Cassazione, uniformandosi alla recente decisione n. 80/2014 della Corte Costituzionale, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata con la formula "perché il fatto non sussiste", osservando come tale formula esclude ogni possibile rilevanza anche in sede diversa da quella penale, dovendosi la stessa adottare quando difetti un elemento costitutivo del reato, come nel caso in esame.

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 4 settembre 2014, n. 36859 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo – Presidente Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere Dott. ACETO Aldo – Consigliere Dott. GENTILI Andrea – Consigliere Dott. SCARCELLA Alessio...

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Corte di Cassazione, sezione feriale, sentenza 1 settembre 2014, n. 36509. Individuato il momento consumativo del reato di appropriazione indebita nella prima condotta appropriativa tenuta dall'agente, ossia nel primo atto compiuto in violazione del titolo del possesso; tuttavia nel caso di specie la condotta appropriativa tenuta dall'imputata, consistente nel non aver messo a disposizione del curatore i beni della società, appare ambigua

Suprema Corte di Cassazione sezione feriale sentenza 1 settembre 2014, n. 36509 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE FERIALE PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BIANCHI Luisa – Presidente Dott. MULLIRI Guicla – Consigliere Dott. CAPOZZI Angelo – Consigliere Dott. CARRELLI P.D.M. R.M. – rel. Consigliere Dott. LIGNOLA...

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 11 settembre 2014, n. 19177. In materia diffamatoria, la delibazione delle critiche, affidata alla Corte di cassazione, è ristretta al controllo del rispetto dei principi normativi che regolano la fattispecie astratta, nonché della logicità e congruità della motivazione resa dal giudice. È del tutto estraneo, invece, al giudizio di legittimità l'accertamento di merito relativo all'effettiva capacità diffamatoria delle espressioni in contestazione. In questo senso, è consolidato il principio giurisprudenziale secondo cui, riguardo all'azione di risarcimento dei danni da diffamazione a mezzo della stampa, la ricostruzione storica dei fatti, la valutazione del contenuto degli scritti, l’accertamento in concreto dell'attitudine offensiva delle espressioni usate, la valutazione dell'esistenza dell'esimente dell'esercizio del diritto di critica (la quale ultima si deve esprimere nel rispetto del requisito della continenza e, perciò, in termini formalmente corretti e misurati ed in modo tale da non trascendere in attacchi ed aggressioni personali, diretti a colpire sul piano individuale la figura morale del soggetto criticato) costituiscono accertamenti di fatto, riservati al giudice di merito ed insindacabili in sede di legittimità se sorretti da argomentata motivazione, esente da vizi logici ed errori di diritto

Suprema Corte di Cassazione sezione III civile sentenza 11 settembre 2014, n. 19177 Svolgimento del processo La Candy Elettrodomestici s.r.l. propose domanda di risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale da diffamazione contro la Dyson Ltd. E D.J. . Lamentò d’aver subito pregiudizio a seguito di condotte denigratorie dei convenuti che, nell’anno 2000, avevano preso...