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Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 27 giugno 2016, n. 26745

Il diritto di critica si differenzia dal diritto di cronaca poiché non si concretizza nella narrazione di fatti – come quest’ultimo – ma nell’espressione di un’opinione, che come tale non può pretendersi rigorosamente obbiettiva, posto che la critica, per sua natura, non può che essere fondata su una interpretazione, necessariamente soggettiva, di fatti e comportamenti....

Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 4 luglio 2016, n. 27392
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Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 4 luglio 2016, n. 27392

La regola di giudizio compendiata nella formula “al di là di ogni ragionevole dubbio” impone di pronunciare condanna a condizione che il dato probatorio acquisito lasci fuori soltanto eventualità remote, pur astrattamente formulabili e prospettabili come possibili “in rerum natura”, ma la cui effettiva realizzazione, nella fattispecie concreta, risulti priva del benché minimo riscontro nelle...

Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 4 luglio 2016, n. 27363
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Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 4 luglio 2016, n. 27363

  Il delitto di appropriazione indebita è reato istantaneo che si consuma con la prima condotta appropriativa e, cioè nel momento in cui l’agente compia un atto di dominio sulla cosa con la volontà espressa o implicita di tenere questa come propria; così la Corte ha ritenuto perfezionato il delitto di appropriazione indebita della documentazione...

Corte di Cassazione, sezione VI civile, sentenza del 23 giugno 2016, n. 13086
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Corte di Cassazione, sezione VI civile, sentenza del 23 giugno 2016, n. 13086

In sede di accertamento del passivo fallimentare del debitore ceduto, il cessionario di un credito concorsuale è tenuto a dare la prova che la cessione è stata stipulata anteriormente al fallimento soltanto ai fini di una eventuale compensazione (L. Fall., art. 56, comma 2) ovvero ai fini del voto in un eventuale concordato fallimentare (L....

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza del 13 giugno 2016, n. 12102
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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza del 13 giugno 2016, n. 12102

La mancanza di motivazione su questione di diritto e non di fatto deve ritenersi irrilevante, ai fini della cassazione della sentenza, qualora il giudice del merito sia comunque pervenuto ad un’esatta soluzione del problema giuridico sottoposto al suo esame. In siffatta evenienza la Corte di cassazione, in ragione della funzione nomofilattica ad essa affidata dall’ordinamento,...

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Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 30 giugno 2016, n. 13450

La sentenza resa sulla domanda possessoria non ha autorità di cosa giudicata nel giudizio petitorio: le due azioni sono caratterizzate da diversità di “petitum” e “causa petendi”, giacché il giudizio petitorio è volto alla tutela della proprietà o di altro diritto reale, mentre il giudizio possessorio tende soltanto al ripristino dello stato di fatto mediante...

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 1 luglio 2016, n. 13512

Per stabilire in concreto l’esistenza di una giusta causa di licenziamento, occorre compiere una valutazione di gravità dei fatti addebitati al lavoratore e di proporzionalità tra i fatti contestati e la sanzione inflitta (insindacabile in cassazione se adeguatamente motivata), avuto riguardo agli specifici elementi oggettivi e soggettivi che definiscono il caso concreto e, quindi, sulla...

Corte di Cassazione, sezioni unite civile, sentenza 1 luglio 2016, n. 13530
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Corte di Cassazione, sezioni unite civile, sentenza 1 luglio 2016, n. 13530

Le regole sul riparto di giurisdizione sono fissate dall’art. 63 del T.U. sul pubblico impiego – d.lgs. n. 165/01 – che stabilisce che il giudice ordinario è competente in tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, incluse le controversie che riguardano il conferimento...

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Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 27 giugno 2016, n.26623

Non è la destinazione all’uso personale della sostanza stupefacente che costituisce causa di non punibilità, ma, al contrario, è la destinazione della sostanza allo smercio elemento costitutivo del reato di illecita detenzione. Pertanto, non sta alla difesa dimostrare la destinazione all’uso personale della droga detenuta, ma è l’accusa che, secondo i principi generali, deve dimostrare...

Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 23 giugno 2016, n. 26259
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Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 23 giugno 2016, n. 26259

Il giudice dell’esecuzione puo’ revocare, ai sensi dell’articolo 673 c.p.p., una sentenza di condanna pronunciata dopo l’entrata in vigore della legge che ha abrogato la norma incriminatrice, allorche’ l’evenienza di abolitio criminis non sia stata rilevata dal giudice della cognizione Suprema Corte di Cassazione S.U.P. sentenza 23 giugno 2016, n. 26259 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME...