La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza civile n. 25983 del 23 settembre 2025, ha specificato i presupposti soggettivi dell'azione revocatoria ordinaria (disciplinata dall'art. 2901 c.c.).
La Suprema Corte ha ribadito che, ai fini dell'azione revocatoria, è sufficiente la mera consapevolezza (scientia damni) da parte del debitore alienante e del terzo acquirente che l'atto dispositivo causi una diminuzione della garanzia generica dei creditori, riducendo la consistenza patrimoniale del debitore.
Non è richiesta, invece, la collusione tra debitore e terzo, né è necessario che il terzo acquirente fosse a conoscenza dello specifico credito per cui l'azione viene proposta.
Tuttavia, la conoscenza da parte del terzo dello specifico credito diventa un requisito necessario solo se l'azione revocatoria ha ad oggetto un atto a titolo oneroso che sia stato compiuto prima del sorgere di tale credito (cd. consilium fraudis anticipato).
In sintesi, per gli atti successivi al sorgere del credito, la semplice consapevolezza del pregiudizio arrecato alla garanzia patrimoniale è sufficiente a fondare l'azione contro il terzo.







