La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza civile n. 25890 del 22 settembre 2025, ha stabilito un criterio rigoroso per l'accertamento dei presupposti per la nomina dell'amministratore di sostegno. La decisione è in linea con i principi della Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità (art. 12).
La Suprema Corte ha chiarito che l'accertamento dei presupposti di legge deve essere compiuto in modo specifico e circostanziato e riguarda due aspetti:
Condizioni di Menomazione: Deve essere valutata l'effettiva condizione di menomazione del beneficiario, tenendo in grande considerazione la volontà contraria del beneficiario stesso, soprattutto se proveniente da una persona lucida.
Incidenza sulla Capacità Gestoria: Occorre verificare l'incidenza di tali menomazioni sulla capacità del soggetto di provvedere ai propri interessi personali e patrimoniali.
Il giudice ha l'obbligo di valutare la possibilità che le esigenze di protezione possano essere soddisfatte anche con strumenti diversi e meno invasivi dell'Amministrazione di Sostegno, come la nomina di un curatore speciale (ex art. 78 c.p.c.).
Nel caso specifico, la Cassazione ha cassato il provvedimento di merito che aveva ritenuto giustificata la nomina dell'ADS. Il giudice aveva valorizzato tratti comportamentali come l'evitamento degli incontri con i Servizi Sociali e le difficoltà nella gestione di un complesso immobiliare. La Suprema Corte ha ritenuto che tali elementi non fossero sufficienti, da soli, a dimostrare la sussistenza di uno stato di menomazione grave, specialmente in considerazione delle capacità professionali (artista e insegnante) dimostrate dall'interessata







