Il mandante privo di specifiche competenze, che abbia affidato al mandatario il compimento di un negozio giuridico per il quale sono richieste specifiche competenze tecniche, puo’ fare legittimo affidamento sulla competenza del secondo, e non ha di conseguenza alcun obbligo di sindacarne passo passo l’operato, o prevenirne gli errori.

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Del resto, la Corte d’appello ha rigettato la domanda non per difetto di prova (nel qual caso soltanto si sarebbe potuto discorrere di corretta o scorretta applicazione dell’articolo 2697 c.c.), ma per avere ritenuto che il danno fosse ascrivibile a colpa esclusiva del danneggiato, ex 1227 c.c..
Dunque la norma che si assume violata (articolo 2697 c.c.) non viene in rilievo nel presente giudizio, per la semplice ragione che la Corte d’appello non ne fece applicazione.
3.3. Nondimeno anche questo motivo di ricorso, cosi’ come il primo, puo’ essere ritenuto ammissibile e scrutinato nel merito, per le ragioni gia’ indicate al § 2.2 che precede: ovvero che l’errore di sussunzione (in questo caso evidente) commesso dal ricorrente nell’inquadrare il vizio censurato col ricorso non ne comporta l’inammissibilita’, quando l’illustrazione del motivo sia sufficientemente intelligibile nel prospettare la propria censura.
E nel nostro caso la censura prospettata dal ricorrente e’ sufficientemente chiara: egli si duole di essere stato ritenuto in colpa per avere omesso un’attivita’, che tuttavia non era obbligato a compiere (sebbene, va soggiunto, maggior rigore sintattico e miglior nito’re logico da parte del ricorrente avrebbero certo agevolato il compito sia delle controparti, sia di questa Corte, nel comprendere il senso e il significato del ricorso).
3.4. Il motivo e’ fondato.
Il contratto di associazione stipulato tra (OMISSIS) e la CIA prevedeva l’obbligo della seconda di “correggere le eventuali anomalie presenti nelle domande”

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